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Interviste

Intervista a CRISTINA DONA’

L’intervista comincia, anzi non comincia, con una versione casalinga di una Donà che risponde garbatamente al proprio maritino che può raggiungerla solo telefonicamente. Se rivelassi i contenuti della telefonata sarei di certo multato da Rodotà… Veniamo al sodo. Tutto ciò che ho scritto tra parentesi non è uscito dalla mia bocca, né da quella della Donà, ma solo dalla mia mente… Buon divertimento!

Mao:Ho saputo che c’è Max Casacci stasera che si aggira nel backstage..?
Cristina:No, no… sì ma ti conviene tenerlo su, il registratore. Io non credo che da qua registri…
Mao:Ah, sì… non lo so! è la prima volta che faccio una cosa del genere… (comincio con una bella figura di merda!)
Cristina:Vedi è questo il microfono.
Mao:Sì, sì… hai ragione. Ho sentito che c’è Max Casacci stasera.
Cristina:Sì, sì sì…
Mao:è qui per te? Per Triathlon?
Cristina:No no no no no… Viene perché è qua vicino, in vacanza. Io l’ho saputo oggi perché mi ha chiamato: viene come ospite, a vedere. Come spettatore.
Mao:Quindi non suonerete insieme?
Cristina:No no no, purtroppo no… ma perché non lo sapevo, altrimenti l’avrei coinvolto. Perché essendo all’ultimo momento, era un po’ un problema.
Mao:Senti, cominciamo col video. Io, il video di Triathlon, l’ho visto soltanto una volta, però non l’ho capito!
Cristina:Non l’hai capito!!! (trattiene una risata sorridendo a 32 denti; figura di merda numero 2! E non sono passati neanche 3 minuti!) Sei l’unico, ah ah ah… No, vabè (la rossa si ricompone) è basato sicuramente sul testo e sul titolo. La canzone è intitolata Triathlon e ovviamente non racconta di un Triathlon vero e proprio, ma di una metafora. E quindi, per me, della fatica che si fa di uscire da un rapporto amoroso finito e ho usato le tre metafore del Triathlon perché dentro lo sport e dentro una disciplina come quella del Triathlon che ne raggruppa tre, di fatica ce n’è tanta. Ho provato a descrivere queste sensazioni legandole alle tre discipline del Triathlon e nel video sostanzialmente ci sono io che, in qualche modo, in modo un po’ grottesco, riprendo queste tre discipline. Il nuoto ovviamente non era possibile rappresentarlo, però c’è sia la ciclette che il tapis-roulant per la bici e la corsa e, siccome c’erano tre personaggi maschili che entravano a far parte del video, che sono Samuel, Max (Casacci) e Ale Bavo (non so chi sia, né se ho capito bene il suo nome…) che ha fatto parte dell’equipe del remix, loro tre sono stati ingaggiati come personaggi che prendevano poi il tempo e cercavano in qualche modo di contrapporsi alla mia gara.
Mao:Certo…(faccio finta d’aver capito!) Ma come è nata la collaborazione tra te e i due componenti dei Subsonica?
Cristina:Mah, noi ci conosciamo da… da sempre. Praticamente da quando abbiamo cominciato a fare questo mestiere. Incidiamo tutti e due per la Mescal (Gloria nell’alto dei cieli) e non è difficile incontrarsi, o in Mescal o alle feste, che magari la Mescal organizza a natale, sai… in quelle occasioni così…
Mao:Ah, ma fate proprio raduni, incontri, rimpatriate…?
Cristina:Ogni tanto sì, ogni tanto sì… Valerio ci vuole intorno a sé, fortunatamente perché poi son sempre…
Mao:Valerio chi?
Cristina:Valerio Soave, il boss della Mescal… ehm, ti stavo dicendo che Max, tra l’altro, mi aveva detto già nel ’97, dopo un concerto che avevamo fatto insieme, che gli sarebbe piaciuto fare qualcosa… da allora, diciamo che la prima canzone che, secondo me, magari sbagliando, poteva essere adatta a questa collaborazione è stata Triathlon. E quindi quando l’ho ultimata, gliel’ho spedita e gli ho detto “Guarda… come preferisci: se non ti piace, non… però a me piacerebbe che tu facessi un remix di questa canzone” e così è successo. Poi è stato coinvolto Samuel e mi ha fatto molto piacere che abbia partecipato.
Mao:Bello! Ma l’avete mai fatta dal vivo tutti insieme?
Cristina:Sì.
Mao:Dove?
Cristina:Allora, l’abbiam fattaaaa… (mette la retro per ripescare l’evento nella vasca dei ricordi) a… Milano, al Mazda Palace, dove noi abbiamo aperto il concerto ai Subsonica; a Torino dove io invece ho suonato e però, vabè… ero su Torino e c’era Samuel in giro, ne ho approfittato; e due date in Sardegna, dove i Subsonica mi hanno invitato a fare d’apertura a loro, chitarra-voce e abbiam fatto una versione di Triathlon, io e il mio chitarrista e Samuel, bellissima, di cui purtroppo non ho una registrazione…
Skalka: E non c’è speranza che…
Cristina:Eh, però secondo me qualcuno l’ha registrata… prima o poi la troviamo… e comunque Max aveva già tentato in passato di portarmi in giro con loro, per aprire i loro concerti. Solo che per una ragione e per l’altra non… io non me la son sentita…
Mao:Parli di quest’anno o… in precedenza?
Cristina:No no… nello scorso tour… nel tour di “Nido”, mio album, loro avevano già un disc… insomma, un ottimo successo e siccome Max mi ha sempre stimata molto… va bè,la stima è reciproca ovviamente, ma loro son più famosi, pensava che sarebbe stato carino farmi conoscere attraverso i loro concerti. Però io, di andare in giro chitarra-voce, d’apertura a loro, all’epoca non me la son sentita. Adesso lo farei, tranquillamente… sì, sì…
Mao:Questo disco si discosta abbastanza dagli altri due, anche per un utilizzo un po’ più maturo dell’elettronica, per esempio…
Cristina:L’elettronica non è stata usata mai, praticamente (figura di merda number 3!), tranne in Triathlon…
Mao:Bè è un’esperienza che vorresti ritentare, in futuro magari, questa dell’elettronica?
Cristina:Mah, sì sì…
Skalka: Poi rispetto agli altri dischi si vede che c’è molto più lavoro dietro…mentre invece gli altri sono molto più semplici…
Cristina:Mah quello, sì… ci sono più canzoni, nel senso che è più vicino alla “forma canzone” e quindi strofa-ritornello, più arrangiamenti, più… non so se più o meno… comunque è un esperimento nuovo che io volevo fare. In realtà quello che mi interessa è cercare di crescere dal mio punto di vista. L’elettronica, effettivamente… bè forse era stato usato qualcosa in passato in modo molto velato. Questa è stata una prova. Mi affascina molto il mondo dell’elettronica soprattutto quando è usato anche in modo “più rustico”… un po’ come fa Bjork, che campiona i suoni dell’ambiente, e poi… Perché secondo me sono un pochino più caldi, un po’ più personali. Mi interessa il mondo dei loop perché ha un suo fascino ipnotico, il loop in generale… ed è una cosa comunque elettronica, che nasce dall’elettronica e che puoi anche fare con qualsiasi strumento; però il loop elettronico è una cosa che mi affascina…quindi chi lo sa! Probabilmente sì, la userò in futuro…
Mao:Ti faccio un’altra domanda…
Cristina:Bè, però ti dico già subito che se le devi far tutte (alludendo al foglio che avevo in mano), non credo che…
Mao:No, no… non ce ne sono tante, tranquilla…
Cristina:Ah, va bene…
Mao:Ne sto scartando già diverse…
Cristina:Sì… No, non è che… ho… ho paura di stare qua… siccome devo… vado un po’ a rilassarmi…
Mao:Tranquilla… solo un altro paio… In questo disco pensi di aver raggiunto il sound che cercavi o sei ancora alla ricerca di qualcos’altro? Ti senti soddisfatta o no? Verso che cosa tendi?
Cristina:Mah… io credo che ogni periodo e ogni disco abbia… cioè sia riferito a quello che tu stai vivendo, per cui io in quel momento volevo un qualcosa di… che potesse avvicinarsi a qualcosa di più intimo, un po’ più acustico… e ho cercato, anche attraverso la scelta del produttore, di andare in quella direzione; perché, in un periodo storico così confuso, così difficile, così buio, avevo voglia, come artista, di esprimere qualcosa di positivo e di rassicurante e anche di… come dire… di cullante. Poi, è vero, ci sono canzoni come Triathlon e The Truman Show che sono un po’ più incalzanti, però l’atmosfera dell’album è abbastanza tranquilla. Ma era proprio un’esigenza mia di dire “Va bene… io quello che posso darvi come Cristina Donà, in un periodo così di merda, è questa cosa. Spero possa farvi del bene…” Poi… poi in futuro non lo so…
Mao:Vabbè, il futuro si vedrà… Ma come sarà? Non hai un’idea?
Cristina:Cioè… per il futuro però, riprende questo album ed è in programma la traduzione in inglese, che è già praticamente finita, dei brani e la sua pubblicazione all’estero, sì…
Skalka: Pubblicherete in Europa o andrete oltre?
Cristina:La Raico, che è l’etichetta che mi distribuirà in Europa… o almeno, la persona con cui ho parlato è intenzionata a propormi anche negli Stati Uniti…
Skalka: Soltanto l’ultimo album?
Cristina:Adesso partiamo con quello… poi se va bene, magari farò… non so… una raccolta degli altri due… 5/6 brani tradotti in inglese… Fra l’altro, le traduzioni le ha curate Davey Ray Moor, che è sempre il produttore e ha fatto un lavoro bellissimo… perché non è facile comunque tradurre delle canzoni da una lingua all’altra…
Mao:Sì, ho visto che sul sito ci son già tutti i testi tradotti…
Cristina:Eh, quelli sono delle traduzioni letterali, per dar la possibilità a chi non conosce l’italiano di capire di cosa parla il testo. Questo è un lavoro in più…
Skalka: Bisogna renderlo “cantabile”…
Cristina:Eh sì, perché ci dev’essere la musicalità… le rime e tutto quanto…
Mao:Bè, poi sfondare per te in Europa non sarà tanto “sfondare” nel vero senso della parola… Diciamo che tu in Europa già sei conosciuta…
Cristina:Diciamo che non parto da zero! Cioè, in un posto come Londra, che è sicuramente un posto importante, già due dj importanti della BBC mi conoscono e sono Charlie Gillett (non avrà problemi di barba) e Robert Haves (spero che di averlo scritto bene…), che lavorano tutti e due per la BBC e hanno passato i miei brani e addirittura Charlie Gillett mi ha inserito in due compilation di “musica del mondo” e… conosco già un po’ di artisti inglesi, insomma… Qualcosa c’è! Non parto da zero. Però sarà comunque come partire da zero… perché la gente, il pubblico non mi conosce come in Italia. Ma io son contenta, se mi danno la possibilità di suonare all’estero… io, le volte che ho suonato all’estero, ho verificato sempre una grande risposta da parte della gente… nonostante io abbia cantato in italiano, adesso potrei cantare in inglese. Per cui mi son sempre chiesta “Ma perché noi non possiamo uscire dall’Italia?” e sarebbe un modo per risolvere tanti problemi di vendite che sono sempre relativi al fatto che noi italiani siamo circoscritti… allora o sei Ramazzotti o vendi le copie solo in Italia. Ci son dei gruppi che fanno musica molto più sperimentale della media italiana… non so… negli Stati Uniti e vendono… va bè, poi loro sono giganteschi per cui, se vendono poco, vendono 20000 copie che per noi è già un buon risultato. In America. In più vendono anche in Europa!
Skalka: Secondo me è, più che altro, un problema di produzione. Perché si parla sempre della lingua… secondo me è la produzione che in Italia non funziona. Leggevo un’intervista di un gruppo che confessava che registrava i loro pezzi e poi i produttori, prima di pubblicarli in Italia, gli dicevano di abbassare gli strumenti, alzare la voce… e quindi è proprio un problema di suono, non di lingua.
Cristina:Sì, quello… poi di originalità anche, perché io credo che ci sia sicuramente… Tu dici non credi o credi, scusa?
Skalka: Sì sì, io credo di sì…
Cristina:…e proprio quei casi lì vanno valorizzati perché spesso una musica rock, con la lingua inglese, cantata da un italiano, che magari non la canta neanche bene… cioè loro il rock ce l’hanno già! Non gliene frega niente! A meno che non sia una cosa particolarmente innovativa… non so… come sono stati i Radiohead… anche se magari proprio non hanno inventato dei… come dire… il loro Ok Computer è stato paragonato a The Dark Side Of The Moon. Forse non hanno creato una musica nuova, però sono riconoscibili; sono loro. Hanno fatto dei bei dischi. Il problema è proprio quello: avere una propria originalità.
…una propria identità…
Mao:Sì, una propria identità…
Skalka: Li hai visti quest’hanno? (si riferisce hai Radiohead)
Cristina:No, purtroppo no perché suonavo… Guarda, mi son persa un sacco di concerti perché stavo suonando anch’io… mi fa piacere suonare… però…
Skalka: Belli abbastanza (non concordo…)
Cristina:Eh, me l’han detto… voi li avete visti dove?
Mao:A Firenze… nella prima data, l’8…
Cristina:A me han detto che le più belle son state la seconda di Ferrara e Bergamo. Che, tra l’altro, Bergamo è anche vicino dove sto io, però ero in giro.
Skalka: Bergamo aveva il vantaggio che era una sola e quindi, secondo me, hanno cercato di concentrare la scaletta di due serate in una…
Mao:Comunque sono in grandissima forma…
Skalka: Un bel concerto… solari, allegri…
Cristina:Me l’han detto… eh eh… che è molto strano… cioè Thommy Yorke è in un buon periodo…
Mao:Non li hai mai conosciuti tu?
Cristina:No, conosciuti personalmente no… io li ho visti dal vivo a Monza due anni fa… no, tre anni fa. Sì, mi erano piaciuti però si vedeva che erano un po’ in rodaggio…
Skalka: Anche perché proponevano le canzoni di KidA, che ancora doveva uscire, quindi era più difficile…
Cristina:Sì, sì sì… Però mi erano piaciuti… nel loro approccio al live mi piacciono. A me son piaciuti molto anche i Coldplay (Argh!). L’album dei Coldplay mi è piaciuto molto e mi son piaciuti anche dal vivo: li ho visti a Milano… quest’inverno…
Skalka: A me, personalmente, non piacciono!
Mao:A me dà fastidio il fatto che siano stati paragonati ai Radiohead…

Cristina:Eh, ma non è colpa loro!
Mao:Lo so che non è colpa loro, ma a me dà fastidio il fatto che l’ambiente li sostituisca… (volevo dire che per me non ha senso l’espressione “Questi sono i nuovi Radiohead”, come se gli originali fossero già morti o avessero già detto tutto…)
Cristina:Bè, io da quando sono entrata a far parte del mondo della musica ho scoperto tante cose che si dicono degli artisti che… che magari non sono provocate assolutamente da loro. Cioè, odi uno perché viene esaltato dalla critica, come può essere successo a me, ma non sono io che ho chiesto alla critica di esaltarmi… Anzi, a volte mi imbarazza! Io ho una rassegna stampa, anche di questo album, che fa paura… Cioè… Io, ma non per falsa modestia, ho tutti i miei premi, che ne ho vinti un casino, chiusi… in sala, però son chiusi… perché a me, di esporli tutti… mi fa impressione… però me li hanno dati, non è colpa mia! Fa piacere, però a volte bisogna cercare di andare un po’ di quello che dicono dei personaggi. Magari basarsi solo sulla musica, che sarebbe la cosa più bella…
Skalka: Come ti ci trovi in questa fase, in cui sei un po’ più conosciuta, dopo l’ultimo disco?
Cristina:Mah… potesse rimanere sempre così, sarebbe bellissimo…
Sk: No, perché molti fanno gli snob… dicono “Preferivo quando ero meno conosciuto perchè…”
Cristina:No, io no! Lo dicono gli altri! Sai quelli che “se vendi più di 15 copie sei un venduto”… No, però quelli sono i fan… Io la chiamo “la gelosia del fan”. Quelli che preferiscono che tu non venga conosciuto da tante persone perché se no diventano invidiosi… Per me non è… Io, in questo momento, sto benissimo… perché non ho la fama di quelli che si ritrovano i fan sotto casa, che è una cosa che non mi piacerebbe vivere, e neanche però quella della sconosciuta. Per cui so che la gente mi conosce, e quella che mi conosce è sempre molto rispettosa…
Skalka: La tua casa discografica ti dà abbastanza libertà per lavorare con calma?
Cristina:Mah… Io, proprio perché ho raggiunto così tanti risultati anche di apprezzamento di questo tipo, che tu dicevi, ho una buona dose di fiducia da parte dei miei discografici. Poi, una delle mie grandi fortune, oltre quella di incontrare Manuel, è di essere entrata alla Mescal, perché credo che sia una delle realtà discografiche più bella…
Skalka: Eh, di artisti bravi con la Mescal ce ne stanno…
Cristina:Sì… Troppi secondo me…eh eh… perché ogni tanto…: “Come? Non potete stare dietro tutti!” (frase detta in falsetto… si riferisce al fatto che di gente brava alla Mescal ce n’è, anche di nuova… per cui, visto che è così tanta, non è facile seguirla in ogni passo… penso che il senso sia questo… o almeno, io c’ero e ho capito così!). No, però… bella, bella realtà… poi anche il Tora Tora.
Skalka: E’ una grande manifestazione…
Cristina:Bellissima! Io mi sento un po’ la madrina, non so… perché sono l’unica donna, per adesso. Io spero poi si aggiungeranno le altre, e sarò molto gelosa! Poi perché ho aperto la prima data del Tora Tora a Padova e quella sera è stato…
Mao:Quando?
Cristina:Tre anni fa… quindicimila persone. Quando ho suonato io ce n’erano già cinquemila, che non eran proprio… cioè non è il mio numero di gente, per cui era già tantissimo! E poi io son rimasta lì, anche perché conoscevo il progetto da tempo, ero proprio smaniosa di vedere cosa sarebbe successo e vedevo la gente che continuava ad arrivare, e io guardavo Manuel e gli dicevo: “Ma è belliiiiiissiiimoo!”, mi veniva da piaaangere, tutti contenti… E la cosa bella del Tora Tora, lo dicevo anche nelle altre interviste, per quello che mi è capitato di vedere finora, è il pubblico: c’è un pubblico che ha voglia di ascoltare anche cose diverse. Io, anche a Fossacesia (CH -19 Luglio), ho suonato dopo i Linea 77, che non fanno esattamente la mia musica… ed è un po’ rischioso! Adesso vediamo come va stasera… io ho tentato di suonare prima, ma non me l’hanno passata e… però la gente ha ascoltato! Magari c’erano quelli che non erano interessati, ma sono andati a farsi un giro… e sinora è sempre andato così… anche con… non solo con me, dico… con tutti quelli che hanno suonato al Tora Tora; non ci sono mai state delle reazioni brutte da parte della gente. E questo è un bel segno… è un segno della voglia di vedere cose diverse all’interno di una serata… ed è quello che la radio non ti dà, spesso, no? …che le radio commerciali non ti danno, che la televisione non ti dà, perché ti propinano spesso sempre le stesse cose. E allora è bello che ci sia gente che ha voglia invece di vedere questo, e di artisti che si prestano… perché comunque son tutti interventi degli artisti che fanno comunque poco. Tu non fai una data così a tuo cache pieno, anzi… Io prendo quasi niente, come Cristina Donà. I miei musicisti, ma la metà di quello che prendono di solito… e questo vale per tutti! E se tu sei in tour, sai bene che, se fai una data qua, poi non è che la settimana prossima il promoter te ne fa fare un’altra… devi aspettare un po’! è un sacrificio, che però vedo che i gruppi han voglia di fare… è bello!
…Andrò a trovare i miei musicisti…
Mao:Va bene… ti ringrazio… sei stata gentilissima!
Cristina:Grazie a voi…


La foto ricordo della serata

Collegamenti:
Sito Ufficiale Di Cristina Donà”
Sito Ufficiale Delle Mescal
Recensione di “Dove sei tu”, ultimo album di Cristina Donà, by Music-Impact”

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