Menu

About Schmidt


Scheda

Titolo originale: About Schmidt
Nazione: Usa
Anno: 2002
Genere: Drammatico
Durata: 125'
Regia: Alexander Payne
Cast: Jack Nicholson, Kathy Bates, Hope Davis, Dermot Mulroney, June Squibb, Produzione: Michael Besman, Harry
Gittes Distribuzione: Nexo

Ore 16,59. Warren Schmidt attende che l’orologio appeso nel suo ufficio compia l’ultimo giro di lancette e che gli regali l’agognata pensione. Si perchè Warren Schmidt dopo 42 anni di onorato servizio presso una delle più prestigiose compagnie assicuratrici degli States finalmente ha raggiunto quello che tutti i colleghi gli augurano e cioè il meritato riposo. Ma chi è Warren Schmidt ? Un 66enne, padre e marito modello, un buon impiegato che ha saputo utilizzare la sua laurea in economia per calcolare le polizze assicurative sulla vita di tanti Warren Schmidt come lui, sempre al servizio di quella compagnia di chi di li a breve lo dimenticherà molto rapidamente, anzi che lo ha già fatto !!

Il suo ufficio è già pronto per essere occupato da un raggazzo più giovane ed esperto di marketing, dotato di un sorriso più compiacente e che forse ha anche prospettive di carriera superiori rispetto a quelle del suo predecessore.

Un’ultima cena consumata in compagnia degli ex-colleghi, le solite frasi di rito prima del distacco, un utimo bourbon sorseggiato da solo al bancone del bar del ristorante e riflettere se quello che l’aspetta sia un desiderio tanto agognato o il peggiore dei propri incubi. Fin qui niente di nuovo rispetto a tante analoghe scene di pensionamenti mal digeriti ma, c’è sempre un ma in agguato: l’unica figlia di Warren ha pensato bene di sposare uno scavezzacollo Hippy e venditore di materassi ad acqua, un Delmot Mulroney splendido caratterista, che si fa valere in una parte molto deliziosa. Inoltre la moglie di Warren pochi giorni dopo la cena di cui sopra, prima si accascia al suolo priva di vita, causa un arresto cardiaco e poi lascia trovare al marito vecchie lettere d’amore speditegli dal miglior amico di Warren, riesumando quindi una vecchia storia piena di tradimenti e che ormai si credeva morta e sepolta.

I pochi punti di riferimento che avevano conraddistinto la vita estremamente regolare del nostro “eroe” terminano in un battibaleno, o almeno, quasi tutti i punti di riferimento, difatti preso da uno slancio di buonismo il nostro Warren da qualche tempo aveva adottato a distanza un bambino africano di nome Ndugu al quale scrive regolarmente lettere fiume narranti i suoi ricordi. Dalla lettura delle lettere scopriamo le mancate aspettative di Warren, le scelte di vita e le piccole sconfitte e vittorie di tutti i giorni. Preso dal terrore di essere un piccolo e vacuo punto
nell’esistenza dell’universo e terrorizzato dalla paura di non riuscire a lasciarvi segno alcuno Warren, alla stregua di un moderno Don Chisciotte, comincia a vagare in camper per tutto lo stato del Nebraska, per rivedere i luoghi dell’infanzia e della propria giovinezza fino a che dopo tanto vagare un colpo di genio: per smentire la propria esistenza anonima comincia a progettare la distruzione del matrimonio della figlia che ha trovato nella consuocera Roberta (Katy Bates) una pazza Hippy quanto il futuro marito e che è decisamente l’antitesi della madre appena
scomparsa. Tentativo, quest’ultimo che si conclude in un nulla di fatto, e così fra un tentativo di seduzione a base di vasca idromassaggio perpetrato dalla futura consuocera e le regolari litigate con la figlia, che non accetta minimamente le intromissioni del padre, a Warren alla fine non resta altro che tornare a casa.Il film purtroppo resta completamente ancorato al volto da pazzoide, in questo caso estremamente edulcorato di Nicholson mentre per il resto, nonostane un inizio promettente, resta troppo a lungo: “uguale a se stesso”, nel complesso se ne potrebbe risparmiare tranquillamente la visione se non per alcuni siparietti tra: Mulroney, Nicholson e la Bates.

Jack Nicholson mantenendosi sui suoi soliti standard , si era prenotato, alla quarta statuetta da migliore attore protagonista, sappiamo poi tutti come sia andata a finire: “Vero Mr. Brody?!?!?” La futura consuocera Kathy Bates gli aveva fatto da contraaltare con la candidatura a migliore attirce non protagonista forse eccessiva per le poche scene girate.

Nota di Merito al regista Alexander Payne che riesce a far sembrare uno stato anonimo, e per questo “Schmidtiano” come il Nebraska un luogo interessante da essere visitato.
Consigliato a tutti coloro che non vogliono scomparire nell’anonimato di una vita comune.
Sconsigliato a coloro che sono certi, o quasi, di essere già scivolati in una vita troppo comune.

Voto al film: 6 con un bel 7 alla performance di Nicholson.

Ciro Andreotti

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni Cinematografiche

Close