Menu

Interviste

Intervista ai VIRGINIANA MILLER

Intervista ai Virginiana Miller gruppo livornese che ci parla del loro ultimo album “La verità sul tennis” e non solo…

D:Siete tornati dopo 4 anni con un nuovo album in studio. Come avete passato questo periodo?
R:abbiamo perso il bassista e ne abbiamo trovato uno più giovane,abbiamo fatto operare al gomito un chitarrista per migliorare la sua diteggiatura,abbiamo svezzato le innumerevoli figlie dell’altro chitarrista,abbiamo messo il condizionatore alla sala prove,abbiamo divorziato da baracca e burattini e ci siamo accasati alla
sciopero/mescal abbiamo adottato una manager (l’arabafelice) e un’agenzia (locusta).

D:Il vostro ultimo album si intitola “La verità sul tennis”.
Come mai la scelta di questo titolo?

R:Perché il tennis è una bella metafora di quello che eravamo: piccoli borghesi che, in qualche modo, volevano partecipare della bellezza, dello stile. Oggi questo problema pare sorpassato. Basta avere i soldi, il gusto non serve. Gli status symbol non sono più legati a qualcosa che si sa fare (giocare a tennis, appunto) ma a qualcosa che si deve avere. Il rolex, il
fuoristrada ecc… a parte forse qualche gonzo che finge di cadere in estasi
bevendo un bicchiere di chateau lafitte.

D:Tema portante dell’album sono i ricordi dell’adolescenza? C’è un motivo preciso?
R:Non saprei. Personalmente non sono nostalgico, credo però che l’arte (piccola o grande che sia, piccola nel nostro caso) abbia sempre a che fare con lo stupore, e lo stupore è un dono di gioventù che si perde col tempo.
Dopo lo sguardo sulle cose si consuma e il mondo diventa opaco.

D:Com’è nata l’idea di riadattare un testo di Leon Battista Alberti nella canzone “Abitano la terra”?
R: Stavo leggendo quelle pagine di Alberti quando mi sono accorto che si prestavano benissimo ad essere cantate. La cosa è anche più strana se pensi che si tratta di prosa. In generale mi piace molto la scrittura dell’Alberti. L’italiano era una lingua viva, giovane e carnale. Una goduria
averci a che fare.

D:Nel disco sono presenti due brani ripresi dal passato: “Rimerende” e “Telefilm” che era l’inedito contenuto nel live acustico…
R:Rimerende in realtà è il seguito di merenderi.E’ il nostro piccolo sequel: li avevamo lasciati cinque anni fa e ora volevamo sapere che fine avevano fatto. Nonostante il grillo parlante avesse predetto loro sventure di ogni sorta, sono ancora lì, in salute, a cazzeggiare dalla mattina alla sera. Non sanno niente, non vogliono fare niente e sono perfetti così.
Telefilm invece meritava di essere registrato in studio, come era nelle nsotre intenzioni quando scrivemmo il pezzo.

D:Il vostro rapporto con la televisione com’è? Ci sono almeno 3 pezzi che
parlano di televisione…

R:Siamo cresciuti con la televisione, ho vivo il ricordo del passaggio tra bianco e nero e colore, con la vicina di casa che veniva a casa mia per vedere gli occhi verdi di Kabir Bedi/Sandokan. Ora che ci penso anche i miei primi approcci con la musica sono stati filtrati dalla televisione: colonne
sonore di sceneggiati meravigliosi del giovedì e sigle di Raffaella Carrà.
Era una televisione formalmente molto bella, tutta studi semivuoti e campi
lunghi. La musica in TV non era la cenerentola, allora, e l’orchestra di
Sanremo si sentiva sicuramente meglio del Live AID. Forse un po’ di tutto
questo riaffiora naturalmente, e il confronto con il presente è obbligato.

D:C’è chi vi paragona a degli esponenti della pop-art, per la precisione con qui le vostre canzon i descrivono luoghi e situazioni. Cosa ne pensate di questo paragone?
R:> Non mi fa piacere, personalmente detesto la pop art. Qualcuno la
definì ‘realismo socialista per ricchi’, sono d’accordo. Andy Warhol era un personaggio ripugnante, il primo della lunga serie degli artisti cretino-miliardari; mi dispiace dire qualcosa di impopolare ma è quello che penso.

D:Domanda rivolta a Simone : ti vedremo mai buttarti nella letteratura, dato che i testi dei Virginiana Miller presentano in qualche modo una parte narrativa e una parte descrittiva?
R:E’ una possibilità. Ma se lo facessi cercherei di tenere separate le due cose, magari userei uno pseudonimo.

D:Come sono nate le collaborazioni con Amerigo Verardi e i Baustelle?
R:Marcello, il nostro fonico, ha lavorato con Amerigo alla registrazione del primo album dei Baustelle. registravano a pochi chilometri da Livorno e noi andavamo spesso a trovarli. siamo rimasti colpiti dal
fascino della band e dalla lucidità del produttore. così, quando è venuto il
momento di pensare al nostro nuovo progetto abbiamo pensato di coinvolgerli.

D:…e come ci spiegate la collaborazione con Giorgio Canali
con il quale avete registrato un particolare Ep?

R:Giorgio aveva già lavorato con noi ai tempi di gelaterie
sconsacrate. ma lo abbiamo contattato dapprima perchè ci serviva una faccia
come la sua per il video di “Malvivente”. Giorgio si è prestato con grande
disponibilità ed è stato molto piacevole lavorare con lui, tanto che abbiamo
pensato estendere la collaborazione anche al campo musicale, e fare uscire
un singolo in cui ci scambiavamo le cover.
Lui dice che siamo un gruppo di finocchi, ed ha registrato una versione molto virile di “venere nettuno belvedere”. Noi che abbiamo rispetto per le persone anziane, ci siamo limitati a togliere qualche ruga
d’espressione alla sua “pesci nell’acqua” e rivestirla di panni armonici e ritmici un po’ meno spartani.

D:Che idea avete del panorama della musica italiana? Ci sono dei gruppi che vi piacciono maggiormente?
R:Fra gli indies i Baustelle, direi, ma anche i Perturbazione. Coi Perturbazione poi c’è un storia strana: ci siamo guardati in
cagnesco sulle prime, poi è nata amicizia e rispetto reciproco. Adesso quasi ci scambiamo lettere d’amore. Sul versante pop i Delta V fanno cose davvero belle.

D:C’è qualche disco che consigliereste a qualcuno?
R:Oltre i succitati, i nostri. Tutti :)

D:Quali saranno i vostri progetti futuri?
R: Abbiamo già un’idea chiara del prossimo disco: atmosfere, suoni,
immagini. Non dico di più solo per scaramanzia: è un’idea forte e
perturbante, proprio per questo però non facile a realizzarsi. Non ne parlo
finché i pezzi non sono finiti.

D:Spazio gratuito offerto da MusicImpact: dite quello che volete
R: venite a trovarci su www.virginianamiller.it , scriveteci e aderite
alla nostra newsletter per essere informati di tutte le novità che ci riguardano.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati

Close