Un Dj Techno di Los Angeles, Jimmi Tamborello, e un cantante emo di Seattle, Ben Gibbard, front man dei Death Cab For Cutie, si incontrano. Dal loro incontro nasce il progetto The Postal Service; il nome deriva dal fatto che i due si sono tenuti in contatto mediante le poste americane scambiandosi di volta in volta demo e idee che venivano perfezionati dall'altro.
Ed il prodotto di questo scambio postale di musica è un disco di sinth pop come negli States non si era sentito mai. Chi, ascoltando questo disco senza sapere chi fossero le menti del progetto, direbbe che è un disco americano? Credo nessuno, in quanto il timido pop elettronico dei Postal Service ricorda tutto il miglior panorama sonoro del vecchio continente, dai Notwist ai Ms John Soda, fino ai Lali Puna.
Un disco che riporta a paesaggi new wave anni '80 (vedi “Brand New Colony”), ma che sa anche stupire con la caotica e rumorosa chiusura, “Natural Anthem”.
E stupiscono anche le liriche del disco, positive, come mai ci si sarebbe aspettato da Ben Gibbard, abituato da sempre con i suoi Death Cab For Cutie, a cantare di tristezza e malinconia.
Per fare un esempio, “Such Great Heights”, una canzone d'amore finalmente positiva, che parla di quanto sia bello essere innamorati.
Sicuramente uno dei dischi migliori di questo 2003, che probabilmente non avrebbe mai visto la luce se fosse nato da menti italiane, vista la velocità delle nostre poste, che scoraggerebbe chiunque…
Track List:
1. The district sleeps alone tonight
2. Such great heights
3. Sleeping in
4. Nothing better
5. Reclycled air
6. Clark Gable
7. We will become silhouettes
8. This place is a prison
9. Brand new colony
10. Natural anthem
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