Menu

Una Settimana Da Dio


Scheda


Titolo originale: Bruce Almighty
Anno: Usa, 2003
Regia: Tom Shadyac
Interpreti: Jim Carrey, Morgan Freeman, Jennifer Aniston
Soggetto e Sceneggiatura: Steve Koren
Genere: Commedia
Durata: 1h e 41′
Distribuzione: Buena Vista

Una Settimana Da Dio<
Bruce Nolan, inviato per una televisione di Buffalo, ha una dote particolare, riesce a far ridere gli spettatori durante le dirette del telegiornale per il quale lavora e il tutto con grandissima naturalezza, tutto questo è estremamente lodevole se non fosse che Bruce desidererebbe una carriera da Anchor Man del TG serale, ruolo per il quale si era candidato ma che invece viene assegnato ad un collega più viscido ed arrivista del nostro eroe.

Preso da un impeto di rabbia, durante il solito esilarante servizio in diretta questa volta dalle cascate del Niagara, Bruce si deve accontentare di inveire contro il collega più fortunato e contro coloro che non l’hanno scelto e conseguentemente di perdere il posto da inviato del telegiornale. Uno scatenatissimo Jim Carrey supportato da Jennifer Pitt Aniston, nel ruolo della sua fidanzata, e dal sempre splendido Morgan Freeman, che per una volta ha smesso i panni del detective buono per vestire addirittura quelli di Dio, disegna le sventure di questo personaggio che vorrebbe ma che non riesce, per sfortuna o demeriti, a dare una svolta alla propria vita professionale e che in sostanza non si riesce ad accorgere delle proprie fortune se non prima di un finale in stile eccessivamente troppo buonista. Bruce difatti inveendo ripetutamente contro Dio ne provoca l’ira e una volta convocato al cospetto di quest’ultimo, in un loft alla periferia di Buffalo, si trova da Dio stesso coinvolto in una scommessa piuttosto singolare: Per una settimana Bruce sarà dotato dei suoi poteri così che possa verificare di persona quanto sia difficile trovarsi in un posto che di privilegiato ha ben poco e sopratutto così che possa verificare se effettivamente lui saprebbe essere un Dio migliore. Facile prevedere che Bruce utilizzerà, almeno inizialmente, i poteri conferitigli per soddisfare il proprio ego, veder rotolare nella polvere il collega che gli ha sottratto “Ingiustamente” il posto e rimpossessarsi, più o meno legittimamente, del ruolo di Anchor Man del TG. Il tutto, chiaramente, coadiuvato da situazioni esilaranti, una su tutte la meteorite che devasta la saga di Mark Twain e che gli consente di piazzare uno scoop di portata incredibile. Tutto questo prima della repentina presa di coscienza finale che farà capire al nostro eroe, non che ci volesse molto, che tali poteri devono essere utilizzati per il bene altrui e non per soddisfare solamente le proprie esigenze.

Nel futuro di Carrey sono già pronte parti più impegnate rispetto a questo film estremamente “Leggero” una su tutte un probabile progetto assieme a Spielberg. Nel complesso un passo in avanti però per il cachet di Carrey, che con The Majestic, di Frank Darenbont, aveva sicuramente, ed ingiustamente, subito un durissimo colpo al botteghino, ma anche nulla di nuovo sul fronte dei ruoli ricoperti dall’ex – Ace Ventura che invece grazie a ” The Truman Show “, ” Man on The Moon ” e, proprio , ” The Majestic ” sembrava finalmente aver perso la fama di semplice erede di Jerry Lewis e sembrava essersi avviato sul viale del proprio completamento artistico.

Nel complesso una trama già vista più volte, con un finale in un fin troppo perfetto stile: politically correct

Voto al film: 6 di stima per la verve del solito Carrey. Un bel 7 a Morgan Freeman solo perchè Dio Non avrebbe potuto esigere un interprete migliore nel suo ruolo.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni Cinematografiche

Close