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Non Ti Muovere


Scheda


Regia:Sergio Castellitto
Attori:Sergio Castellitto (Timoteo), Penelope Cruz (Italia), Claudia Gerini (Elsa), Angela Finocchiaro (Ada), Marco Giallini (Manlio)
Soggetto:Margaret Mazzantini
Sceneggiatura:Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto
Distribuito da:Medusa (2004)


Non Ti Muovere


Un incidente stradale, il ricovero in ospedale in stato di coma, una donna seduta sotto la pioggia: questo è l’inizio di “Non ti muovere”, film tratto dal libro di Margaret Mazzantini e diretto dal marito Sergio Castellitto. Proprio quest ultimo incarna Timoteo, noto chirurgo dal passato travagliato fin dal giorno in cui il padre aveva abbandonato la famiglia (nel film c’è la scena chiave con Timoteo bambino). Ma la vera “macchia” riemerge soltanto quando la figlia Angela lotta tra la vita e la morte in seguito ad un incidente con il motorino e Timoteo, nell’attesa di notizie, vede una ragazza seduta sotto la pioggia, riconoscendo Italia (Penelope Cruz). Con un flashback continuo, il protagonista ricorda quello che era successo sedici anni prima, quando aveva violentato la ragazza e poi, in seguito, amata. Inizia così la storia d’amore violenta (ma allo stesso tempo romantica) tra Timoteo e Italia, una relazione extraconiugale che più volte sembra essere scoperta da Elsa (Claudia Gerini), moglie di Timoteo. E sono proprio i segni più evidenti (forse un omaggio a Poe) che Elsa non coglie (Castellitto che scrive sulla spiaggia “Ho violentato una donna” mentre arriva la moglie o che confessa ad alta voce di aspettare un figlio da Italia) mentre sospetta la relazione clandestina quando Timoteo finge in maniera magistrale. Italia rappresenta il lato delle persone che sa solo perdonare e che non riesce ad essere cattiva nonostante la vita lo sia sempre stata con lei. Timoteo è attratto da lei ma in Italia vede quella vita crudele che ha già assaporato da bambino e per questo cerca di reprimerla, violentandola. In seguito, come preso dai sensi di colpa, lascia del denaro ad ogni “incontro” ma finisce per innamorarsi, mostrando sempre il carattere duro e determinato. Questo lato di sé cade, però, incontro dopo incontro (culminando nella scoperta della doppia maternità delle sue due donne) fin quando non mostra il suo essere bambino abbracciando Italia, durante il loro ultimo rapporto sessuale, come fa un figlio con una madre.
Le due donne sono l’una l’opposto dell’altra: Elsa è bella, attraente, colta, pulita; al contrario Italia è brutta, povera, incurante di sé (gli abiti indossati lo confermano). Timoteo confonde i rapporti e il ruolo di amante e marito: Italia è prima violentata poi amata mentre Elsa è amata poi presa con violenza nel rapporto sessuale. Inoltre emerge la mancanza di quel figlio non avuto da Italia da parte di Timoteo, il quale iscrive la figlia ad un corso di judo come se fosse di sesso maschile.
Il film “incita” il pubblico a odiare Timoteo per quello che non ha fatto per Italia, per averla lasciata in quel casale diroccato e in quell’ambiente malsano di borgata. Il protagonista si fa odiare perché non riesce a dare un senso alla sua vita e quando prende finalmente una decisione è ormai troppo tardi, riuscendo ancora una volta a far capitolare la sua vita. Al contrario ci si affeziona a Italia (complice la splendida interpretazione di Penelope Cruz), sempre pronta a perdonare e a rimanere semplice in qualsiasi circostanza. La sua goffaggine, il suo modo di apparire, anche se in maniera esteticamente volgare, fanno amare il personaggio, la fanno odiare (nessuna reazione a tutti gli avvenimenti ma solo comprensione) e la fanno compatire da chi la osserva (rimane sempre uno “zerbino” di Timoteo).
Il film è un concentrato di emozioni che difficilmente non riuscirà a far emozionare (e piangere) gli spettatori. Ottima la prova di Sergio Castellitto, superba quella di Penelope Cruz, buonissima quella di Claudia Gerini, strappata finalmente dallo stile commedia, dando prova di una mutazione straordinaria.

Note: nel finale del film si intravede la scrittrice Margaret Mazzantini, “l’ultima donna del film”

Tiziano Faggioli

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