Interviste

Intervista agli YUPPIE FLU

Incontrati da Mao168 a Milano all’ultima data del TORA! TORA! FESTIVAL, vi proponiamo l’intervista agli anconetani YUPPIE FLU, uno dei più interessanti gruppi italiani, nella sempre più fiorente scena indie.

Intervista di Mao168

Intervista agli Yuppie Flu
(quando la musica non si fa trovare…)

Mi aggiravo per il back stage del Tora Tora da ormai più di un quarto di giornata. Avevo visto passare ore aspettando che qualche uomo di buona volontà rispondesse alle mie torture. Le migliaia di minuti trascorse in quel luogo avevano avuto livelli di intensità molto variabile. Ma dopo tutto quel tempo la stanchezza era concepibilmente dovuta e rassegnatamente accettata, e l’entusiasmatica intensità delle prime ore cominciava ad abbandonare me, sgocciolando fuori dal mio corpo nella calda umida notte milanese.
Ero stato con Morgan, con Marco Parente (facendo da assistente a Skalka), con Amerigo Verardi… Non mancava proprio nessuno?
Un nome nella mia lista non era stato ancora depennato: Yuppie Flu.
Musicalmente li seguo da un paio d’anni. Ma ero mai riuscito metaforicamente a trovarli? Come fai a capire se la musica che recepisci sgorga dai loro strumenti con la stessa purezza con cui viene concepita? C’è bisogno di un confronto diretto con chi quella musica la crea dal nulla (o quasi…). Ma come fai a creare un contatto, un confronto con chi non si vuole far trovare? Mi son chiesto per tutta la serata dove fossero finiti “quei bravi ragazzi” visto che dalla fine della loro esibizione nessuno ha avuto più loro notizie… Avevo perso quasi del tutto la speranza di poter incontrare uno dei miei gruppi italiani inseriti nella mia personalissima lista “Preferiti”!
E invece… siccome c’era dentro un’Elisa che a malapena riuscivo a mandar giù, mi son gradevolmente concesso l’ennesima passeggiatina nel backstage (ormai vuoto) affinché le mie orecchie si risvegliassero dal torpore instillato dall’onirica voce di quella poverina divorata dall’acne. Con mio gradito stupore trovo proprio loro… seduti quasi per terra a fumarsi una sigaretta in santa e gloriosa pace, lontani dalla bolgia, lontani dalla musica, lontani dal palco, lontani forse da questo mondo… In realtà si sparavano cazzate! Come nelle migliori combriccole di amici, di ogni età e ceto sociale, erano lì a sghignazzare, raccontandosi qualcosa di personale, di futile, di amichevole… in santissima e gloriosissima pace!
Arrivo io e, con fare cordiale e dimesso (più che dimesso ero esausto…), mi presento. L’unico che mi sta ad ascoltare è il tastierista (Dodo, fratello di Matteo, mente e voce del gruppo). Gli altri lo prendono per culo, spingendolo da me e si riparano dietro le sue spalle, pensando che io sia il nemico e loro le povere vittime di domande al vetriolo. Veramente io, prima di essere un giornalista, sono un loro fan… avrei dovuto dirglielo…
Prendo da parte il mio unico e rassegnato interlocutore e, seduti sul selciato, comincio a propinargli le mie ultime domande…

Mao168: Finalmente vi ho trovati… Ma dove eravate finiti?
Dodo: Ehm… eravamo di là a dormire. Siamo in viaggio da 3 giorni. 2 giorni fa eravamo in Calabria e dopo il concerto eravamo veramente esausti.
Mao168: Cominciamo con qualche domanda di rito…
Dodo: Eh, per le domande di rito mi dovete aiutare! (rivolgendosi agli altri YF che, noncuranti, gli sedevano accanto…)
Gli altri YF: Eh, sì sì sì… (credibilità zero!)
Mao168: Ormai s’è conclusa questa maratona musicale guidata da Agnelli. I conti in tasca ve li siete fatti anche voi? Come è stata dal vostro punto di vista quest’esperienza?
Dodo: (recuperando un minimo di serietà) Molto buona! Diciamo “differente”. Noi comunque facciamo parte di una scena musicale che sostanzialmente sembra diversa, però poi qua ti accorgi che sei più vicino di quello che magari pensi, sia tu che anche la stessa critica musicale. Ci siamo sempre divertiti molto anche se è un po’ stancante perché se sei qua dalle 2 di pomeriggio…
Mao168: …eh, non lo dire a me…
Dodo: …le 11 ti sembra che siano le 6 della mattina, ah ah… 
Mao168: Torniamo al vostro ultimo lavoro. Cominciamo dal titolo. In genere per “nominare” un album si usa il titolo di una canzone, o magari una frase o una parola presa da un singolo verso di una canzone. Nel vostro caso invece, non mi pare si possa applicare questa tacita regola… quindi si distacca da questa generale tendenza! In realtà il titolo (The Days Before The Day) a cosa si riferisce? Di quali giorni parlate?
Dodo: Il titolo l’ha trovato Francesco, quindi… non so cosa lui esattamente avesse in mente. è una domanda che ci fanno abbastanza spesso… Forse l’interpretazione più usata riguarda anche il tempo che è passato da questo disco a quello prima. Son stati 2 o forse 3 anni… Abbiamo avuto anche un po’ di vicissitudini mentre lo registravamo, quindi… quei giorni sono i giorni prima, forse, del giorno in cui è uscito il disco. è un po’ banale, ma…
Mao168: E’ comunque una risposta!
Dodo: Sì, è una risposta… andiamo avanti, ah ah!
Mao168: La scelta dell’inglese rispecchia la vostra voglia di far sentire in giro la vostra voce oltre questi confini? E’ una scelta difficile perché si rischia di essere “meno conosciuti” in Italia e poi, proponendosi all’estero, si deve fare i conti con una concorrenza spietata! Mai pentiti di questa scelta?
Dodo: Molto vero. è molto vero, ma pentiti mai, perché non è stata nemmeno una scelta dettata dalla volontà di avere anche l’opportunità di suonare anche all’estero, ma è venuta naturale. è un periodo, e anche tutt’ora comunque, che ascoltiamo più musica americana… anglo-americana, quindi è venuto così. Alla fine…
Mao168: …continuerete…
Dodo: Continueremo senz’altro! Ormai continueremo senz’altro su questa scia…
Mao168: La vostra musica rimanda a diversi gruppi, a cominciare dai Pavement, Notwist, Stereolab… soltanto per citarne alcuni. Ma gli Yuppie Flu da dove provengono musicalmente? Secondo voi da dove provenite? Storicamente a chi vi ispirate? Vi sentite gli eredi di qualcuno, anche illegittimi…?
Dodo: E’ una domanda la cui risposta cambia, secondo me, a seconda del periodo, a secondo di chi lo chiedi. Per me veniamo dai Beatles, per forza. Senz’altro è un gruppo che ci unisce tutti. Comunque penso che alla fine la musica italiana, la musica melodica degli anni ’60 senz’altro fa parte del nostro background musicale; parlo di Battisti, Mina, Caterina Caselli… Io penso che siamo un gruppo che ha una spiccata propensione per la melodia e dipende anche da questo. Non siamo forse così lontani dalla cultura italiana.
Mao168: Ho letto diversi pareri sul vostro cd, tutti riassumibili in questa frase: “Non è un capolavoro, ma è un cd godibilissimo, un cd che si lascia ascoltare”. Siete d’accordo con questa opinione? Che cosa ne pensate della critica? Vi infastidisce essere giudicati?
Dodo: No, non ci infastidisce e penso che la critica ci ha trattato molto bene. Per questo disco la critica specializzata ci ha trattato molto bene. Stroncature quasi non ce ne sono state… Il disco, per me, non è un capolavoro perché è “un disco” e ne faremo altri… Comunque è musica pop! “Capolavoro”… forse… non lo so… è una parola che non userei per questo tipo di musica!
Mao168: Questo, dal punto di vista LIVE, è stato forse il vostro anno migliore! Immagino di sì, perché aprire il concerto a Malkmus a Milano non è da tutti… Era un po’ il vostro sogno? Quali sono i ricordi di quella serata?
Dodo: Quando l’abbiamo fatto forse poi non eravamo nemmeno così esaltati, neanche forse coscienti di quello che stavamo facendo… I Pavement sono stati importanti per alcuni di noi. è stato un gruppo… sì, molto importante insieme a Truman’s Water, insieme a un certo tipo di suono americano di quegli anni. Però, ecco, non è stata poi una cosa “epocale”. Comunque, boh, sarà che son cambiati i tempi… Se veniva prima, era un’altra cosa, ecco…
Mao168: Con l’ultimo album è cambiata anche la veste grafica del sito. Avete fatto le cose in grande, praticamente… rispetto al sito precendente…
Dodo: Sì, sì… Ci abbiamo tenuto anche comunque a creare un disco che per certi versi è completamente lontano da un concept-album e cose di questo genere… però c’ha un mood molto particolare che abbiamo voluto ricreare anche graficamente. A pelle, è molto azzeccata, per quello che c’è dentro, per la copertina… un po’ lussuosa. Sta bene, ecco…
Mao168: Esprimo un giudizio personale: la vostra musica va sempre di più verso l’essenzialità. Mi spiego: l’uso dell’elettronica diventa sempre più minimale e gli arrangiamenti si fanno misurati, accorti, sempre più melodici. Tutta questa giostra, fatta di essenzialità musicale, gira attorno alla voce, che diventa il vero fulcro, il vero punto di riferimento. è un’immagine secondo voi azzeccata o il cd non l’ho ascoltato abbastanza?
Dodo: Secondo me è molto azzeccata e anzi, è una cosa che riguarderà anche le prossime uscite. Per me, la voce di Matteo è una cosa importantissima nella nostra musica, perché è particolarissima, matura sempre di più… quindi è molto azzeccata! Anche per le prossime uscite, l’essenzialità sarà ancora maggiore… proprio centrare direttamente al cuore di quello che uno vuole esprimere con un pezzo, senza troppi fronzoli!
Mao168: Quindi l’ho sentito abbastanza il cd…
Dodo: L’hai sentito molto bene!
Mao168: Questa è la vostra ultima data. Sul vostro sito non ci sono altre date segnalate per ora. Non avete programmato nessun tour europeo? Come mai?
Dodo: Sì, ora ci prendiamo un mesetto e mezzo di pausa. Faremo altre poche date in Italia, cercando di farle un po’ più organizzate, qualcosa di un po’ più grande e anche avere la possibilità noi di… forse faremo delle proiezioni… cercare di fare uno show un po’ diverso, insomma… che con il disco, secondo me, sta bene e a noi sarebbe piaciuto già farlo prima. Ora ne abbiamo l’opportunità quindi: poche date in Italia, poi a Febbraio faremo un tour europeo che è sempre e comunque faticoso a livello economico.
Mao168: Voi state con la HOMESLEEP. Com’è come casa discografica? Vi lasciano lavorare? Vi condizionano?
Dodo: Non ci condizionano assolutamente! Non sanno proprio farlo… eh eh… non sanno condizionare e… sono fantastici, insomma. è assolutamente un’etichetta che per ora è basata sulla passione assoluta, quindi… al commerciale non pensano proprio. Non sanno nemmeno farlo! A volte sono io a dirgli “Ma forse è meglio così, piuttosto che…” (scoppia a ridere…)
Mao168: Vuoi che ti risparmi l’ultima domanda oppure no? Avete incontrato traffico venendo qui?
Dodo: No, oggi no. Poi oggi eravamo a Bologna, ieri eravamo a Cosenza. Qualcuno è rimasto ad Ancona, io ero a Bologna. Ma comunque non c’era traffico, no.

Gli YUPPIE FLU sono:
Matteo: chitarra, voce
Enrico: chitarra, synth
Francesco: basso
Dodo: synths , percussioni
Otto: batteria

COLLEGAMENTI:
Sito Ufficiale Degli YUPPIE FLU
HOMESLEEP RECORDS

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