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Il favoloso mondo di Amelie


Scheda


Titolo originale: Le fabuleux destin d’Amélie Poulain
Nazione: Francia/Germania
Anno: 2001
Genere: Commedia
Durata: 120′
Regia: Jean-Pierre Jeunet
Cast: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau, Artus de Penguern
Produzione: Jean-Marc Deschamps
Distribuzione: BIM


Il favoloso mondo di Amelie

Chi non vorrebbe essere per un attimo abbastanza disincantato da non esser travolto dalle proprie responsabilità o per meglio dire: chi non vorrebbe essere così pieno sogni e di buoni propositi come la 23enne Amelie Poulain ? “Questa Ragazza vi cambierà la Vita”, citava la locandina del film e dobbiamo ammettere che raramente una frase di lancio pubblicitario può colpire nel segno così bene. Difficilmente si può rimanere insensibili al fascino della pellicola di Jan Pierre Jeunet, che lo scorso anno ha sbancato i botteghini di mezza europa fino ad arrivare ad un passo dal meritatissimo Oscar. Vero fenomeno di costume che ha spaccato a metà il pubblico e la critica tra detrattori che lo considerano un film eccessivamente disimpegnato e coloro che invece ne apprezzano il lato onirico e minimalista. La pellicola è ambientata a Parigi nel quartiere di Montmartre, per l’occasione spoglio dalla tecnologia che ormai ci invade ovunque e immerso in una bolgia di colori che vanno dal verde al rosso autunnale. Gli angoli di questo villaggio – quartiere meravigliosamente arroccato nella capitale francese sono visti attraverso gli occhi vispi e allegri della triste e solitaria Amelie Poulain. Orfana da parte di madre e disadattata fin dalla nascita a causa dei presunti problemi cardiaci che la relegano all’esclusuione, per scelta dei genitori, dalle lezioni scolastiche. Crescendo le cose non migliorano, i problemi di Amelie proseguono portandola a rifiutare rapporti affettivi di qualsiasi genere e relegandola in un isolamento volontario popolato da personaggi immaginari che l’accompagnano fin dall’infanzia e che non l’abbandoneranno mai. Una volta trovato un lavoro come cameriera presso: “Le Café le Deux Moulins” nel quartiere di Montmartre, a Parigi, Amelie comincia a inseguire il sogno di cambiare la vita delle persone che la circondano rendendole più contente della loro esistenza, almeno loro che possono esserlo.

Jeunet, già celebre per “Delicatessen” e “Alien IV”, scandaglia la vita della nostra eroina accompagnandola dal triste suono di una fisarmonica e attraverso una voce fuori campo ad effetto che descrive usi e abitudini di tutti coloro che la incontrano lungo la loro strada. Viviamo così delle piccole abitudini che ogni personaggio adora “i piccoli piaceri della vita” come : il lancio dei sassi sul fiume, immergere le mani nei sacchi di legumi, rompere la crosta della Creme Broullè oppure le abitudini che ognuno detesta: ritrovarsi in un bagno pubblico in compagnia di altre persone o il costume da bagno appiccicato lungo il corpo.

Amelie Poulain ha il volto incorniciato nei capelli a caschetto di una graziosissima Audrey Tautou che esce dall’anonimato rischiando però di rimanere per il futuro perennemente imprigionata in questo personaggio naif e sognatore che insegue lungo tutta la pellicola non solo la felicità altrui ma anche la propria. Attraverso il raggiungimento di un amore prima cercato e poi ripetutamente respinto per un personaggio Nino Cancapois: Mathieu Kassovitz, che per l’occasione non è regista ma abile attore riuscendo a dar vita ad un personaggio sognatore e altresì appassionato di foto strappate e gettate per terra nella metropolitana Parigina, suo hobby e vero pallino maniacale.

Al termine del film non vorremmo mai abbandonare nè Amelie nè nessuno dei pittoreschi personaggi fuori dal tempo che si incontrano nel “Café le Deux Moulins” nè tanto meno, ovviamente, il quartiere che li ospita: Montmartre che così bello non si era mai visto nemmeno nei quadri di Toulouse Lautrec. Un quartiere che potrebbe essere ovunque: a Parigi come in una qualsiasi capitale europea oppure, del resto, potrebbe essere semplicemente un piccolo villaggio. Un accogliente quartiere della metropoli ma al tempo stesso al di fuori di essa che fa da vera anima della storia con le sue scalinate impervie e i suoi abitanti che si conoscono a menadito come in un grande condominio.

Voto 7 e 1/2

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