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BLUR – Milano,16/05/03 (Alcatraz)

Un altro venerdì come un altro??? No…

16/05/2003
Venerdì sera ero a Milano, all’Alcatraz. Ore 20. Inizio concerto ore 21. I blur in scena. I BLUR!
E’ stato suggestivo e coinvolgente. Un vero concerto rock… provate a dire che il brit-pop fa schifo!!!

Damon è un animale da palco, nonostante gli anni di carriera, e l’età anagrafica, si diverte come ne avesse 10 in meno. S’è gettato 2 volte in mezzo al pubblico, non s’è risparmiato niente, anche grazie al calore del pubblico stesso. Io ero a metà, diciamo proprio al centro della folla. Con il mio zaino, stracolmo per il maglione, le magliette, e qualche altro oggetto non proprio identificabile… ma pogavo ugualmente. Urlavo e saltavo ugualmente. Grazie a dei ragazzi bergamaschi della fila dietro alla mia, c’è stata una extended version di Tender, non programmata, che ha divertito lo stesso Damon (che svisava sulla chitarrina) & Co. Il più divertito in realtà sembrava quel figo di Alex… non la smetteva di ridere!!! Mah!
Non riesco a dirti cos’è successo su Song2…Tutto, immagino… tutto in un minuto e mezzo o poco più.
L’unico rammarico è stato non conoscere preventivamente l’intero album nuovo… avrei goduto ancora di più!!! Ma aspetta a sentire il resto…
Dopo 90 minuti di concerto (tanto quanto dura una partita, solo che Damon non c’ha concesso il recupero…) la calda folla viene spinta altrettanto calorosamente verso l’uscita ed io incarico Cesare di comprarmi la maglietta… Recupero Cesare, Checco e Daniele (compagna-munito) che parlano con 2 tipini bassi ed acconciati… mi avvicino a Checco e faccio:”Io questi 2 li ho già visti, ma chi sono?” e lui:”So’ i velvet!” (ndr: cantante e batterista). Ah, ecco… insomma, faccio col mio cellulare una foto ai velvet, giusto come prova da portare nel tribunale di chi osi non credermi (nonostante fossi provvisto di cotanti testimoni). Li salutiamo e ci avviamo verso l’uscita perchè gli addetti stanno per perdere la pazienza.
Sfiniti ci sediamo sul marciapiede antistante il suddetto locale. Maura saluta amici virtualoidi, che conosco per vie trasverse anche Checco e Cesare, solo che loro sono completamente ignari di essere così noti. La gente si presenta loro dicendo “Ti ricordi di me?”. La loro risposta è uno scotimento di capo carente di una speranza molto remota. Molto. Daniele fa il fotografo. Io e i miei due compari ci rompiamo e stiamo lì lì per avviarci, quando… la folla pressocchè bidecennale strepita dinanzi all’uscita (era anche l’entrata) dell’Alcatraz. Sta per uscire Dave, il batterista. La star non è lui, si sa, ma per i fan è già molto! Il secondo ad uscire dei quattro è il nuovo chitarrista, il temporaneo (si spera) sostituto di Graham. Non se lo caca nessuno. E lui dignitossimo uomo si incammina verso la macchina. Ha tutta la mia stima. Che dignità.
Ormai ci siamo anche noi dietro le transenne aspettando le star al varco. Una decina di minuti e Alex fa la sua trionfale comparsa. Impiega il tempo di una sigaretta (quella che ha in bocca) per attraversare le due sponde di quella folla transennata. Noi siamo alla foce. Munito di penna, biglietto e telefono fotografante, lo chiamo (e con me mille persone) e lui gentilissimo, fighissimo (è proprio il caso di ammetterlo) e sigarettissimo si avvicina e mi firma il mio biglietto e contemporaneamente metto a fuoco e… CLICK! Foto ravvicinatissima di Alex! Cesare, al mio fianco, più azzardato e folle gli chiede in inglese una sigaretta (ma come gli sarà venuto???) e lui, sorridente e pacifico come una vacca indù sifla la sua cicca (ormai quasi finita) dalle labbra e gliela porge. Che momento! Se la fuma tutta… se non lo bloccavo, si finiva pure il filtro e poi, addio ricordo!
Damon si fa attendere e noi rischiamo di perdere metro, treno e notte su un comodo letto. Ma mica tanto poi… non so quanto sia passato, ma lui esce, scortato (a mio parere inutilmente…). Si ferma alla fonte del fiume di gente, firma autografi… quando arriva dalle nostre parti è quasi scazzato e non mi concede il bis. E’ così coperto dai bodyguard che la foto esce uno schifo… e per giunta niente autografo. Si infila nella macchina e partono.
Pare che anche questa volta la mia missione sia stata compiuta. Un ricordo l’ho portato a casa… forse più di uno. Avrei pagato anche il doppio se avessi saputo che andava a finire così. Che dio maledica la SECURITY!!!

Mao168

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