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Inertia – Archivio Zero

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Dopo la strepitosa esibizione live che ha introdotto la nostra intervista, la curiosità di ascoltare il loro lavoro in Studio mi ha preso così tanto da farmi saltare piacevolmente la nottata. Già alla lettura della tracklist ci si può accorgere che non ci troviamo davanti ad una band banale, ma anzi estremamente originale. Il disco gira su un’ottima base crossover intersecata con le molteplici influenze musicali dei 5, che vanno dall’ hip hop al Jazz, dal Funk all’ Hard Rock. Un crossover quindi che rispecchia in pieno l’etimologia della parola : mescolanza di più generi. Gli intramezzi riescono a tenere alta l’emotività delle tracce che esplodono d’improvviso grazie anche all’ottima prova del cantante Andrea Fantini che ricorda il miglior Phil dei Pantera nelle sue esplosioni e il Chino dei Deftones più melodici. Giri di basso psichedelici che creano un cupo e divertente sottofondo al lavoro imponente delle due Gibson, il tutto cadenzato dai ritmi taglienti della batteria di Sandro. Testi ben congeniati ed elaborati, molto criptici ma che hanno la qualità di tenere le orecchie sempre in attenzione, grazie anche al lavoro sulla ritmica vocale che riesce a rimanere orecchiabile pur non scadendo nella monotonia delle solite rime tipiche del cantato italiano, oppure negli intercalare tipicamente americani.
Il rock duro e coinvolgente lascia spazio ai molti intermezzi melodici e riflessivi delle tracce che si susseguono una dietro all’altra lasciando piacevolmente impressionati.
Un gruppo da tenere d’occhio, ma soprattutto d’orecchio per il futuro.

Tracklist:
File_IN006.wave
File_IN004.wave
File_IN005.wave
File_IN002.wave
File_IN003.wave
File_IN001.wave
+live tracks
7. Cronaca di una stanza vuota
8. Morte di un operaio
9. Frammenti di un’esistenza

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