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Baustelle – Sussidiario Illustrato Della Giovinezza

Baustelle – Sussidiario Illustrato Della Giovinezza
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    Premessa. Siamo nel 2004. Questo disco usciva 4 anni fa. I Baustelle hanno già pubblicato nel frattempo il loro acclamatissimo secondo album “La Moda del Lento”, portatore di successo, riconoscimenti, video e tour italiano. Perché adesso questa recensione?
    Perché tutto inizia da qui, i turbamenti erotici, lo sguardo in avanti verso il passato, la fine ricerca di riferimenti d’autore.
    Nel lontano duemila, grazie all’assiduo passaparola di chi ha perso le speranze di vedere buona musica pubblicata fuori dalla rete indie/underground, iniziò a girare la voce di un gruppo meglio identificato come i Pulp italiani. Ed è innegabile che forse, senza i Pulp di Jarvis Cocker, i Baustelle non sarebbero esistiti.
    I punti di contatto con la storica formazione pop d’oltremanica non mancano ai Nostri, cominciando dalla voce profonda e sensuale del frontman Francesco Bianconi, all’uso ipnotizzante delle sintetiche tastiere che si rincorrono per tutta la durata del disco, al gusto sensibile per il Pop d’autore ed alla ricorrente tematica degli sconvolgimenti erotico/adolescenziali. Ma qui c’è di più. Molto di più.
    I Baustelle non nascondono la loro passione per le colte musiche da film firmate da Piero Umiliani ed Ennio Morricone, non hanno paura di affermare di voler essere Serge Gainsbourg, non fanno mistero del loro fascino per le atmosfere noir da fumetto, per quella stagione gloriosa della “Dolce Vita” di Fellini, di Via Veneto e Cinecittà.
    L’album si apre con “Le Vacanze dell’Ottantatre”, un glorioso inno all’adolescenza prepuberale, agli amori estivi, alla scoperta dell’Eros, un ricordo vivido ed emozionato degli anni 80 nei quali i Baustelle sono cresciuti, con uno dei ritonelli più accattivanti che la nostra tradizione musicale possa ricordare. Indimenticabile il crescendo strumentale finale, che come ci suggerisce la stessa canzone potrebbe distruggere il vostro stereo. Preparatevi.
    Seguono la più delicata e dilatata “Martina”, il primo richiamo del disco alla potenza dell’ auto/distruzione dei magnifici, strazianti primi amori, e “Sadik”, la cui essenza stessa risiede nei campionamenti di conversazioni erotiche che potrebbero essere con tutta credibilità prese da uno dei tanti, amatissimi b-movies italiani di qualche decennio fa. L’ingresso degli archi nell’ultimo quarto di canzone è meravigliosamente straziante e tagliente, ad accentuare il climax orgasmico dei gemiti in sottofondo.
    In netta opposizione alla sua dolcezza melodica, la successiva “Noi Bambine Non Abbiamo Scelta” ritorna sul tema dei rapporti adolescenziali, questa volta nell’occhio illuso di una ragazza, mentre “Gomma” non può che far tornare alla mente la famosissima “Common People” dei già citati Pulp.
    Essenziale e fortemente elettronica “La Canzone del Parco” ci introduce mesta ad un altro ricordo della band di Sheffield, ovvero “La Canzone del Riformatorio” evidentemente “ispirata” dal successo britpop “Disco 2000”. Ma a noi piace così. Non lasciamoci ingannare dalla leggerezza delle tastiere e dal ritmo trascinante, le liriche del brano rivelano una (prevedibile?) scioccante crudeltà.
    Cinecittà” si apre con un dialogo sommesso ed imbarazzato, accompagnato da una musica difficile ed intensa che ci porta ad un altro memorabile e spazioso ritornello nel quale i Baustelle fanno la summa delle loro già citate passioni.
    Avviandoci alla conclusione dell’ascolto, una struggente malinconia tutta adolescente permea “Io e Te nell’Appartamento”, fatta di illusioni, speranze, ricordi. Amari.
    Il dispiacere per la fine di questo fondamentale album è resa piacevole dalla scaletta. “Il Musichiere 999” ci elenca chi sono i Baustelle, cosa amano, cosa vogliono, nel loro tentativo personalissimo di stilare un moderno canzoniere di fine millennio, in un crescendo strumentale epico e glorioso, una promessa per il futuro.
    Un futuro che è già passato, nel quale le promesse fatte sono state ampiamente mantenute.
    Adesso i Baustelle sono una certezza, e sono miseri, e sono stelle.

    Tracklist
    1. Le vacanze dell'ottantatrè
    2. Martina
    3. Sadik
    4. Noi bambine non abbiamo scelta
    5. Gomma
    6. La canzone del parco
    7. La canzone del riformatorio
    8. Cinecittà
    9. Io e te nell'appartamento
    10. Il musichiere 999

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