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Escapism – Industrial Scream

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Tracklist

1. Solo x sè (7:15)
2. Cardinal Burn (6:32)
3. Industrial Scream (2:36)
4. Nothing has been changed (11:38)
5. Oinos e Luna (9:01)

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Strana ed insolita creatura questo “Industrial Scream” degli Escapism, un demo
strabordante di idee e genialità che lo farebbero
annoverare nel luogo comune dei “dischi non facili”. E' questo un disco complesso che attraversa abilmente tratti di Metal strumentale, ritmiche industrial il tutto in una risposta globale di Rock Progressive fuso tra melodie nordiche e del progressive tutto italiano (e rimpianto) del passato. Interpretazione e composizione in stile
teatrale, grazie anche alla grande prova vocale del cantante Andrea De Biasi, ma è l'impianto strumentistico,melodico e compositivo di Lorenzo Cigaina a dare piena vita all'intero progetto Escapism. Cigaina è oltretutto produttore dello
stesso demo, che proprio per questo ha qualche pecca in registrazione, cosa che però non influisce troppo sull'ascolto dei 5 brani, o meglio, 5 mini-opere. Resta difficile a chi ha il compito di recensire una così poliedrica creatura scinderne
gli elementi e renderli comprensibili ai lettori. In casi del genere preferisco cavalcare l'onda emotiva che si presenta nell'ascolto di questo disco, e devo
dire che di emozioni ne suscita molte. Questa è probabilmente la 50esima volta che lo ascolto ed ogni volta mi blocco davanti a questo testo per paura di scrivere boiate tecnicistiche che non farebbero di certo giustizia ad un gruppo così valente.
Credo invece che l'impressione da semplice ascoltatore è quella che rende più soddisfatto un'artista che di musica e strumentistica ne sa già per conto suo, soprattutto nel caso degli Escapism. 37 minuti di assoluta estraneazione dal mondo
introdotti da un'angosciante telefonata senza nessuno dall'altro capo, parte la nervosa ed incalzante ritmica della batteria a dare il via a “Solo x Sè”. Pezzo in italiano dal testo criptico quanto espressivo, ad un orecchio poco allenato
è probabilmente il più accessibile grazie ad una più schematica scansione strofa-ritornello.
Con il numero 2 troviamo Cardinal Burn, pezzo scritto in inglese: stavolta torniamo negli spazi angusti di suoni freddi, soli strumentali e teatralità vocali che lasciano un vago senso d'angoscia nella spiazzante imprevedibilità melodica. Al centro dell'opera vi è la title-track, totalmente strumentale e quella in cui si palesano maggiormente gli influssi industrial nell'uso ipnotico e “decadente” dei sintetizzatori. Ma è solo il preludio per l'imponente e stupenda “Nothing has been changed”, una lunga suite divisa in 3 parti (Nothing has been changed,
The angel of loneliness, Damnation) un'impostazione teatrale che non può che portarci
alla mente gruppi come Dream Theater (per l'ambito metal), Pink Floyd, ma soprattutto
King Crimson. Una grande opera rock progressive a 360° con ottimi approcci melodici e lunghe cavalcate ritmiche che lasciano quantomeno interdetti alla fine degli 11:38 minuti. Il cd chiude con “Oinos e Luna” in cui il gruppo nella prima parte della canzone si spoglia delle distorsioni e dei sintetizzatori, lasciando spazio alla chitarra acustica che accompagna la bellissima voce di Andrea nell'interpretazione di questo dolce pezzo, nuovamente in italiano. I controcanti sono azzeccati, ma purtroppo tendono a diventare un difetto a causa della discreta registrazione.
Nel finale del pezzo c'è un ritorno alla linea melodica prog-industrial che accompagna l'intero disco. Finisce così questa lunga, ma forse troppo breve emozione. Lascia uno strano senso di vuoto e lontananza dal mondo, come se si fosse camminato fuori dallo spazio.

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