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Muse – Absolution

Muse – Absolution
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    I due anni di silenzio dopo il successo di “Showbiz” e “Origin of Symmetry” possono essere considerati effettivamente due anni di meditazione… esplicitamente religiosa…
    Matt Bellamy, leader dei Muse, ci confida che il nuovo album “Absolution” è stato deviato in una direzione diversa da quella iniziale a causa di quello che ultimamente si è scatenato nel mondo:
    -Eravamo in fase creativa mentre è scoppiata la guerra in Iraq e di conseguenza molti testi hanno un disegno “Apocalittico”- dice Matt.
    Già dal titolo si evince che il nuovo album è ricco di riferimenti biblici, preghiere anche di stampo ateo e invocazioni: “L'Apocalisse, prego”, l'unica canzone davvero pessimista secondo Bellamy.
    Al centro dell'album comunque regna la speranza… non a caso ASSOLUZIONE.
    L'album si apre con un'intro lunga 22 secondi e poi “Apocalipse please”, un lirico di rara bellezza
    che si allontana dal brit-rock esaltando il bisogno di un miracolo nell umanità per ricredere nei veri valori portanti: onore, coraggio e giustizia.
    In “Time is running out” ritorna il rock convenzionale, ma solo come preparazione a “Sing for Absolution” (quarta traccia) esemplare di delicatezza costruito da suoni cristallini e dal perfettoutilizzo dell'elettronica. Qui emerge anche il tocco del produttore Rich Costey che, conferma Matt,ha saputo dare alla loro musica un sound caldo e profondo, senza però rinunciare all'irruenza (caratteristica dei loro live).
    “Stockholm Syndrome” appare come un richiamo di “Showbiz”, dettato dal ritmo veloce e imponente,
    seguita da “Falling away with you”, una meravigliosa canzone d'amore. L'album non è mai ripetitivo
    e dopo un interludio la musica acquista tutta la sua potenza grunge in “Hysteria”.
    Dopo il lento “Blackout”, entra “Butterflies and Hurricanes” caratterizzata dalla notevole scelta di
    arresto ritmico precedentemente crescente, per dare spazio a un incantevole solo di piano.
    Il disco Termina con “TSP” e “Endlessy”, forse con un po' di stile alla “Origin of Symmetry” con i canoni classici che ondeggiano sulle frequenze di una chitarra distorta, ma sempre capace di coinvolgerti. Un disco a mio avviso favoloso, che contribuirà a portare i Muse nel mondo dei miti immortali della musica.

    Voto: 9

    LERY

    Stavolta Bellamy e soci hanno fatto centro. Giunti al terzo album hanno dato prova di grande maturità sfornando un piccolo gioiellino quale questo Absolution. Se il precedente Origins of Simmetry difettava un poco nell'organicità e nella compattezza la stessa cosa non si può dire di questo lavoro, che invece trova in questi punti la sua forza. Metti il disco nello stereo e tempo 20 secondi (durata della intro) ti trovi subito spiazzato dall' ottimo brano di apertura Apocalypse please che sembra davvero preannunciare l' apocalisse tanta è la tensione esercitata dalla splendida voce di Bellamy. Non c' è il tempo di respirare che ti trovi i due capolavori dell' album: Time is running out e Sing for Absolution, il primo una splendida progressione mozzafiato, il secondo mostra ancora una volta le eccezionali corde vocali del cantante in un ottimo lento melodico con finale in crescendo. Stockolm Syndrome è decisamente minore rispetto alle song precedenti ma ciò risulta inevitabile, altrimenti ci saremmo trovati davanti il disco del decennio. Si riprende con la successiva Falling away with you che segue la struttura di Sing for absolution partendo in sordina e accelerando nell' ennesima grande progressione. La seconda parte del disco cala d'intensità lasciandoci comunque ottimi pezzi come Blackout e Butterflies & Hurricanes mentre gli ultimi tre brani (Endlessy, Throughts of a dying atheist e Ruled by secrecy) sembrano un pò inutili e tutto sommato se ne poteva fare a meno.
    Nel complesso un ottimo disco che conferma i Muse come uno dei gruppi più interessanti di questo inizio millennio. Teneteli d' occhio perchè adesso come adesso non ci sono in giro molti gruppi con le stesse potenzialità e con Radiohead, Interpol e Queens of the Stone Ages sono i candidati a realizzare il prossimo grande capolavoro della musica rock.

    VOTO: 7.5

    Alessandro Pascale

    TRACKLIST:
    01. Intro to Apocalypse Please
    02. Apocalypse Please
    03. Time Is Running Out
    04. Sing For Absolution
    05. Stockholm Syndrome
    06. Falling Away With You
    07. Interlude out of Falling Away
    08. Hysteria
    09. Blackout
    10. Butterflies and Hurricanes
    11. Endlessly
    12. Thoughts Of A Dying Atheist
    13. TSP (The Small Print)
    14. Rule By Secrecy

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    Discussione

    1 commento for “Muse – Absolution”

    1. Mediocre.. secondo me i Muse hanno dato il loro meglio con Origin of Symmetry.. e poi credo che tra Radiohead e Muse non ci siano confronti.. io ascolto entrambi ma i Radiohead sono a livelli decisamente più alti..assolutamente fantastici!

      Scritto da _babyrock_ | maggio 12, 2008, 16:47

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