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Interviste

Intervista all’ANOMOLO RECORDS

Non Pagare Questa Musica: è questo lo slogan che troneggia su www.anomolo.com, sito dell’Anomolo Records, rivoluzionaria etichetta che ha scelto di distribuire sul web la sua musica. Ovviamente in formato mp3, e ovviamente rigorosamente gratis.
E non si tratta di una forma pubblicitaria a guadagno sicuro, come potrete leggere, ma di un progetto nato con la volontà di prendere parte attivamente ai processi che hanno sconvolto il mondo musicale con Internet, Napster ecc. Il tutto ovviamente nel nome della musica.
A distanza di un anno dalla sua creazione, Anomolo Records vanta più di 48000 download, e 5 validi gruppi distribuiti.

Approfondiamo il discorso con Marco Fagotti in quest’intervista di Zappo.

Anomolo Records..in cosa consiste il vostro lavoro?< />
Anomolo é una etichetta discografica che produce e distribuisce musica gratuitamente, attraverso il proprio sito web. Non utilizza supporti tradizionali ma files MP3 ad alta risoluzione. Il nostro lavoro consiste nel selezionare con estrema accuratezza il materiale che ci viene recapitato e produrlo a costi zero; tutto ciò grazie al fatto che le operazioni di registrazione, promozione e diffusione, sono affidate a persone che si offrono spontaneamente di collaborare, senza ricevere alcuna remunerazione. Quanto accade nell’ambito del progetto non genera profitti né per gli artisti né per noi dell’etichetta. Diciamo che Anomolo si caratterizza per la filosofia di base, quella del no-copyright, cioè il rifiuto sistematico del diritto di copia a favore della libera circolazione della musica. Gli album dei nostri artisti possono essere copiati e ridistribuiti liberamente senza commettere alcuna illegalità. Nel nostro caso, chi potrebbe avere problemi con la giustizia sono coloro che per un motivo qualunque decidano di usare i nostri brani in situazioni ove sia comprovata l’esistenza di azioni e profitti commerciali.
La musica di Anomolo non può essere venduta in alcun modo, solo regalata.

Com’è nata l’idea?
Pensando e fantasticando. Ci piaceva l’idea di poter slegare la musica dall’industria discografica, sottrarla agli imprenditori che producono saponette e ridarla ai musicisti, ai legittimi proprietari. Così abbiamo iniziato a togliere di mezzo tutti gli “oggetti” che ci avrebbero in qualche modo vincolati al mercato e via via sono spariti i supporti, i negozi, le società di distribuzione ed é rimasta la musica, diffusa attraverso l’unico mezzo che ti consente un’operazione simile, il web.

Da dove nasce il nome Anomolo?
Da una sbronza, di quelle che ti fanno dire “Mi piace questo suono anomolo” anzichè “Mi piace questo suono anomalo”. In sostanza da un errore di pronuncia. Non ha un significato particolare.

Dal punto di vista legale e burocratico avete dovuto superare qualche “ostacolo” alla nascita del progetto?
Prima di inaugurare ufficialmente il sito, abbiamo contattato avvocati esperti in diritto d’autore che hanno analizzato la fattibilità del progetto e stilato una sorta di statuto che ci pone legalmente nei confronti della legge e delle società di tutela dei diritti come la SIAE. L’etichetta, oltre che produrre, protegge anche il diritto d’autore dei propri artisti (diritto che tra l’altro, per legge, si tutela da solo!) e il sito è un valido strumento che può essere chiamato in causa nel caso serva una testimonianza di paternità di un’opera. Insomma non c’è la SIAE ma non se ne sente la mancanza.

E dal punto di vista economico, incontrate difficoltà?
Sostanzialmente non abbiamo spese se non in termini di tempo dedicato all’iniziativa. Quel poco che abbiamo pagato materialmente è uscito dalle tasche di ogni membro (oggi, ci sono più di 40 persone che lavorano intorno all’etichetta) il resto è arrivato dalle collaborazioni spontanee. Chi decide di entrare a far parte dell’organico, e chiunque può farlo, viene considerato allo stesso livello di un fondatore, purchè sia d’accordo sul fatto che essere di Anomolo vuol dire partecipare attivamente alla sua diffusione e abbracciarne appieno la filosofia. Si tratta di una scelta non sempre facile; alcuni si sono buttati con entusiasmo, altri hanno rifiutato con altrettanta energia.

Se un giorno uno sponsor desideroso di avere la propria pubblicità nel vostro sito…?
Che se ne cerchi un altro. Il nostro statuto non prevede alcuna forma di pubblicità sul sito. Abbiamo nominato aziende che hanno contribuito alla crescita del progetto ma mai messo banner pubblicitari.

Cosa pensate dell’immobilismo che sembra aver colpito il mercato discografico italiano. Credete che Anomolo Records possa essere una valida risposta?
Anomolo non è uno strumento di sfida, di provocazione o di “salvezza”. Vorremmo semplicemente dare una risposta concreta a chi crede ancora nella musica come mezzo di espressione e di comunicazione. Le pressioni del mercato impongono scelte che con l’arte non hanno niente a che fare e nel tempo ciò ha causato danni cui la stessa industria della discografia non è più in grado di rimediare. Le grandi multinazionali sono penetrate nella cultura trasformando l’oggetto artistico in prodotto di largo consumo e un prodotto che deve essere “venduto” a un numero elevato di persone, perchè funzioni, deve almeno portare il doppio del guadagno. Eppure, a un certo punto, questo castello ha cominciato a vacillare decretando il successo di iniziative come Napster & Co. Il segnale è chiaro, i “consumatori” di musica non hanno più alcuna intenzione di comperare CD il cui valore non supera quasi mai il 10% dell’intero prodotto, nessuno acquista più niente a scatola chiusa e a quel prezzo. Ora è difficile per l’industria discografica tornare indietro e rivedere le proprie scelte producendo “più qualità ad un prezzo inferiore”, ci sono troppe controindicazioni. Noi crediamo che la cultura sia un diritto di tutti, come l’istruzione e la tutela della salute ed è giusto trovare un modo affinché nessuno venga escluso dalla possibilità di goderne.

Parlateci un po’ delle band che distribuite.
Ad oggi abbiamo in catalogo 5 bands: La Parlesia, Luxluna, Paddy, Soffull e Talk Show Host che provengono un po da tutti gli angoli d’Italia e propongono generi molto diversi tra loro. Si passa dal rock energico dei Paddy alle sfumature jazz-blues dei Soffull, dalle melodie psichedeliche e un pò ombrose dei Luxluna ai calori mediterranei dei siciliani La Parlesia, per arrivare alla sperimentazione elettronica dei Talk Show Host di Padova. Oltretutto, non dovendo vendere niente, non abbiamo la necessità di confinarci in un genere preciso, per cui le bands sono completamente libere di sperimentare cambiamenti anche molto radicali. Entro la fine dell’anno usciranno i nuovi album di Paddy e Soffull e posso garantirti che hanno un’impronta decisamente diversa dai precedenti lavori. Stesso si dica per i Luxluna, in questi giorni impegnati nella scrittura dei nuovi brani e per i Talk Show Host dei quali aspettiamo il nuovo materiale.

In base a quali criteri vengono scelti gli artisti o i gruppi da distribuire?
Come dicevo non ci sono vincoli di genere. Quello che guardiamo in un artista è l’originalità e la capacità di modellare la materia musicale in maniera non convenzionale. Che poi si tratti di musica leggera, punk, dance o elettronica poco importa. Se quel suono ci colpisce e tocca le corde giuste non perdiamo tempo. Questo, è ovvio, ci porta ad essere molto selettivi, ad ascoltare con molta attenzione il materiale e produrne una quantità limitata. Pensiamo di produrre in media 4/5 artisti l’anno. Per noi che facciamo tutto senza soldi ma con la presunzione di farlo bene è molto impegnativo organizzare e pianificare una produzione.

E se qualcuno volesse collaborare con voi?
Ben venga, siamo aperti a tutti i tipi di collaborazioni, dalla realizzazione del materiale grafico (copertine, siti etc.) all’organizzazione di eventi, concerti e materiale video. E’ così del resto che funziona l’etichetta. Pensa che le foto delle prime tre band pubblicate è venuto a farle Bertrand Bosredon, il fotografo ufficiale di Radiohead, Sonic Youth, Bijork e Blur solo per citarne alcuni. Si è innammorato dell’iniziativa ed è venuto di proposito in Italia a realizzare i servizi. Non ha neanche voluto i soldi del volo!

Domanda d’obbligo: che idea avete della scena musicale italiana degli ultimi anni?
So di ripetermi, ma credo ci siano troppi dischi in circolazione e questo crea molta confusione. Mi pare oltretutto fuori luogo parlare di scena, se non in senso molto largo e sfumato. Personalmente non sono un grande appassionato delle categorie, ho imparato a giudicare il prodotto distintamente dal contesto in cui si è sviluppato, trovi sempre materiale valido di fianco a quello che non lo è, indipendentemente dal circuito in cui si è sviluppato.

Se una band fosse interessata ad essere distribuita da voi cosa deve fare?
Prima di essere distribuita deve essere selezionata e prodotta. Per fare questo basta che ci invii un demo (non tramite e-mail!!!) all’indirizzo ANOMOLO – C.P. 35 – 60028 Osimo Stazione (AN). Voglio ricordare che Anomolo non lavora come Vitaminic concedendo spazio web gratuito ad esordienti. Pubblichiamo solo quello che ci interessa davvero pubblicare, come fanno tutte le etichette di questo mondo.

Progetti per il futuro? Avete qualche nuova idea, qualche nuovo progetto, qualche nuovo artista da lanciare?
Ci sono due nuove produzioni in via di definizione. Stiamo lavorando anche per migliorare il sito, renderlo ancora più agevole e ricco di contenuti. Di materiale in un anno di attività ne abbiamo raccimolato parecchio e ci sembra giusto renderlo pubblico.

C’è qualche artista o band che vorresti fosse distribuito da Anomolo Records?
God Speed You Black Emperor (ma è solo una fantasticheria utopistica).

COLLEGAMENTI
Sito ufficiale dell’Anomolo Records

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