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Radiohead – Kid A

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1997: OK Computer. Ma la data non conta, perché come si è detto molte volte già siamo (musicalmente e non solo) qualche anno in avanti. 2000: Kid A, il seguito di uno dei più importanti album degli ultimi anni. Lo metti nel lettore, fai partire il tutto, e la prima cosa che pensi è “mi sa che ho sbagliato CD”, sulle note iniziali di “Everything In Its Right Place”. Poi arriva una voce aliena, anormale, strana, e la riconosci subito, e capisci che è la voce di Thom Yorke. E a quel punto te ne freghi di chi dice “il rock è quello con le chitarre”, di chi dice “questa è la svolta elettronica dei Radiohead”. Te ne freghi dei paragoni, di “Creep”, di tutto “The Bends”, di “Ok Computer” addirittura. Te ne freghi di tutto. Ti ritrovi a seguire la nenia del brano d'apertura, a immaginare cosa vogliano dire i frammenti misteriosi ripetuti ossessivamente come un mantra da Thom, mentre un tappeto di suoni nuovi, bianchi, sostiene la sua voce. Scopri poi che il “Bambino A” che dà il nome al disco e alla seconda traccia sarebbe il nome dato al primo bimbo clonato. Riascolti tutto il disco e scopri anche che, in effetti, non hai mai sentito niente di così ossessivo e di così ossessionato dalla realtà. Come dice “Idioteque”, “this is really happening”, “questo sta davvero accadendo”. “Idioteque”: la paura, il lamento di persone che scappano, da cosa non si sa. Fuggono. Si nascondono in un bunker, tra telefonini che squillano e i ghiacci che riconquistano la terra. Paura che finisce anche nel moderno inno nazionale, quel “The National Anthem” fatto di poche parole, di pochi significanti ma di tanti significati. Così come le frasi sconnesse di “Morning Bell” danno voce a piccoli mostri (“Cut the kids in half”, “Taglia i bambini a metà”, e l'inquietante “The lights are on but nobody's home”, “Le luci sono accese ma non c'è nessuno in casa”), sembrano quasi bozzetti (sotto forma di parole) di piccoli, odierni drammi. E tutto ciò senza bisogno di ricercare per forza il ritornello, la cosiddetta forma-canzone. Ma anche quando la forma-canzone viene rispettata, per esempio in “Optimistic” e “How To Disappear Completely”, in fondo niente cambia nel campo della bellezza, pardon, della Bellezza. “Kid A” è la Bellezza forse proprio perché la perfezione, pur non venendo ricercata per forza (come è accaduto molto probabilmente per “OK Computer”), emerge in ogni istante che separa l'inizio dell'album dalla sua fine. Già: “Pablo Honey”, l'inizio; “Kid A”, un nuovo inizio. E non solo per i Radiohead.
Magnifico.

Tracklist

1. Everything In Its Right Place
2. Kid A
3. The National Anthem
4. How To Disappear Completely
5. Treefingers
6. Optimistic
7. In Limbo
8. Idioteque
9. Morning Bell
10. Motion Picture Soundtrack

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