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Shandon – Sixtynine

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Gli Shandon proseguono il discorso iniziato con “Not So Happy To Be Sad” che si concludeva con “Noir”, probabilmente una delle migliori produzioni della band milanese a tutt'oggi.
Ed è sulla scia di Noir che si apre “Sixtynine”, sesto lavoro della band, proseguendo appunto un discorso prevalentemente rock. Quando parte “Wrong Way” si capisce che qualcosa sta ulteriormente cambiando. Gli Shandon ampliano il loro panorama musicale e non c'è più da stupirsi sentendo i violini (di casa Afterhours) aprire “It Was A Promise” o l'hardcore di Drunk accompagnato a una cover dei, signori e signori, Faith No More, “From Out Of Nowhere”, che dimostra quali siano le vere intenzioni degli Shandon.
Molte volte si fa l'occhiolino all'emo from u.s.a. in episodi come “Heaven In Hell” dove Olly si dimostra cantante dalle ottime capacità o la conclusiva irresistibile “The Choice”.
Anche gli arrangiamenti finalmente si fanno interessanti, complice l'”ingresso” nella band di una vasta gamma di strumenti, quali i già citati violini, percussioni, tastiere e un rispolverato e quanto mai ispirato moog.
Da citare anche la prova di Andre dei Madbones in “Startin' line”, fra gli artefici del progetto Punx Crew.
Con questo “Sixtynine” il sestetto milanese supera “Fetish”, miglior disco fin'ora prodotto, di cui gli echi si fanno ancora sentire (vedi “Like I Want”) e riesce ancora a creare un perfetto mix di rock, punk, ska e pop che non tradisce le aspettative e risulta ancora una volta irresistibile.

Tracklist
1. F.D.P.
2. Wrong Way
3. It Was A Promise
4. Viola
5. Like I Want
6. Deep
7. Heaven In Hell
8. Startin' Line
9. Drunk
10. From Out Of Nowhere [Faith No More Cover]
11. Hunter
12. Time
13. The Choice

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