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La Stanza Del Figlio


Scheda


La Stanza del Figlio

Titolo Originale: Id.
Nazione: Italia
Anno: 2001
Genere: Drammatico
Regia: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Linda Ferri, Heidrun Schleef
Cast: Nanni Moretti, Laura Morante, Jasmine Trinca
Durata: 1h e 37′
Produzione: Sache

La Stanza Del Figlio

Durante una domenica mattina come tante, Giovanni, psicologo interpretato dallo stesso Moretti, cede alle insistenti pressioni di un suo paziente che lo chiama a casa richiedendogli una consulenza straordinaria e distogliendolo dai progetti del giorno di festa. Giovanni, grande appassionato di sport, aveva infatti organizzato assieme al figlio una mattina passata a fare jogging. Una volta liberato dalla presenza del padre, che nel frattempo si è recato a casa del paziente, interpretato da Silvio Orlando, Andrea può finalmente recarsi assieme ad alcuni amici a dedicarsi al suo sport preferito: le immersioni subacquee. Una volta ritornato a casa Giovanni viene purtroppo informato nella maniera peggiore, le lacrime degli amici di Andrea, che il figlio è rimasto vittima di un embolo. La scomparsa del figlio maggiore fa precipitare la famiglia nella prevedibile disperazione che chiunque potrebbe provare nella perdita di un ragazzo appena diciassettenne. La vita della famiglia di Giovanni sembra scivolare lentamente verso un’autodistruzione priva di alcuna via d’uscita. Quando tutto sembra ormai perduto giunge a risvegliare il ricordo di Andrea una lettera scritta da Arianna, un’amica del ragazzo, che aveva avuto con quest’ultimo una breve relazione durante il periodo estivo. Arianna aveva scritto ad Andrea nella speranza di poterlo reincontrare e poi, dopo aver appreso dalle lacrime della madre, che Andrea è scomparso, si reca a casa di Giovanni per poter parlare con i suoi genitori. Dall’incontro con Arianna i componenti della famiglia di Andrea riscoprono quegli affetti e quella coesione che sembravano definitivamente compromessi e forse riusciranno anche a riprendersi quella fetta di vita e rivivere più positivamente il ricordo del ragazzo scomparso.

Abbandonata la critica politica che tanto aveva caratterizzato il Moretti a cavallo degli anni ’80/’90 con ” Ecce Bombo “, ” Palombella Rossa ” e ” Aprile ” e abbandonato anche il suo alter – ego Michele Apicella, professore di matematica protagonista di ” Bianca “, il regista – attore originario di Brunico riprende la dove aveva interrotto il suo ” Caro Diario ” ponendo nuovi interrogativi ai suoi numerosi fans. Se nel film del ’93 scomposto in tre episodi Moretti desiderava porre l’accento sui mali della nazione come la malasanità ed il lento disfacersi del cinema di casa nostra.
In questo caso il Moretti d’oggi predilige un approccio differente, la domanda che alla fie della pellicola rimane priva di soluzione è la seguente:
Può una famiglia medio borghese come tante, con due figli in età adolescenziale, genitori liberi professionisti e senza problemi apparenti, riuscire a superare la morte di uno dei suoi componenti senza andare a compromettere i fragili equilibri che la sorreggono ? La risalita dagli inferi della disperazione nella quale cade la famiglia di cui sopra a causa della scomparsa di Andrea, il figlio maggiore, è molto dura e non priva di difficoltà. Per una volta Moretti distoglie i riflettori dalla sua figura per dividere la parte del protagonista assieme agli altri membri del cast, Laura Morante, che interpreta il ruolo di sua moglie, e Jasmine Trinca nel ruolo di Valentina, la sorella di Andrea.

Moretti grazie alla “Stanza del Figlio” riuscì a sbancare Cannes 2001, Vincendo e convincendo con una prova di grande spessore artisitico e morale. La sofferenza che trasuda dagli occhi della famiglia di Giovanni esula decisamente da una sofferenza cattolica, Giovanni ateo non si rassegna, come del resto sia Valentina che la moglie a vedere la bara di Andrea sigillata, ultimi momenti di unione fisica con il caro estinto e se negli aforismi cattolici o agiografici “…….. colui che muore in giovane età è caro agli Dei” Beh scusateci ma non è decisamente questa la famiglia per la quale venne coniato questo detto. Grande merito quindi al regista originario del Trentino, sperando che finalmente una nuova strada sia stata tracciata e che in futuro non si debba parlare di questa pellicola come di un caso isolato.

Voto al film: 7

Ciro Andreotti

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