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Placebo – Sleeping with Ghosts

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Veramente un buon lavoro quello dei Placebo, che pur introducendo venature elettroniche al loro sound,riescono pur sempre
a trasmettere quel loro inimitabile stile.
Questo disco è sicuramente più maturo degli altri, ben realizzato e costruito.
Anche se i fan più accaniti privilegiano i vecchi album e in particolare il secondo : “Without You I'm Nothing”, non c'è niente da togliere alle 12 tracce che compongono “Sleeping With Ghosts”.I fantasmi ritornano a ricordare il passato, e sono presenti anche nel sonno.Questo è quello che traspare dal titolo e quello che si può percepire durante l'ascolto di tutto l'album.La voce tagliente, e talvolta pungente di Brian Molko è un elemento fondamentale,capace di far venire i brividi, e di suscitarti emozioni tipicamente Placebo.
L'album si apre con un'inattesa traccia strumentale :“Bulletproof Cupid”, dai toni devastanti e trascinanti, le sonorità
sono veramente belle. Segue “English Summer Rain”, una sorta di filastrocca, con una voce filtrata. Siamo a Londra , è estate, piove,e lei manca terribilmente.Sarà il prossimo singolo, ovvero il quarto, estratto dal disco.
“This Picture”, secondo singolo,canzone molto orecchiabile, parla dei rapporti autodistruttivi in amore.Non è certo uno dei miglior lavori di questo album…
Con “Sleeping with Ghosts” entriamo inevitabilmente nella pura essenza dell'album.
La quinta traccia è l'ormai famossissima “The bitter End”, decisamente una delle migliori canzoni del disco, non per niente è stata scelta come primo singolo. Prevalgono suoni più simili ai precedenti album.
“Something rotten” è la canzone più sperimentale.Lo stesso Molko afferma che ci sono una cinquantina di suoni sopra.
Davvero molto cupa e alienante.
Segue “Plasticine”, che parte impetuosa, con un ritmo incalzante che seguirà fino alle ultime note.Oltre alle buone sonorità la traccia in questione possiede anche un bel testo, che potrebbe darci un importante insegnamento:
“Don't forget to be the way you are”, canta Brian , ovvero : “Non dimenticare di essere quello che sei”.
“Special Needs”, terzo singolo , dolcissima canzone, un po' nostalgica e con un profondo significato.
Nonostante la scarsa originalità del ritornello ; “I'll be yours”,è un'ottima traccia,seguita da “Second Sight” che ricorda un po' le vecchie e più energiche sonorità dei Placebo,specialmente quelle del primo disco.
La commovente “Protect me From What I want” ti fa percepire una sensazione di fragilità,è un po' angosciante, ma chi dice
che le cose angoscianti non siano estremamente belle?
E per finire con un tocco di classe : “Centrefolds”, forse la miglore traccia del disco,ricca di malinconia,tristezza e allo stesso tempo di dolcezza.
Insomma, ancora una volta Brian Molko, Stefan Olsdal e Steve Hewitt, hanno dimostrato (nonostante il loro inevitabile invecchiamento e la sconvolgente perdita di capelli sopratutto da parte del cantante), di essere uno dei migliori gruppi rock in circolazione.

Tracklist
1. Bulletproof Cupid (Placebo) – 2:22
2. English Summer Rain (Placebo) 4:01 3. This Picture (Placebo) – 3:34 4. Sleeping With Ghosts (Placebo) – 4:38 5. The Bitter End (Placebo) – 3:10 6. Something Rotten (Placebo) – 5:28 7. Plasticine (Placebo) – 3:26 8. Special Needs (Placebo) – 5:15 9. I'll Be Yours (Placebo) – 3:32 10. Second Sight (Placebo) – 2:49 11. Protect Me from What I Want (Placebo) – 3:15 12. Centrefolds (Placebo) – 5:02

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