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Bibliophobia

Intervista alla NO REPLY

Intervista a Leonardo Pelo della NO REPLY, la casa editrice che, estende il concetto di scrittura, basando i suoi libri in un’interazione tra musica e parole scritte.

Rocco

1) Da cosa nasce l’idea di creare libri tra musica e letteratura?

A pensarci bene non è nostra, in fondo l’opera lirica si basa su parole, note e “spettacolo”; e ancora prima il teatro greco classico faceva lo stesso, con accompagnamenti musicali sontuosi… Insomma, è così da sempre.

Alla fine puoi comunicare da due punti di vista diversi e puoi dare sia emozioni diverse, sia approfondire un concetto senza risultare stucchevole.

2) La cosa che mi ha sorpreso più di tutto della No Reply è (diciamo) l’organizzazione di eventi “live”, incontri con gli autori ed i musicisti. Credete che questi eventi siano importanti per apprezzare meglio il libro?

Parlando sinceramente, non è che questi incontri facciano apprezzare meglio il libro, ma a livello di percezione lo rendono meno ostico.

Mettiamo un caso pratico; se seguo una performance dedicata alla prima uscita di No Reply (“Il Tuffatore – Racconti e opinioni su Flavio Giurato”, ndr) in cui il cantautore Flavio Giurato esegue “Il caso Nesta” e lo scrittore Stefano Massaron legge il suo racconto, magari finisco per divertirmi… a alla fine la “paura” per la faccia cupa di Flavio ;) e di un mattone di 200 pagine di libro svapora.

Credo, sinceramente, che si possa divertire, senza riunciare ad approfondire.
NON è un caso che organizziamo spesso eventi, quello di cui sono più soddisfatto è “La Biblioteca in Giardino” (quest’anno sarà dal 14 giugno al 29 luglio www.labibliotecaingiardino.it ndr), si riesce a dare vita a quello che si fa e si creano incontri, possibilità di confronto. Insomma oltre a essere un’occasione di divertimento è, egoisticamente parlando, un modo di crescere.

3) In base a che caratteristiche abbinate musicisti e scrittori?

Ogni progetto ha un suo percorso. Nel caso di “Il Tuffatore”, ci piaceva l’idea di esplorare un cantante da diversi diversi punti di vista, dunque da differenti generi letterari, volevamo creare un libro mosso, ma cherisultasse unito, compatto, coerente. E il bostik dovevano essere le note di Giurato.

Per “Contagi#1” invece abbiamo cercato di approfondire il concetto dal quale siamo partiti così abbiamo chiesto un saggio ad Aldo Nove sull’importanza della musicalità del ritmo nella narrativa e ai musicicisti abbiamo chiesto il ruolo della parola nelle loro composizioni. I brani scelti sono stati decisi insieme agli artisti, Bubola ha addirittura creato un brano ad hoc, tutte le canzoni sono coerenti con quanto avevano detto.

4) Le vostre scelte musicali si orientano soprattutto nell’underground italiano. è una scelta obbligata dal fatto che i cosiddetti “grandi artisti” italiani non sono disponibili, oppure i vostri gusti si orientano di più verso le sonorità di questi artisti underground?

Siceramente non lo so, quando con Andrea (Andrea Rossi, il responsabile musicale, ndr) ci confrontiamo sui cantanti alla fine ci diverte, senza pietismi, riscroprire autori che, secondo noi, non sono rimasti come dovevano, oppure provare a scoprire talenti, aprire uno spazio che prima non c’era. Certo forse almeno a livello inconscio evitare multinazionali e iper big può aver avuto un ruolo… Ma detto tra noi ,se Ivano Fossati leggesse quest’intervista e dicesse: “Cavolo, bel progetto, vi regalo delle canzoni, le volete?” probabilmente si sentirebbero urla di gioia fino a Roma…

5) Qual è un musicista che vorreste inserire in un prossimo libro? E quale scrittore?

Risposta facile ! Il prossimo libro è un progetto a cui credo moltissimo e che in questo momento, ci stiamo ancora lavorando, letteralmente è la cosa che mi interessa di più.

“Videre Leviter” di Luca Ragagnin. E’ una breve storia della televisione ritmata come una canzone, un modo di riflettere su 50 anni di tubo catodico, senza retorica o superficialità. Il testo è divertentissimo e per il cd abbiamo trovato la collaborazione di Max Casacci, Boosta, Samuel (sì, i Subsonica), Luca Morino, Gatto Ciliegia, Dr. Livingstone, gli esordienti Cinemavolta e il mostro sacro del jazz Furio di Castri. Tutti, ma proprio tutti, hanno musicato con passione i testi di Luca e seppure provenienti dai generi più disparati il cd è lineare, intenso, perfettamente coerente.

In realtà è il progetto inverso de “Il Tuffatore”, lì le note univano generi differenti, qui le parole hanno reso possibile un disco che passa dal jazz all’elettronica senza perdere in identità.

Piccolo promo: esce il 10 maggio!

6) Avete intenzione di aggiungere altre collane oltre alla collana Contagi? Avete già qualche idea su cosa tratteranno le prossime collane?

Sì, ci piacerebbe a novembre partire con la prima collana di sola narrativa. La volontà è sempre di inquadrare la realtà, dare -o meglio- provare a dare spunti di riflessione senza annoiare.

Due libri sono quasi sicuri, ma per pura scaramanzia non dico nulla.

7) Il prezzo di un cd gira intorno ai 15 euro. Il prezzo di un libro gira sempre intorno ai 15 euro, ma ci sono libri (anche di poche pagine) che arrivano ai 20 euro o anche di più. I libri che voi avete finora pubblicato sono di 196 o 256 pagine e vi è allegato pure un cd. Com’è possibile mantenere un costo così basso (16 euro), mentre il mondo dell’editoria sta subendo un mostruoso aumento dei prezzi?

Allora in realtà i nostri cidilibri costano 19 euro e 19.50, che comunque è poco. Poco per chi produce, ma purtroppo non è poco per chi acquista. Non ho voglia di lamentarmi del meccanismo distributivo, dico solo che alla fine devi fare delle scelte. La nostra è di diffonderci, noi abbiamo tutti un altro lavoro, quindi possiamo rischiare. Questo è il vantaggio della borghesia, può permettersi di fare quello in cui crede sapendo che ha le spalle coperte. Bene invece che in viaggi, facciamo libri che, almeno a noi, piacciono. In effetti, pubblico solo cose che mi piace leggere ed ascoltare. Questo sì che è un vero lusso!

8) Nel vostro sito scrivete descrivendovi:

But I have my answer
As I look to the sky
This is the time
Of no reply

Nick Drake, Time of No Reply

è una minaccia, una speranza o una promessa?

Una constatazione!

9) A questo punto come in ogni intervista vi lasciamo uno spazio a vostra disposizione per dire ciò che desiderate senza limiti e/o censure.

E dove è il divertimento allora?

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

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