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Afterhours – Siam Tre Piccoli Porcellin

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Mescal – 2001

alt.rock

I live, si sa, vengono pubblicati nella maggior parte dei casi quando una band ha bisogno di una pausa di riflessione, e servono spesso da spartiacque tra una fase e l’altra della propria carriera. Nel caso degli Afterhours il live “Siam Tre Piccoli Porcellin”, disponibile anche in versione doppia con un live acustico, è il disco in cui il chitarrista Xabier Iriondo Gemmi figura per l’ultima volta tra l’elenco dei musicisti, per finire in quello dei ringraziamenti nel successivo “Quello Che Non C’è”. Ma prima dell’addio alla band Iriondo ci regala, insiema a Manuel Agnelli, Giorgio Prette, Dario Ciffo, Andrea Viti e ad altri ospiti, un bellissimo live, tra i migliori dischi dal vivo che una band italiana abbia mai dato alle stampe. Direttamente da “Germi”, l’album d’esordio in Italiano, arrivano i primi due pezzi, una vera scarica d’adrenalina: “Germi” e “Siete Proprio dei Pulcini”. La bellissima “Rapace” e “Male di Miele”, dallo storico “Hai Paura del Buio?”, rendono benissimo e mandano in estasi un pubblico già riscaldato dalla “botta” dei primi due pezzi (anche se in realtà i brani sono estratti da diversi concerti). Da qui in poi è tutta una carrellata di pezzi più rumorosi alternati a momenti di relativa quiete: non mancano infatti né “Dea” né “Lasciami Leccare l’Adrenalina”, cantata all’inizio “a cappella” dal pubblico, per poi lasciare spazio alla voce di Agnelli, ma non mancano nemmeno come già detto gli attimi di calma come in “Simbiosi”, dove un ospite d’eccezione (Emidio Clementi dei Massimo Volume) legge un racconto scritto (mi sembra di ricordare) dallo stesso Agnelli. La band dunque non fa altro che confermare la propria bravura sia nei pezzi più incazzati come “Sui Giovani d’Oggi Ci Scatarro Su” che nei brani più viscerali (basti pensare alla straordinaria versione di “Dentro Marilyn”. La parte elettrica del live si chiude con “La Sinfonia dei Topi”, brano registrato in studio che lascia intendere una via d’accesso alla musica più sperimentale, che infatti emergerà successivamente. Nella parte acustica troviamo una versione di “Strategie” che toglie il fiato, con un arrangiamento scarno che, tolte le distorsioni della versione originale, riporta il pathos in primo piano; troviamo i brani più noti della band che erano stati scartati dalla parte elettrica, come “Non è Per Sempre”, “Voglio Una Pelle Splendida”, “Pelle” e “1.9.9.6.”; non manca la bellissima “Bianca”, che rende davvero bene in questa versione; ritroviamo “Male di Miele” e “Dentro Marilyn” (che, col ritornello cantato diversamente, forse perde un po’ della sua potenza); ma soprattutto troviamo una versione commossa e commovente di “Oceano di Gomma”, davvero una spanna sopra rispetto alle altre. Non manca, come per ogni unplugged che si rispetti, una cover, che in questo caso è “State Trooper” di Bruce Springsteen (da “Nebraska”), che precede “un pezzo che forse qualcuno conosce”, come dice Manuel, “Voglio Una Pelle Splendida”, ultima in scaletta. In totale, senza contare i tre brani ripetuti nei due dischi, abbiamo ben 27 brani (escludendo la cover) bellissimi che in media rendono anche benissimo dal vivo: cosa volete di più da un live?

TRACKLIST
1. Germi
2. Siete proprio dei pulcini
3. Rapace
4. Male di miele
5. L’estate
6. Non si esce vivi dagli anni ’80
7. Simbiosi
8. Sui giovani d’oggi ci scatarro su
9. Dea
10. L’inutilità della puntualità
11. Lasciami leccare l’adrenalina
12. Questo pazzo pazzo mondo di tasse
13. Ossigeno
14. Dentro Marilyn
15. Cose semplici e banali
16. La sinfonia dei topi

Bonus CD ACUSTICO
1. Strategie
2. Posso avere il tuo deserto?
3. Non è per sempre
4. Punto g
5. Male di miele
6. Simbiosi
7. Bianca
8. Tutto fa un po’ male
9. Oceano di gomma
10. Pelle
11. 1.9.9.6.
12. Senza finestra
13. Dentro Marilyn
14. State tropper
15. Voglio una pelle splendida

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