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Interviste

Intervista a MIRKO SPINO di WALLACE RECORDS

Chiunque si interessi di musica italiana “underground” conosce il nome WALLACE RECORDS. Non tutti forse sanno che dietro questa stupenda realtà italiana si nasconde un unica persona, Mirko Spino, intervistato per noi da Pablo Aboytes

Ormai quasi tutti i fruitori di musica italiana “underground” conoscono il tuo nome ed il marchio Wallace. Il particolare che colpisce di più è scoprire che dietro questa realtà indipendente così importante si celi solo una persona: Mirko Spino. Hai mai pensato di allargare il numero delle persone coinvolte in questo progetto?
No, la wallace nasce e morirà con me. Lavorare sulla wallace è un mio piacere, è parte della mia vita e tale deve rimanere.
Del resto lavorando in casa mia non posso nemmeno permettermi di avere persone attorno mentro cucino e guardo un film…
La wallace è quello che è proprio per il fatto che la mia pssione nel farla traspare nei dischi. Quindi così deve rimanere.

La Wallace pubblica il suo primo disco (la compilation TRACCE) nel 1999 ed è ormai arrivata alla sua cinquantesima uscita. Cosa pensi di sapere in più oggi rispetto a 5 anni fa?
Conosco meglio le aspettattive dei gruppi, di chi scrive di musica, di chi la compra etc… nella maggior parte dei casi questo ha rappresentato una delusione, ma d’altra parte mi è servito a riconoscere meglio le persone
genuinamente fuori dall’omologazione che regna incontrastata anche e purtroppo in ambito indie.

Hai prodotto tantissimi gruppi. Non hai mai pensato di formarne uno tutto tuo?
Mi piacerebbe, ma non so suonare nessuno strumento e non ho grandi idee….

Internet ha ormai un ruolo fondamentale nella diffusione della musica grazie anche ai programmi di file sharing. Naturalmente anche i dischi Wallace si diffondono in questo modo. Cosa ne pensi? Ritieni che sia un bene o un male per la tua etichetta?
Non saprei dire se è un bene o un male, so che anche io ho messo in sharing alcuni dei miei dischi (seppure in vendita). Boh… io pubblico dischi perchè possano essere ascoltati, non per venderli. Il fatto di venderli è un esigenza che nasce dal fatto che non posso spendere tutti questi soldi per poi regalarli..o meglio, mi piacerebbe, ma non ho tutti quei soldi, quindi per me vendere un disco è quasi come cercare un contributo alle spese sostenute.

La Warp Records è probabilmente una delle prime entità indipendenti a varare un sito, BLEEP, nella quale è possibile scaricare a pagamento tutto il catalogo (anche le uscite ormai introvabili) dell’etichetta. Pensi chein futuro anche la Wallace possa prendere in considerazione un progetto simile?
Non credo…mi piaciono molto i dischi anche in qualità d “oggetti” e quindi credo che continuerò a stamparli finchè potrò. C’è da dire anche che non mi piacciono gli mp3, hanno una qualità sonora scadente e sebbene io non sia un maniaco devo anche riconoscere che un buone disco ascoltato bene è tutta
un’altra cosa rispetto ad un mp3 con la ventola del pc che gira sotto….

Avendo a disposizione un budget doppio rispetto a quello attuale per cosa spenderesti i soldi aggiuntivi?
Per fare copertine più belle o ricche, per pagare qualcosa ai gruppi oppure per regalarli a chi sembra essere interessato. Comunque non ho budget a disposizione, ho solo spese che ricavo dal mio stipendio di impiegato in una multinazionale…..

C’è stato mai un momento in cui hai pensato “questo è l’ultimo disco che produco”? E’ ancora così difficile oggigiorno “sopravvivere” nell’industria musicale italiana?
Onestamente non sono mai stato toccato ne da picchi ne da crisi di mercato, ho sempre venduto pochi dischi e continuo così : in pratica non sono mai stato e mai sarò nell’industria musicale italiana. Posso continuare perchè c’è qualcuno che mi da uno stipendio fisso, se no non potrei permettermi di spendere tutti questi soldi in un attività che alla fine è un divertimento.
“Questo è l’ultimo disco” non l’ho ancora pensato, anche se in questo periodo sto meditando di darmi una calmata…ho finito i soldi che avevo messo da parte e la mia vita (che per fortuna non è fatta solo di wallace)
sta diventando un po’ troppo piena di cose per potermi occupare di 1 o 2 dischi al mese…..

Cosa consiglieresti a quei ragazzi (e non sono pochi) che intendessero dar vita ad una nuova etichetta?
Di avere un motivo per farlo : se questo motivo è trovarsi un occupazione dico di lasciar stare, se il motivo è divertirsi e nello stesso tempo essere convinti di costruire cultura è vivamente consigliato.

Non può mancare una domanda sul cinema visto che il logo della WALLACE si rifà ad un personaggio di un film di Quentin Tarantino. Fra i dischi che hai prodotto quale potrebbe funzionare bene anche come colonna sonora? E soprattutto in quale film?
Mah…decisamente le cose più sperimentali e meno noise o rock sono di facile ispirazione per una colonna sonora, anche se fatico a pensare ad uno dei miei dischi come colonna sonora….
Penso che i permanent fatal error potrebbero essere tra i più adatti ma non saprei dirti di quale film…

Un consiglio finale: 5 dischi usciti negli ultimi 12 mesi che vale pena comprare.
Ho appena sentito il nuovo dei Rollerball che mi piace molto, in realtà sto cercando di recuperare alcuni acolti degli ultimi due anni che non sono ancora riuscito ad ascoltare a dovere…mi è piaciuto Black Eyes, Chevreuil,
il nuovo Old Time Relijun, Cheer Accident…siamo a 5!

Pablo Aboytes

WALLACE RECORDS DOT COM

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