Menu

Recensioni

Anathema – The Silent Enigma

-
Gothic/Doom

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Restless Oblivion
2. Shroud of Frost
3. ...Alone
4. Sunset of the Age
5. Nocturnal Emission
6. Cerulean Twilight
7. The Silent Enigma
8. A Dying Wish
9. Black Orchid

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Mandato via il cantante decisamente death Darren White, prende il suo posto Vincent Cavanagh…un ottimo, grande, superbo Vinnie che (ahimè!) non sentiremo mai più così Incazzato (passatemi il termine)…
Descrivere questo album penso sia del tutto impossibile. Come lo è descrivere un’opera d’arte qualsiasi perkè è impossibile all’occhio (o all’orecchio) umano cogliere qualcosa che è stato ispirato dal divino. E in questo caso è la caduta degli dei ad essere descritta. Il pessimismo cosmico poetizzato da Leopardi, è qui messo in musica, in maniera semplicemente perfetta. Non è solo metal. Non è solo doom. Gli echi dei Pink Floyd (band alla quale gli Anathema nn hanno mai negato di ispirarsi) sono molto accentuati e danno un tocco di classe, di psichedelia al lavoro. Come ogni capolavoro è un viaggio, un viaggio in una serata, un tramonto nuvoloso, sempre più cupo, fino alla notte tempostosa condizione di ogni uomo nella sua triste finitezza. Morte e dolore. Due concezioni affini. Morte come portatrice di dolore e morte come unica liberazione dal dolore. Ma in ogni canzone di questo stupendo lavoro non c’è espiazione dalle tristi sofferenze che accompagnano ogni singola nota. La pesantezza delle canzoni, i testi da “suicidio” non lasciano scampo. Unica salvezza è la fine. Il termine delle canzoni. Ogni singola traccia ti porta attreverso l’inferno che è la condizione umana destinata a finire. Per sempre…
Parlavo del viaggio….e mai questa parola è più adatta a descrivere quel che è un album. E’ lo stesso Vinnie ad invitarci ad entrare nel buio oscuro del mondo degli Anathema. Un graffiante ed urlato “Come on!” dà il via all’album e alla prima canzone “Restless Oblivion”. Canzone che può essere presa a modello dell’album e degli Anathema. Come qualsiasi altra canzone di questo masterpiece della musica.
Credo, però, che il gioiello tra i gioielli, la perla più splendente e fiammeggiante, che ti marchia a fuoco l’anima a vita sia “A dying wish” ottava e penultima traccia di “The silent enigma”, canzone della quale gli Anathema ci pregiano ancora dell’ascolto “live”…E’ la traccia + lunga dell’album…l’arpeggio iniziale fa già intravvedere quel che gli Anathema saranno dopo. Le chitarre sono fuse con le tastiere sotto, in una specie di “mistico silenzio”, come guardare un panorama pieno di nebbia in una giornata buia…e all’improvviso si scatena la tempesta elettrica nella quale irrompe una voce, un grido di disperazione. Disperazione che decanta le proprie sofferenze. Si tenta di fuggire ma la voce e la musica ci rincorrono scalpitanti e vogliono renderci partecipi e consapevoli di quella verità che è la nostra misera condizione….poi il ritmo rallenta e il cantato si fa quasi una supplica, dove decacanta la morte e urla il nostro silenzio SILENCE!!!!!!!! E la musica, le chitarre irrompono con basso e batteria all’unisono ed una chitarra singola che si imprime nel nostro cervello…ed ancora il cantato a graffiarci la mente ed ancora gli strumenti magistralmente fusi tra loro e con la voce in un delirio di dolore e tristezza dalla quale non si trova via di scampo. All’infuori della morte….Poi la calma con un basso in primo piano (che mi ricorda “One of these days” dei Pink Floyd) e sotto il vento, la batteria…piccoli arpeggi…sirene e voci, lamenti in lontananza, grida e feedback magistralmente controllati ed eterei si uniscono per poi esplodere in una carica rabbiosa, quasi progressiva, ma che non riesce a distruggere le proprie sofferenze. … “Fulfillment lost in a lifetime of regret ornate peace would cover me as I wuold die…for one last wish” così si kiude la canzone e le parole di tutto l’album per poi finire pesantemente nell’ultima canzone (strumentale) dell’abum “Black Orchid”…..
Alla fine dell’album non si può che essere stremati, ma piacevolmente sollevati dal ritorno alla nostra vita…dopo un viaggio nelle nostre più misere sofferenze tutto ci appare più bello. Quest’album che descrive ogni più piccola sofferenza dell’uomo, alle quali solo la morte ne può dare fine….che “disprezza” la vita ke ci costringe a cercare la felicità e quando, forse, l’abbiamo trovata o stiamo per raggiungerla sopraggiunge l’inesorabile fine…questo album in fin dei conti, ogni volta che l’ascolto mi regala più vita, uscito da questo tunnel oscuro riesco ad apprezzare in maniera potenziata ciò che la vita mi offre….

E’ un lavoro complesso quest’album degli Anathema….può essere apprezzato in molti modi…è un po’ difficile all’ascolto e, quindi (ma anche naturalmente) è di difficile comprensione…per essere realmente apprezzato bisogna dedicarsi completamente a lui per i 54:30 minuti ke compongono questo album…

The silent enigma. Assolutamente da avere.

Questa la line-Up:

Vincent Cavanagh (voce/chitarre)
Daniel Cavanagh (chitarre)
Duncan Patterson (basso)
John Douglas (batteria)

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close