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Interviste

Intervista ai GEA

Intervista ai Gea che ci parlano del loro ultimo album intitolato “Sshh…Blam!”

Clicca qui per leggere la recensione dell’album dei Gea : “shh..Blam!

D:Domanda quasi d’obbligo: da dove viene il vostro nome?
R:diciamo che è frutto di un “compromesso” eh eh eh…l’originale era “gardenia”, ma poi molte persone notavano un’assonanza con “verdena” che
alla lunga ci avrebbe penalizzato…abbiamo giocato con le lettere del vecchio nome e, semplificando, è uscito “gea”. poi è uscita la coincidenza
che noi fossimo tutti, zodiacalmente parlando, segni di terra ed allora abbiamo capito che era il nome giusto.

D:Anche il vostro nuovo album ha un titolo alquanto strano: “Shh…blam!”…..

R:rispecchia bene l’atmosfera del disco, molto “leggera” dal punto di vista
contenutistico, molto ironica. un suono come titolo ci pareva adeguato.
sappaimo che il titolo ha lasciato molti spiazzati (se non dubbiosi), ma
l’avevamo messo in conto…diciamo che alla lunga il vero valore di questo titolo verrà compreso

D:Con questo nuovo sound il vostro suono ha subito una notevole evoluzione. Siete ritornati alla struttura classica basso-batteria-chitarra. Come mai questa scelta?
R:volevamo un disco dalle sonorità più “crude”, molto vicine al nostro live.
secondo noi il suono del disco cattura in pieno quella che è l’attitudine
gea; molto “tiro”, molta immediatezza e un suono bello naturale. non è
escluso che in futuro questa cosa cambi…anzi probabilemnte il prossimo
disco sarà già a due chitarre (ovvero il modulo live dei concerti che facciamo in questo periodo), però i pezzi di “Ssssh…blam!” secondo noi andavano registrati così come è stato fatto
D:Inoltre anche le sonorità sono molto meno “claustrofobiche”, se così si può dire, rispetto a “Ruggine” (primo album dei Gea)…
R:infatti. volevamo un suono meno “chiuso”, meno compresso. probabilmente ci siamo giocati qualcosa in potenza sonora, ma le canzoni secondo noi ne hanno guadagnato, in termini di “comprensibilità”.
D:Nelle vostre canzoni siete spesso molto ironici…come mai avete deciso di usare l’ironia nelle vostre canzoni?
R:perchè è la chiave di lettura che utilizziamo nelle situazioni di ogni giorno. siamo persone abbastanza pragmatiche…piene di ideali e di passione
(ad esempio per la musica) ma consapevoli che spesso le cose non vanno
proprio come si vorrebbe. una buona soluzione per ovviare alle incazzature
che ci riserva il mondo è proprio quella di sdrammatizzare le cose…il che non vuol dire essere faciloni o superficiali, ma affrontare le cose con la giusta prospettiva e senza eccessiva ansia…e magari utilizzando la sagacia di che è tranquillo dentro.

D:Inoltre in alcune canzoni il cantato viene sostituito dal “recitato”. Come mai?
R:un escamotage compositivo…in certe parti il parlato valorizzava di più il pezzo e allora abbiamo deciso di inserirlo, anche per essere abbastanza liberi con l’uso della lingua.
D:Mi spiegate cosa si ottiene seguendo la ricetta di “Coktail”?
R:beh…il testo è una metafora…diciamo che è un modo “leggero” e (credo) poco retorico di dire come facciamo noi a sopravvivere a questo governo eh eh eh…il testo vuole essere anche una rivalutazione della convivialità che, in epoca di playstations, sta ricevendo colpi durissimi!

Qual’è il vostro rapporto con la televisione? So che per il primo album è stato girato un video (“Ancora in viaggio”) che ottene un discretto successo con diversi passaggi su reti televisive satellitari e non…
R:il video può essere un buon mezzo di esposizione, di visibilità…ed anche una palestra di creatività, soprattutto in ambito indipendente dove i mezzi sono pochi e ci si deve arrangiare con le idee. non è sicuramente un nostro obiettivo, la tv…e anzi siamo ancora abbastanza impacciati davanti a delle telecamere senza strumenti in mano…però può senz’altro aiutare;
l’importante è farla con intelligenza, per esempio evitando di suonare alle
trasmissioni in playback…anche se mi rendo conto che per degli artisti major certe trasmissioni sono delle “marchettone” alle quali non possono dire di no, e non per loro volontà…

D:Può esserci un contrasto tra la vostra scelta musicale “vintage” e le tecnologie dato che sia il video di cui parlavamo prima che la copertina dell’album sono realizzati con grafica 3d interamente al computer?
R:uhm…non mi pare…la creatività è sempre benvenuta, a casa gea, se fatta
con gusto…l’accostamente grafico-musicale del disco ci sembra azzeccato, coerente. tra l’altro noi abbiamo girato un secondo clip, proprio di “cocktail” (che è passato su rock tv e su all music…ma molte meno volte
del primo) e anche il clip è abbastanza tradizionale, sebbene l’idea di fondo sia “pazzerella”…
D:Dateci un opinione sulla scena musicale italiana….
R:domandone da un milione di euro…sarò breve; qualità media delle bands:
alta…molto più che in passato – possibilità di esposizione: bassa…molto più che in passato; non si vendono dischi neanche a regalarli e si è molto meno disposti ad investire danaro per far suonare dal vivo i gruppi..la situazione è grigio-scura tendente al nero
D:E su quella bergamasca di cui voi siete tra i migliori rappresentanti assieme ai Verdena, oserei dire…
R:mille grazie per i complimenti. devo dire che a bergamo ultimamente stanno uscendo gruppi molto interessanti…direi i lana, che usciranno a breve con jestrai…e i bogartz, già fuori con un disco per moo rec….e poi i lafalce, gli space cowboys…ultima menzione per degli altri “vecchietti terribili” che usciranno quest’autunno su urtovox…cioè gli hogwash
D:Consigliereste dei dischi (anche recenti) ai nostri visitatori?
R:sinceramente non compro più molta roba…e devo dire che spesso è sempre in maggioranza roba italiana. dischi esteri direi…massive attack. dischi italiani…bartòk, goodmorningboy, bogartz, perturbazione.

D:Spazio gratuito offerto da Music-Impact : dite quello chevolete!
R:andate a farvi un giro sul nostro sito
http://www.geaband.com
c’è un sacco di musica da scaricarsi aggratise!

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