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Caroline Lavelle – Spirit

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Molti di voi si chiederanno chi è Caroline Lavelle. Caroline è una brava violoncellista e ha avuto anche l'opportunità si suonare il suo strumento in “Washing of the Water” di Peter Gabriel. La prima canzone del disco è “Turning Ground”, una canzone bellissima costruita intorno agli archi i vocalizzi di Caroline , le tastiere e un basso che gioca un ruolo importante nel ritmo. Segue “Moorlough Shore” dall'intro sperimentale al quale si aggiunge presto in primo piano il violoncello della Lavelle in un assollo drammatico e ricco di pathos. Per capire qual è l'identità del brano immaginate la musica di Enya con una batteria elettronica e il risultato è quest'altra bella canzone. “Dream of Picasso” si apre nuovamente in maniera elettronica. A differenza dei primi questa canzone è assolutamente anonima anche perché Caroline ha cercato di fare un brano pop, fallendo miseramente. “Forget The Few” è un brano decisamente di tutt'altro spirito che merita di essere affiancato ai primi due. Una tastiera sulla quale sono stati campionati dei cori giocano un ruolo ritmico prima delle maracas, poi un'altra batteria elettronica. Ovviamente è da brivido l'interpretazione vocale della violoncellista che fa trasparire anche il suo strumento. “Lagan Love” è un brano che fa viaggiare lontano con la mente. Una tastiera new age suona ripetutamente lo stesso accordo mentre un arpa fa la melodia. Poi si aggiungono ritmi tribali (come al solito elettronici) e il brano si rovina ma non per questo sfigura. “A Case of you” è bella ma ha il sapore di qualcosa di già sentito, di datato. “Waiting for Rain” è un altro brano sperimentale dove non si capisce bene dove si vuole andare a parare. Non si mette in dubbio il fatto che si tratti di un brano elaborato ma sicuramente sgradevole. Le ultime canzoni sono “Desire”, “The Island”, “Sleep Now” e Sheherazade. Le prime tre sono brani senza infamia e senza lode. Invece l'ultimo citato è veramente stupendo.
Questo è un disco che può essere apprezzato solo dopo ripetuti ascolti ma per amarlo bisogno prima saper apprezzare il genere, che non credo sia molto coltivato dai fan di Peter Gabriel

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