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Vinicio Capossela in Tour

Dopo il travolgente successo del suo ultimo album e dei suoi spettacoli teatrali ritorna sui palchi per un breve tour che lo riporta in Lombardia per due sole date.

VINICIO CAPOSSELA

VENERDI 2 GENNAIO 2004
ORZINUOVI (BRESCIA)

@ BUDDHA CAFFE’

SABATO 3 GENNAIO 2004
ZINGONIA (BG)

@ MOTION
CORSO EUROPA 10

APERTURA CANCELLI: 21:00
INIZIO CONCERTO: 22:00
PREZZO BIGLIETTO: 18 euro
Prevendite abituali
INFOLINE: 339 4157831


VINICIO CAPOSSELA
Vinicio Capossela è nato ad Hannover (Germania), il 14 dicembre 1965. Inizia la sua carriera nel 1990 con la pubblicazione del suo album d’esordio, ALL’UNA E TRENTACINQUE CIRCA, seguito, nel ’91, da MODI’. L’anno successivo collabora con Paolo Rossi nello spettacolo teatrale “Pop e Rebelot”, per il quale Capossela è anche attore e autore delle musiche.
Nel ’94 pubblica CAMERA A SUD, album seguito da una lunga serie di concerti e nel ’95 scrive le musiche dello spettacolo teatrale “Il circo” per la compagnia Les Italiens di Paolo Rossi.
A maggio del ’96 iniziano le registrazioni di un nuovo album, IL BALLO DI SAN VITO, il suo disco più contaminato e contagioso, realizzato in collaborazione con gli ex-Lounge Lizards Evan Lurie e Marc Ribot. Nel dicembre ’97, in occasione della pubblicazione di “Sogni di Bunker Hill”, Capossela partecipa, insieme a Vincenzo Costantino, a un reading dedicato a John Fante dalla casa editrice Marcos Y Marcos: l’esperimento, replicato in diverse occasioni, si trasforma in un reading semi-ufficiale di propri scritti e poesie che prenderà il titolo di “Accaniti nell’accolita”. A gennaio del ’97 debutta il tour teatrale de IL BALLO DI SAN VITO.
Ma la voglia di nuove sperimentazione non si esaurisce: nel ’99 si dedica all’accompagnamento al pianoforte del classico di Charlie Chaplin “Tempi moderni” e ad un nuovo tour, intrapreso con uno spettacolo che lascia spazio a composizioni di altri autori. Lo spettacolo si intitola “Parole di altrove” e affianca versioni in italiano di morne, rebetici e tanghi, realizzate da Capossela, a composizioni originali scritte nel frattempo. L’esperienza culmina con un concerto tenuto assieme al Trio Esquina del bandoneonista Caesar Stroscio.
Nell’aprile del 2000 iniziano a Milano le registrazioni del nuovo album, CANZONI A MANOVELLA, il sesto lavoro della sua carriera. Composto da 17 tracce, il disco è prodotto insieme a Pasquale Minieri.
L’album CANZONI A MANOVELLA viene pubblicato in ottobre, il successo è clamoroso, oltre 70.000 copie vendute e numerosissimi riconoscimenti. L’album viene presentato al Premio Tenco in una splendida esibizione che vede Vinicio avvalersi degli strumenti giocattolo di un altro grande musicista, Pascal Comelade. Segue un lungo tour teatrale che registra l’esaurito ad ogni data. Altrettanto bene vanno i concerti estivi in giro per l’Italia, che consolidano ulteriormente il seguito sempre crescente di Vinicio.
Il 25 dicembre del 2001, il giorno di Natale, arriva un bel regalo per la città di Milano: Capossela si esibisce in un concerto gratuito – chi ci è stato lo definisce memorabile – nel piazzale antistante la Stazione Centrale, luogo di ritrovo – simbolico, ma non solo – di quanti sono senza dimora. Il freddo viene domato con distribuzione di panettone e vin brulée, oltre che con la musica.
Il 2002 trascorre con la lavorazione a diversi progetti, tra i quali un libro e un nuovo album, e alcuni concerti a sorpresa, oltre naturalmente a un nuovo tour estivo. A ottobre Vinicio è nuovamente al Premio Tenco, per presentare alcune sue versioni di brani che attingono a repertori diversi, dal tango al rebetico. Dicembre 2002, Vinicio porta in tour il suo spettacolo ‘San Nicola Tour, – da S.Nicola a S.Silvestro’, una decina di date in rock club e palazzetti, dedicato all’italianissimo e autentico progenitore del più ‘globale’ Santa Claus.
Nel Gennaio 2003 L’Indispensabile, prima raccolta di Vinicio Capossela, è pubblicata sempre con etichetta CGD East West. L’antologia contiene 16 canzoni nella loro versione originale, oltre alla cover di ‘Si è spento il sole’ di Adriano Celentano, in una veste inedita.

CAPOSSELA PARLA DEL SUO ULTIMO DISCO
“I dischi non comprendono tutto. Molte delle cose scritte fino ad ora, sono state realizzate in pubblico soltanto dal vivo, per radio, o per iscritto, perché questo permette di andare più facilmente al proprio tempo.
La difficoltà di allestire una raccolta sta per me nella sua non contemporaneità, e del resto, in effetti, sono ancora vivo…
Quando in seno alla casa discografica è nata l’esigenza di questa pubblicazione, non l’ho presa per niente bene, ho iniziato a toccarmi e fare scongiuri, insomma, la sentivo auspicabilmente piuttosto prematura, ma, alla fine me ne sono fatto una ragione, e, se proprio un’antologia deve uscire, mi sono detto, meglio che sia da vivi…
Comunque adesso per un mese, farò come quell’artista americana, che recentemente a Venezia ha finto un suo funerale.
Per il resto, in questo genere di cose tutto sta nello scegliere un titolo. E ce ne erano diversi a disposizione…
“Tutto a 6.50”, per esempio… suonava bene, ma il prezzo era sbagliato, “Tutto poco e male” il mio preferito, purtroppo giudicato disfattista dagli editori, “Oltre lo Zenith” suggeritomi da Vito, “Pugnali e parole, raccolta”, eccessivamente autoreferenziale, o ancora “A spasso nel tempo”..fantascientifico, oppure “Pezzi scelti” come in macelleria, col prezzo di ognuno indicato a fianco, troppo soggetto a controlli.
Ricorrendo a formule più universalmente riconosciute, “The best of” è stata subito scartata. Chi poteva giudicare che un pezzo era meglio di un altro::? Poi in lingua inglese, così brutalmente..no…Un buon titolo poteva essere “Grandes exitos”, grandi successi, ma che in italiano ricorda grandi uscite…di spirito, di scena, grandi cadute…un argomento interessante, ma che prestava il fianco a fraintendimenti, aggravati dal fatto, che diverse persone ancora oggi, hanno idea che l’artista sia brasiliano, o latino americano…
Perciò insomma si è giunti a una formula essenziale ed altezzosa, proprio come in fondo dev’essere una raccolta, perciò, signore e signori, ecco a voi “L’indispensabile” di Vinicio Capossela: O anche “L’indispensabile Vinicio Capossela”. A voi la scelta!

In confidenza, detto in un orecchio, non ho nessuna inclinazione per quest o genere di allestimenti, così ho preferito non occuparmene, non danneggiare e affidare la scelta al mio produttore Renzo Fantini, coadiuvato dall’amico, una leggenda del tutto personale, il D.J. radiofonico e di tutti i locali malfamati di Torino, signor Renato Striglia.
Il Signor Carlo Feltrinelli figura in qualità di musical Adviser, in quanto, è vero, per avvisarmi, mi aveva avvisato!
La veste grafica è frutto dell’opera di tre artisti…il pittore Andrea Furlani, il grafico Francesco Nicoletti… e la loro tutrice Francesca Leoncini.
Essi hanno fatto in modo di mettere a disposizione del pubblico un vero e proprio disco oggetto, dato che i dischi, a differenza degli uomini e delle donne, non se la prendono ad essere trattati come tali. Un disco-oggetto tascabile, da portare in borsetta, come un portacipria, un portafoglio… Ad aprirlo si rivela come portaritratto, da comodino d’albergo.
Al momento dell’acquisto contiene un ritratto fotografico dell’artista, ma esso può essere sostituito, da una vostra foto, o anche da uno specchietto. Così vi troverete di fronte a qualcosa di veramente indispensabile…
Purtroppo non è stato possibile fabbricarlo in serie con lo specchio. Se volete, fatelo da voi.

“L’indispensabile”, il cui bisogno si faceva generalmente sentire…sarà pubblicato in altri Paesi europei, Francia, Germania e Spagna, e per questo motivo il libretto contiene i testi nelle tre lingue, escluso l’inglese, perché è troppo conosciuto.

Per ultimo, l’antologia contiene un brano inedito. Inedito per modo di dire in quanto si tratta di un brano del 1958, scritto da Adriano Celentano, qui interpretato in omaggio a Vito, mio padre e alla sua gioventù.
Non è parso elegante aggiungere un vero brano inedito o addirittura due, a traino di una antologia che non presenta novità nella sua composizione. Questo brano è piuttosto una curiosità ballabile, universale, buona per quando si spegne il sole, ricordandovi, che però, quando accade, vale anche il contrario, è sempre buio, fino a che non si accende la luce!

Buon ascolto

Vinicio Capossela

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