Menu

The Ring


Scheda


Titolo originale: The ring
Nazione: Usa/Giappone
Anno: 2002
Genere: Thriller
Durata: 115′
Regia: Gore Verbinski
Cast: Naomi Watts, Martin Henderson, Brian Cox, David Dorfman, Lindsay Frost, Amber Tamblyn, Rachael Bella, Daveigh Chase
Produzione: Walter F. Parkes
Distribuzione: Uip

The Ring

Prendete Scream di Wes Craven aggiungetegli un pizzico di: “The Urban Legend” dell’: “Esorcista” di: “The Blair Wich Project” e una spruzzata di thriller a sfondo investigativo e otterrete uno sbanca botteghini di primissimo livello: “The Ring”.

Senza ricorrere a scene Splatter, da qui le analogie con The Blair Witch Project, e avvalendosi di attori bravi ma sconosciuti a parte Naomi Watts, già vista in “Mullholland Drive” di David Lynch e che grazie a questa interpretazione potrebbe finalmente spiccare il volo verso l’empireo Holliwoodiano. Gore Verbinski, reduce dall’ingiusto insuccesso di: “ The Mexican ” e la mancata direzione di: ” Prova a Prendermi ”, riesce a far paura in maniera molto psicologica dando libero sfogo al proprio estro e a imporsi finalmente al pubblico dei fruitori dei cosiddetti: “film di cassetta” grazie ad una sceneggiatura efficace ma non originale, che si rifà al culto asiatico dei morti, delle ombre e degli spiriti e che ricalca, più o meno fedelmente, quella di: “Ringu” di Hideo Nakata: uno dei cult-movie del cinema nipponico degli ultimi anni.

Una leggenda metroplitana, ecco l’analogia con The Urban Legend, narra di una videocassetta che si aggira di mano in mano tra un gruppo di adolescenti di una qualunque città americana, chi la visiona riceve una telefonata che gli preannuncia la morte entro una settimana, eccovi servite le similitudini con Scream, la morte arriva lasciando la vittima con il volto orribilmente sfigurato. Il film di Verbinski si apre con la misteriosa morte, come da copione, di Katie, caso vuole che la ragazza fosse la baby sitter di: Ethan figlio di Rachel Kelly, una giornalista in vena di darsi all’investigazione e di un tecnico video. Il bambino cresce solitario,i genitori sono separati. Triste, figuriamoci dopo la morte della sua amica Katie. Oltretutto si comincia a intravedere in Ethan una vena di sensitività: il bambino a scuola si diletta con disegni che preannunciavano proprio la morte di Katie. Così passando attraverso la visione della videocassetta ritrovata in una baita di montagna, Rachel comincia una corsa contro il tempo: una settimana per salvare la vita a lei al marito, cui ha mostrato la cassetta e a Ethan che in una sera di insonnia non ha niente di meglio da fare che guardare: provate a indovinare cosa!! Rachel nel cammino che la porterà al termine della settimana, e forse della sua vita, analizza più volte le immagini della cassetta e grazie alle sue doti investigative si imbatterà in Samara, Sadako nell’originale nipponico, una bambina che non ha nulla da invidiare alla piccola Regan dell’Esorcista. Il finale quanto meno interlocutorio lascia aperta la possibilità a uno o più sequel. In Asia:”Ringu”, ha dato vita ad un sequel: “Ringu 2” e un prequel: “Ringu 0” oltre che ad una serie di telefilm e in generale a un fenomeno di costume di portata incredibile. In attesa di visionare il sequel di questo piccolo cult, lo è già diventato anche per noi occidentali, o la pubblicazione della trilogia asiatica, di prossima uscita sia in DVD che in VHS, vi suggerisco di riguardare meglio questo piccolo capolavoro spoglio di eccessivi effetti speciali e magari se il telefono suonasse durante la sua visione beh vi auguro si tratti di un vostro amico inopportuno.

Ciro Andreotti>

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni Cinematografiche

Close