Menu

Recensioni

Afterhours – Non É Per Sempre

-

Ascolta

Acquista

Tracklist


Web

Sito Ufficiale
Facebook

Mescal – 1999

alt.rock

La fatidica terza prova in Italiano per gli Afterhours arriva dopo il bellissimo “Hai Paura del Buio?”. A questo punto la band di Milano ha davanti a sé un compito abbastanza arduo, ma ogni perplessità viene spazzata via al primo ascolto. Certo, in “Non E’ per Sempre” è meno evidente l’irruenza punk e noise che aveva caratterizzato molti episodi dei primi due album (basti pensare a “Germi” o a “Dea”), mentre aumentano le scampagnate nel pop, ma si tratta di pop sempre di ottima fattura e comunque non mi sembra che si sia mai visto l’Agnelli a Domenica In a suonare “Non E’ per Sempre”, dunque credo che una certa “integrità morale” sia stata mantenuta. L’inizio del disco è affidato a “Milano Circonvallazione Esterna”, che subito mostra un avvicinamento a sonorità diverse, con un uso massiccio delle tastiere. La title-track è un bellissimo esempio di ottimo pop, con un arrangiamento (specie per i violini) emozionante e con un testo bellissimo che parla di disillusione ma anche di speranza (“Il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire”). “La Verità che Ricordavo” ci riporta alle atmosfere distorte care agli After, e lo fa con una sincera autoanalisi della propria condizione (“Spiego ai miei sogni il concetto di onestà, loro che si son trasformati in una professione adatta”). “Oppio” ci riporta in atmosfere più rilassate, e precede il secondo episodio “distorto”, per così dire, del disco, “Non Si Esce Vivi dagli Anni ’80”, dove l’ironia di Agnelli emerge su un tappeto di chitarre davvero notevole. La scanzonata “Baby Fiducia” ci mostra ancora una volta il lato pop della band, ma dimostra anche che gli After sanno muoversi in questi territori senza risultare “già sentiti”. Nuovi suoni anche in “Tutto Fa’ Un Po’ Male”, con le tastiere in bella evidenza e un testo introspettivo che anticipa molte tematiche che la band affronterà in seguito. Tralasciando “Superenalotto”, non proprio originalissima, anche la seconda parte del disco regge benissimo, anzi a mio parere i capolavori del disco sono tutti qui, a partire dalla bellissima “L’Inutilità della Puntualità” (che ci ricorda che “Milano non è la verità”). “L’Estate”, con una bella prova vocale di Manuel, ci porta dritti verso due capolavori belli in modo diverso: “Bianca”, rilassata ma malinconica, e “Oceano di Gomma”, classico brano “che vale l’acquisto del CD”, cupa come solo una canzone sul lutto può essere. Entrambi i brani sono, a mio parere, tra le migliori cose fatte dagli After, e comunque sono segno di come la band abbia raggiunto una maturità musicale e di come “Non E’ per Sempre” sia sicuramente un album raro nel panorama italiano. Chiude il disco l’esperimento di “Cose Semplici e Banali”, con diversi suoni “strani”, che quasi vuole tirarci fuori dall’atmosfera cupa di “Oceano di Gomma”. Non all’altezza di “Hai Paura del Buio?”, ma quante band possono permettersi un disco così dopo un capolavoro composto da ben 19 brani?

TRACKLIST
1. Milano circonvallazione esterna
2. Non è per sempre
3. La verità che ricordavo
4. Oppio
5. Non si esce vivi dagli anni ’80
6. Baby fiducia
7. Tutto fa un po’ male
8. Superenalotto
9. L’inutilità della puntualità
10. L’estate
11. Bianca
12. Oceano di gomma
13. Cose semplici e banali

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close