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Interviste

Intervista a PAOLO BONORI

Dopo esserci occupati del bellissimo demo “Wave & Impressions” ecco l’intervista con Paolo Bonori.
Anche se Bonori, imprenditore 34enne di Rimini, non è un musicista professionista è in realtà un bravissimo compositore, come il suo esordio dimostra. Paolo Bonori suona il basso in due cover band, una dei Genesis chiamata “Dusk e-B@nd” e in una dei Pink Floyd, i “Floyd Machine”. Ecco cosa ci dice di lui e il suo disco.

Alessandro Casale


Prima di suonare con la Dusk e-B@nd suonavi in altri gruppi?
Si, suonavo con un gruppo dal 1984 in cui
suonavo il basso e un duo di sole tastiere in cui eseguivamo brani propri, piu’ qualche collaborazione in altri gruppi ma in maniera occasionale.

Nel tuo demo ci sono brani scritti tra il 1995 e il 2002. Ma effettivamente da quanto tempo componi?
In maniera sistematica dal 1990

Parlaci di “4 Seas”
4 seas e’ nata come scommessa. Dovevo
comporre 4 stagioni singole che durassero ciascuna dai 3,05 ai 3,10 secondi, vinta la scommessa ho deciso di raggrupparle e farne un brano unico. Seas sta per “mari” poiche’ tutto viene visto dal mare e non dalla
terra, inoltre il tema delle stagioni mi sembrava troppo sfruttato.

Parlaci di “Rebus”
Rebus e’ nata come un piccolo studio su
metriche scomposte fra basso, batteria e chitarre. E’ un pezzo abbastanza difficile se ci si addentra, ma le linee melodiche che in molti punti affiorano riescono a renderlo piu’ comprensibile e sicuramente piu’ fluido.

Parlaci di “Il Passaggio Della Nave”
Brano della vecchia produzione. Schema
semplice, melodia come sempre molto diretta.

Parlaci di “Neil”…ma le voci cosa dicono?
Parte tutto dall’idea di rappresentare un
viaggio nello spazio in cui gli astronauti si trovano di fronte una forma di vita con le fattezze di una donna. C’e’ la partenza, l’approccio con l’alieno e una piccola “danza”… fino ad arrivare alla sua scomparsa e alla perdita di memoria degli astronauti che faranno ritorno a casa.

Parlaci di “Il Prato Oltre La Finestra”
Piccolo brano composto per inserirci una
voce. Qui siamo sul leggero rispetto alle altre
composizioni. Infati questa e’ la piu’ vecchia, la piu’ semplice e forse la piu’ “ingenua”.

Parlaci di “Wave Part I e II”
Wave I e Wave II in realta’ non hanno
nulla in comune se non il fatto di avere una struttura abbastanza simile. Erano i primi “esperimenti” in cui mi cimentavo sulle dinamiche e sui cambi “repentini”… non sempre apprezzati… ma indicano sicuramente il mio modo di essere e di sentire la musica.

Di quali strumenti, musicali e non, ti sei
servito per la realizzazione di quest’opera?

A parte rarissimi interventi di effetti speciali (Neil e 4 Seas), “suono” chitarra elettrica 6 e 12 corde, chitarra classica ed acustica, tastiere e basso.

Sbaglio, o sei stato molto influenzato da SELLING ENGLAND BY THE POUND dei Genesis e da SLOW DANCE di Anthony Phillips?
Non credo. Primo perche’ non ne avrei
mai le capacita’ per essere particolarmente
influenzato da Selling e poi perche’ Slow Dance non lo conosco:). Sicuramente le influenze derivate dalla musica che ascolto ci sono sparse qua e la e si sentono… ma credo sia inevitabile.

Hai scritto tu tutte le canzoni? Ci sono
coautori o persone che hanno, oltre a te, suonato nel CD?

Mi assumo tutte le responsabilita’:).
In questi brani suono solo io…. purtroppo:).

Non hai ancora pensato di pubblicare il tuo materiale? Penso che possa avere successo (domanda che ti ho già posto milioni di volte ma che vorrei ribadissi nei migliori dei modi per i lettori).
Ci penso continuamente. Sicuramente non
materiale di questo cd, anche perche’ e’ nato da una raccolta di brani troppo eterogenei e di periodidiversi e senza nessuna pretesa. Inoltre se qualcuno s’interessasse a me da questo punto di vista, il prodotto avrebbe sicuramente una batteria acustica suonata da un batterista e non una batteria programmata.

Suoni mai i tuoi brani dal vivo?
mai.

Ci parli dei DUSK e dei FLOYD MACHINE?
Sono entrambi due scommesse. In entrambe
mi sono dovuto cimentare in terreni ardui e questo mi ha permesso di migliorare molto musicalmente. Dei Dusk preferirei che ne parlassi tu (nonostante la nostra precaria performance di Milano:)). Nei Floyd Machine (www.floydmachine.it) sono entrato per caso, non sapendo quello che dovevo fare e soprattutto non avendo particolari capacita’ tecniche riguardo le tastiere e avendo poca dimestichezza con le sonorita’ blues. E’ stata una scommessa che ho vinto con ore di studio, le parti non sono complesse ma per me e’ stato comunque un ottimo risultato e sono felice di poterlo condividere con persone veramente in gamba e capaci.
Anche nel caso dei Floyd giriamo un po’ in tutta Italia portando uno spettacolo di musica, filmati, luci e fumo… ma anche tanto arrosto:).

Nella tua vita avrai sicuramente fatto tanti concerti, ma cosa ti è rimasto del 1st Genesis/Gabriel Tribute Festival a Milano?
Quando c’e’ la possibilita’ di incontrare
tante persone che conoscevi via mail, a cui avevi dato un volto virtuale, e’ sempre una gioia… anche se fosse una persona sola, ma il 21 febbraio eravamo in tantissimi e quindi per me (e per il resto della band) e’ stata una piacevolissima giornata che non dimenticheremo.

Per concludere, hai a disposizione un numero illimitato di righe per dire quello che vuoi.
Non sono un compositore e non sono un
musicista. Suonichhio qualche strumento e questo mi da sicuramente l’opportunita’ di esprimere determinate emozioni in musica… e’ l’unico modo per dare
veramente un mio valore alle cose e questo per me e’ importantissimo. Non so se un giorno qualcuno s’interessera’ veramente al mio modo di “comporre”… ma se dovesse arrivare io sono pronto.:).

Recensione di “WAVE & IMPRESSION

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