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Chicago


Scheda


Titolo originale: Chicago
Nazione: Usa/Canada
Anno: 2002
Genere: Musica
Regia: Rob Marshall
Cast: Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, Lucy Liu, John C. Reilly, Taye Diggs
Produzione: Marty Richards, Harvey Weinstein
Distribuzione: Buena Vista


Chicago

Ambientato nella Windy City in un epoca collocata fra il periodo del proibizionismo e la grande depressione che colpì gli USA durante gli anni trenta. Rob Marshall si rituffa nel suo primo amore: il musical e lo fa in grande stile. Ci fa riassaporare l’america sorniona e desiderosa di Blues e Jazz a colpi di clarino e scotch consumato clandestinamente, la Chicago delle bettole sordide dove un’attricetta da quattro soldi boriosa e piena di se come velma Kelly, una Catherine Zeta-Jones quanto mai inaspettatamente adeguata alla parte, si esibisce assieme alla sorella o almeno si esibirebbe assieme alla sorella già perchè Chicago oltre la bellezza della colonna sonora, grandissimo merito all’ottimo: Danny Elfman e all’indubbia efficacia delle coreografie è un film anche denso di tristi messaggi su quello che oggi è il potere trasversale delle notizie filtrate dai media.

Il film si apre con l’ingenua, ma fino ad un certo punto, Roxi Hart che assiste all’ultima esibizione in pubblico della diva e “divina” Velma, ultima esibizione perchè la nostra eroina ha pensato bene di trucidare barbaramente marito e sorella rei di essersi fatti cogliere a letto assieme, la nostra Roxi, una magrissima e perfetta per il ruolo, Renee Zellweger, vera sognatrice ad occhi aperti, si immagina sul palco al posto di Velma. Per perseguire questa sua sete di successo finisce fra le lenzuola di Fred Casely, rappresentante di mobili che le garantisce una parte in un musical. Quando la nostra Roxi al termine di un incontro galante con Fred capisce di essere stata usata, non ci mette molto ad imbracciare l’artiglieria e scaricargli addosso le proprie ragioni.

Aiutata dal marito Amos, l’ottimo John C.Reilly, perfetto nella parte del “Babbeo” buono e pacioccone, che procurerà a Roxi il miglior avvocato di tutto l’illinois. La nostra eroina, o almeno una delle due eroine, eviterà il braccio della morte grazie alle abilità affabulatrici di Billy Flynn, un Richard Gere degno delle evoluzioni di Fred Astaire e ingiustamente snobbato per la serata del 23 Marzo. Questi alla modica somma di $5000, dipingerà ai media Roxi come una santa votata al sacrficio apparendo in fin dei conti come un impresario o un regista più che un avvocato di successo: imbocca Roxi delle battute che deve dire le dice come vestirsi per risultare una Giovanna D’Arco verosimile e quando quest’ultima comincia a pensare di essere lei la star principale e non il burattino in mano allo star system la zittisce svelandole quella che è la prinicpale regola del mondo dello spetacolo: “La gente dimentica in fretta”.

Così tra colpi di scena: una finta gravidanza per impietosire la corte e le schermaglie con Velma, incontrata in prigione, assistiamo alla parabola di Roxi che finalmente può assaporare quel successo che mai aveva pensato di raggiungere e che invece la travolge improvvisamente solamente per: aver freddato un losco individuo di cui ci si dimentica immediatamente.

Tra balletti, buona musica, una trama molto gradevole e degni personaggi di contorno come le detenute del braccio della morte e secondine troppo simpatiche per essere vere, grandissima e “grossissima” Queen latifah Giustamente considerata per la notte degli Oscar. Il film scorre veloce verso il suo epilogo: assistiamo alla scarcerazione di Roxi e Velma che fino al giorno del processo sono trattate come vere star degne di Hollywood, ma che al momento dell’assoluzione la gente dimentica immediatamente. Si ricicleranno ritrovandosi assieme sul palco del Chicago Theatre per un numero di balletti e mitra che sbanca i botteghini e che fa venire alla fine una gran voglia di “Americani a Parigi” e “Cappelli a Cilindro” Ginger Rogers e Gene Kelly perchè come pronuncia il sentenzialista Flynn: “Questa è Chicago !!!!!!!!!!”

Voto al Film 8 e 1/2

Ciro Andreotti

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