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Interviste

Intervista agli INERTIA

Intervista con gli Inertia, gruppo di Roma (provincia). Freschi vincitori del concorso di Emergenza Rock, con le valigie già pronte per la Germania. Una band Crossover, ma “ a modo loro”, come ci raccontano in questa chiacchierata, parlando della loro musica, delle loro idee e progetti.

Intervista realizzata da SKA

Clicca qui per leggere la recensione di “Archivio Zero” degli Inertia

M.I.:Perché il nome Inertia?
Inertia:Innanzitutto per mantenere l’identità: cantiamo in italiano e non è vero che è un genere che non ci appartiene. Poi ci ritroviamo in questa definizione: letteralmente parlando, l’inerzia è lo stato di quiete di un corpo, che rimane in quello stato finché non viene alterato da forze esterne

M.I.:…praticamente l’inerzia è lo stato precedente…
Inertia:Esatto! E’ stimolato da pensieri e cose che ci circondano. In pratica è una quiete disturbata dal quotidiano. Abbiamo poi riportato il nome in latino, proprio per sottolineare le radici italiane.
Sinceramente, al principio “Inertia” è stato un nome impulsivo. Poi, però, non abbiamo trovato un significato, non vogliamo dire che abbiamo ragionato ideologicamente sul nome. E’ uscito spontaneo.


M.I.:Come mai avete intitolato il vostro demo “Archivio Zero”?
Inertia:A tutti noi piace leggere Stefano Benni e da lui abbiamo preso il titolo per il demo: l’archivio zero, nel libro, è un archivio in cui vengono nascoste le verità che lo Stato nasconde alla massa. Per noi, il cd, è come un archivio

M.I.:…da qui la scelta di non intitolare le vostre canzoni in copertina?
Inertia:Si. Le tracce sono tutti quei documenti (file) che prendono identità dall’unione delle nostre idee musicali e non. Vogliono essere soltanto musica, senza essere incatenate dietro un titolo.

M.I.:Avete mai mandato i vostri demo a qualche casa discografica?
Inertia:Ci siamo mossi abbastanza. Li abbiamo spediti a diverse case discografiche ed ora siamo in attesa di risposte

M.I.:Come siete venuti in contatto con “Emergenza Rock”?
Inertia:Per caso, su internet, leggendo il bando di concorso. Abbiamo pagato l’iscrizione, così, per fare una serata live. Siamo andati lì per fare una serata; poi siamo arrivati primi alla prima serata. La seconda serata credevamo di essere prossimi all’eliminazione e invece… inoltre, grazie a questa manifestazione, siamo potuti “crescere” e ci siamo divertiti. Davvero una bella esperienza.

M.I.: E ora vi aspetta la Germania…
Inertia:Siamo orgogliosi di rappresentare Roma e contenti dell’esperienza che ci attende. Abbiamo vinto su settantatre band: davvero una bella soddisfazione. In Germania ci saranno tutti i finalisti dei vari paesi d’Europa. Per anni abbiamo suonato qui, nella provincia, e ci siamo presentati a Roma come dei “provinciali”. La scena musicale è molto differente da quella del nord: per esempio Milano ha una sua propria scena musicale attiva mentre Roma ha una scena musicale blanda. Però in confronto alla provincia… Siamo partiti un po’ svantaggiati perché non eravamo molto conosciuti e dovevamo conquistare la gente in sala (tramite voti, n.d.r.)

M.I.:Cosa avete pensato appena vi hanno dichiarato vincitori?
Inertia:E’ meglio che non lo diciamo perché non lo puoi scrivere (ridono). Però immagina passare in mezzo alla gente da vincitori…troppo bello! Abbiamo lavorato per dieci anni senza aver ottenuto nulla…una bella soddisfazione. Un conto sono gli elogi degli amici, un conto di quelli che non ti conoscono.

M.I.:E se doveste vincere anche in Germania?
Inertia:Chi vince in Germania, l’anno prossimo suonerà per dieci date in California insieme ai primi dieci artisti della classifica americana

M.I.: La formazione è stata sempre la stessa?
Inertia:Abbiamo cambiato un paio di cantanti e un chitarrista, Andrea è con noi da tre anni.

M.I.: E la musica è sempre stata la stessa?
Inertia:Abbiamo fatto heavy metal, rock, thrash, punk. Comunque sempre pezzi nostri, influenzati da quello che girava in determinati periodi. Ora ci siamo allontanati dalle influenze del momento.

M.I.:Molte recensioni vi definiscono come una band Crossover, voi come preferite definirvi?
Inertia:Ci definiamo crossover, se parliamo della traduzione letterale. Vale a dire che siamo un miscuglio di generi. Non ci piace essere accostati ad altre band o essere etichettati in un genere. E questo lo mostriamo anche sulla copertina del demo: rifiutiamo le etichette, non ci piace dire chi è il cantante o il chitarrista, l’importante sono i suoni che creiamo. Il nostro archivio di musica.

M.I.:Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato?
Inertia:Diciamo i Fluxus (band dell’underground italiano), i Marlene Kuntz, i Faith No More, i Tool, i Deftones anche se abbiamo ognuno, nel proprio inconscio, un riflesso di moltissimi gruppi che poi riportiamo in sala prove. Le tracce nascono dalle idee che ognuno porta

M.I.:Lo studio musicale viene dopo, quindi!
Inertia:Certamente. A livello tecnico, ovviamente, bisogna intervenire per gli aggiustamenti finali in studo

M.I.:Da cosa nascono i testi?
Mirko : i testi nascono sulla tazza del cesso (risate collettive)
Andrea : i testi un po’ complessi, ricercati e ben studiati che non cercano la rima facile comici si può aspettare dall’italiano. Cerco di giocare con l’italiano senza cadere nel banale delle famose Cuore/Amore

M.I.:Ed è da apprezzare il lavoro che avete fatto visto che, di solito, lo stile di musica che voi riproponete si lega meglio con la lingua inglese; invece lo avete allacciato all’italiano…
Inertia:In molti dicono che questo è un genere che non ci appartiene come gruppo italiano…non è affatto vero e vogliamo dimostrarlo.

M.I.: Nella canzone “Morte di un operaio” si è detto ci fosse una frase dedicata a Carlo Giuliani
Inertia:Precisiamo: la canzone “Morte di un operaio” e parla di tutt’altro. La frase
“incriminata” è stata traviata, infatti non facciamo alcun riferimento a
quell’avvenimento, anche se dobbiamo ammettere che ci ha toccato personalmente. Non
vogliamo essere etichettati politicamente. La seguiamo ma la politica rimane ancora
una cosa materiale. E’ morto un ragazzo durante una manifestazione che aveva la
nostra età. “Morte di un operaio” parla del suicidio di un operaio che rivisita la
sua vita poi si uccide con un colpo di pistola.
M.I.:La nostra domanda è nata dal fatto che a “Estatissima Nepi” (paese natale della band n.d.r) avete ricordato Giuliani e poi avete cantato “Morte di un
operaio”. Alcune persone hanno frainteso il vostro messaggio, andandosene.

Inertia:Purtroppo c’è gente che non ascolta bene, che non ha orecchie. Noi non siamo né di sinistra né di destra né di centro né anarchici. Come detto prima, rifiutiamo le
etichette. Il nostro ricordo a Giuliani in quella serata era una cosa che sentivamo
di dire perchè è una cosa che ci tocca come ragazzi. Potremmo parlare della
discriminazione dei gay, delle violenze sui bambini ma non verremo catalogati di
sinistra mentre se parliamo della morte di un ragazzo, solo perché si schierava in
un movimento politico, siamo etichettati come gruppo di sinistra. Prendiamo spunto
dal sociale, da avvenimenti che ci toccano personalmente, ma non vogliamo
schierarci per lasciare la libertà di pensiero a chi ci ascolta.
M.I.:Che ne pensate della scena musicale italiana?
Inertia:Purtroppo nel nostro campo c’è poco spazio, il commerciale attira di più sia in radio che per televisione. La musica underground italiana fa fatica a vendere e ad emergere.

M.I.:Un consiglio musicale o anche sociale ai lettori?
Inertia:Ribadiamo quello detto prima: aprire le orecchie quando si ascolta, cercare di ascoltare e non di sentire. E che non si può vivere senza ideale

M.I.:La musica commerciale ha successo perché dietro c’è un enorme showbiz (pubblicità, videoclip): voi cosa ne pensate? Avete intenzione di cimentarvi in questo campo?
Inertia:La pubblicità, in ogni campo, fa la propria parte. Videoclip ed altro sono cose indispensabili, che a un certo punto devi anche fare. Il problema è che la qualità dell’underground deve diventare commerciale mantenendo la stessa qualità, deve emergere l’underground mantenendo sempre lo stesso spirito ma con la visibilità commerciale. Per ora, comunque, il nostro obiettivo è la Germania. Alla fine, però, i videoclip ed altro sono importanti perché, oggigiorno, con i cd non si vive più.

M.I.:Molti artisti propongono i loro lavori su internet per non accrescere questo showbiz: voi come vedete internet o la pirateria?
Inertia:Sicuramente la pirateria uccide il mercato però venti euro, per un prodotto che è cultura, è inaccettabile. Si mettono i libri in offerta con la giustificazione che i libri sono cultura, e la musica allora cos’è? Un ragazzo che non lavora non può comprarsi un cd così costoso. Siamo consapevoli che la pirateria uccide il mercato, soprattutto se pensiamo che in futuro ci potremmo vivere con la musica, ma ti costringono a prendere vie traverse come internet. Poi l’artista con i cd non ci guadagna molto, ci guadagna il negoziante.

M.I.:In Italia il tasso d IVA è del 16%…
Inertia:Pensate che se noi facciamo una serata da un locale, il padrone del locale deve pagare i diritti all’ Enfas perché noi facciamo pezzi nostri. Ti fanno un contratto di lavoro per una serata, dove ti pagano i contributi, e pagano quindici euro a testa all’Enfas che rappresenta l’Inps dei musicisti. Se sei segnato alla Siae paghi alla Siae, altrimenti paghi all’Enfas

M.I.:Dopo i live, sono disponibili i vostri CD? E al negozio quanto costano?
Inertia:Spesso li portiamo dietro, comunque li abbiamo dati all’Underground di Viterbo che li vende a 5 Euro + maglietta. Dopo il live la maglietta non c’è più perché sono finite(ridono).

M.I.:Se poteste suonare con qualche gruppo affermato, chi scegliereste?
Inertia:Fluxus, Tool, Marlene Kuntz, Deftones, Deep Purple (a Carlo sarebbe piaciuto suonare con i Faith No More mentre Fabrizio preferirebbe un rapper qualsiasi, per divertimento. Ad Andrea piacerebbe sperimentare un duetto con Vinicio Capossela, magari in una sorta di Tarantella Hard Rock)

M.I.:A Fabrizio piacerebbe un rapper: che ne pensate dell’elettronica?
Inertia:Ci piacerebbe un elettronica alla Deftones, utilizzarla ma con molta parsimonia . Al contrario cerchiamo qualcuno che suoni la fisarmonica

M.I:Chi di voi dà la carica?
Inertia:Ci alterniamo, a periodi. Se uno sta “moscio”, ci pensano gli altri ad alzarlo di morale

M.I.:Progetto ideale per il futuro?
Inertia:Sesso! (ridono). Fare bene in Germania e sperare in un contratto… poi magari sesso in Germania

M.I.:Quanto provate a settimane?
Inertia:Due-tre volte a settimana. Quando abbiamo dei live, invece, proviamo di più

M.I.:Un commento, una frase per i lettori di ImpattoSonoro?
Inertia:Come vorresti essere?

Invitiamo per questo tutti i lettori a dare una risposta a questa domanda

Gli INERTIA sono:
Andrea Fantini : Voce
Carlo Di Lorenzo : Chitarra
Fabrizio Marano: Chitarra
Mirko Colletti: Basso
Sandro Mezzanotte: Batteria

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