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Radiohead – Pablo Honey

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A 10 anni di distanza è molto difficile parlare di “Pablo Honey”, esordio dei Radiohead. Di acqua sotto i ponti ne è passata per la band di Oxford capace di sfornare una perla dopo l'altra, dal rock di “The Bends” alla psichedelia ossessiva di “Ok Computer”, passando gli ibridi e ambigui gemelli “Kid A” e “Amnesiac”, fino all'ultimo capitolo di questa stupenda storia, “Hail To The Thief”.
E “Pablo Honey”? Ce lo siamo dimenticati…forse offuscato dalle glorie che lo hanno seguito, ma di cose da apprezzare ce ne sono davvero tante.
Si tratta di un disco pop-rock suonato con i classici strumenti chitarra-basso-batteria. E i Radiohead lo sanno fare bene, eccome, creando pezzi in bilico tra calma e irruenza come la travolgente “Anyone can play guitar” o l'iniziale “You”, una canzone d'amore sommersa irrevesirbilmente da un'irrefrenabile ondata chitarristica.
C'è spazio anche per la schizofrenica “How Do You” che si lascia andare esplorando territori più inusuali incorporando al tempo stesso un'irresistibile vena pop.
Pop di ottima fattura, quello dei Radiohead, che non perde mai ispirazione e originalità, tranne in qualche sporadico episodio. Vedi “Stop Whispering”, dove Thom Yorke si dimentica di essere Thom Yorke, avventurandosi in un tributo a Bono. Perdonabile.
Tutto il resto, impeccabile dimostrazione dell'ineccepibile bravura dei Radiohead.
Proprio in chiusura arriva il capolavoro, quella “Blow Out”, che sorprende ed incanta con il suo incedere jazzato che acquisisce piano piano suoni e rumori fino ad esplodere nella distorsione finale, dove la voce di Thom York si eleva sopra tutto con classe. Un finale decisamente sorprendente e inaspettato, ma proprio per questo stupendo.
Ora vi chiederete…e “Creep”? Il primo singolo dei Radiohead, il brano che li ha resi famosi, che li ha fatti conoscere al grande pubblico. Un altro capolavoro, una languida e timida ballata sempre pronta ad esplodere insieme alla voce di Thom Yorke che sul finire, spinta da due accordi tellurici, smette di sussurrare e si lancia in un ipotetico grido d'aiuto. Eccezziunale veramente.
Non l'ho voluta citare prima perchè avrebbe attirato su di sè tutta l'attenzione, restringendo “Pablo Honey” ad un semplice elogio delle qualità di “Creep”. Cosa che non è.
Ora, in tutta sincerità…ascoltare a dieci anni di distanza, conoscendo a memoria tutto il percorso dei Radiohead, questo disco d'esordio, fa quasi tenerezza e affiancato ai giganti citati in apertura può sembrare quasi un nano…ma quanti dischi d'esordio sono in grado di ricevere così tanti elogi?

Tracklist
1. You
2. Creep
3. How Do You?
4. Stop Whispering
5. Thinking About You
6. Anyone Can Play Guitar
7. Ripcord
8. Vegetable
9. Prove Yourself
10. I Can't
11. Lurgee
12. Blow Out

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