Verdena – Il Suicidio Dei Samurai

Verdena – Il Suicidio Dei Samurai
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    C'era grande attesa attorno al nuovo album dei Verdena, da molti considerati come uno dei gruppi più promettenti per il rock italiano. In questi giorni antecedenti all' uscita del disco mi ero imbattuto spesso in critiche favorevoli sul gruppo da parte di riviste e semplici appassionati. Chi diceva che sono i Nirvana italiani, chi li osanna per la loro capacità di essere “tra i pochi in Italia a fare del sano rock”(Zamboni, ex CSI, non certo l' ultimo degli arrivati). Non mancano certo i detrattori che rinfacciano al gruppo di essere poco originale e di avere inoltre il demerito di essere diventati una delle star di Mtv(specie con l'album Valvonauta), cosa che ha fatto storcere il naso anche al sottoscritto. In questo clima mi sono preparato ad ascoltare il loro terzo album, “Il suicidio dei samurai”, cercando di capire se i Verdena fossero uno dei tanti bluf creati dalle case discografiche oppure se avessero davvero le qualità per diventare qualcosa d' importante per il panorama di casa nostra. Beh, dopo attento ascolto dell' album sono arrivato alla conclusione che questi ragazzi non sono nè i Nirvana nè i Doors come dicono in molti, ma valgono molto di più di una miriade di gruppi in circolazione. Non rivoluzioneranno il rock nè con questo nè con i prossimi album, ma questo non lo fa il 95% degli artisti attuali. “Abbiamo ascoltato i Nirvana, ma anche Melvins, Sham 69 e in generale rock degli anni 70″ spiega la girl del gruppo Roberta Samarelli. In effetti il disco è chiaramente retro, con non pochi spunti presi anche dai Nirvana, dai quali hanno preso anche il pessimismo dei testi come quando Alberto Ferrari canta “niente conta” in Luna (non a caso scelto come singolo, un ottimo pezzo ma un pò troppo vicino al Kurt Cobain's style). L'album vanta una compattezza paurosa: 11 pezzi tutti ottimi che potenzialmente potrebbero fare la loro bella figura nelle radio. Si comincia con Logorrea che denuncia il malessere dell' autore (“Odio il varietà, annoia la città”), per poi passare a tre canzoni di straordinaria intensità: dalla già sopracitata Luna alla spendida ode Mina,in cui il ritornello “E brucia con me l’aria” sembra quasi confermare la tendenza autodistruttiva presa dal povero Kurt. Balanite è il capolavoro dell' album, con la rabbia del cantante che esplode nel finale. Phantastica segue il filone e ci conduce piacevolmente all'ascolto di una roboante Elefante. Glamodrama è una triste ballata che si dilata in una lunga parte acustica per poi spegnersi lentamente. Far Fisa sembra un pezzo dei Muse per la capacità di Ferrari di trascinare i compagni con la grande voce. La passione e la drammaticità di 17 tir nel cortile sembrano uscite da un incrocio tra Smashing Pumpkins e Foo Fighters. 40 secondi di niente è uno dei pezzi più deboli, tenuto in piedi da un paio di buoni riff. Il suicidio dei samurai è la degna conclusione di un grande album: un'orgiastica serie di schitarrate e deliri dopo il quale tutto tace. Ma non tacciono i Verdena che si preparano a ricevere gli elogi che gli spettano.

    Tracklist

    1.Logorrea

    2.Luna

    3.Mina

    4.Balanite

    5.Phantastica

    6.Elefante

    7.Glamodrama

    8.Far fisa

    9.17 tir nel cortile

    10.40 secondi di niente

    11.Il suicidio del samurai

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