Menu

Recensioni

Nirvana – Nevermind

1991 - Geffen
Grunge / Alt. Rock

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Smells Like Teen Spirit
2. In Bloom
3. Come As You Are
4. Breed
5. Lithium
6. Polly
7. Territorial Pissings
8. Drain You
9. Lounge Act
10. Stay Away
11. On A Plain
12. Something In The Way
13. Endless, Nameless (Ghost track)

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Nevermind non è un semplice album. Nevermind=Nirvana=Kurt Cobain=Successo=Angoscia=Morte. E’ qui che comincia quella discesa incontrovertibile che portò Kurt a quel triste evento che lo istituì come il massimo mito degli anni ’90. Se nel primo album Bleach vi era solo una grande rabbia memore dei migliori Sex Pistols (non è casuale il richiamo del titolo a Nevermind the bollocks), in questo l’atmosfera comincia ad essere pervasa da un sottile velo di malinconia che risulterà essere la componente principale del successivo In Utero.

Il sound duro e grezzo di School e Floyd the barber ha lasciato il posto a melodie più orecchiabili e quindi più accessibili al grande pubblico. Sia chiaro che da qui a dire che si tratti di canzoni commerciali c’è un abisso di ignoranza. E’ indubbio però che Smells Like Teen Spirit sia da molti considerata la canzone perfetta, sebbene il testo no-sense. La sua forza sta nella semplicità: riff in apertura che è ormai assurto agli annali della storia musicale e poi la violenta entrata della batteria, dopodiché Kurt comincia il suo delirio di frasi apparentemente senseless: “with the lights out it’s less dangerous/here we are now, entertain us/I feel stupid and contagious/Here we are now, entertain us/a mulatto, an albino, a mosquito, my libido“. D’altronde Cobain ha sempre dichiarato di dare poca importanza alla musica, privilegiando il ritmo, la melodia. Da questo punto di vista Smells Like Teen Spirit è perfetta e diventa di diritto una delle canzoni più belle della storia del rock, a fianco di pilastri come Starway to heaven, The end, God save the queen, Wish you were here e Master of puppets.

Smells like teen spirit, ossia l’essenza del rock. Terminati questi 5 minuti di magia, mentre sei ancora in estasi lo stereo ti spara una dietro l’altra tante di quelle hit che non permettono di riprendersi: In bloom, Come as you are, Breed, Lithium: questi sono brani che basterebbero da soli a farti diventare famoso. Sono le canzoni che avresti voluto scrivere tu, e magari avresti anche potuto, data la loro semplicità. Questa è la classica dimostrazione del fatto che puoi essere anche Steve Vai o Jimi Hendrix, ma se non ci metti il sentimento conti poco: la tecnica non è tutto. Lo schema classico dei pezzi è grosso modo sempre lo stesso: inizio in sordina ed esplosione in crescendo. In questa prima cinquina fa eccezione Breed che è decisamente più punk del normale, più vicina allo stile del precedente Bleach. Lithium è un altro capolavoro, a mio parere non inferiore a Smells Like Teen Spirit. Qui si vedono i primi sintomi della malattia di Kurt: “I like it -I’m not gonna crack/ I miss you-I’m not gonna crack/ I love you-I’m not gonna crack/ I kill you-I’m not gonna crack“.

Polly riesce a commuoverti nonostante sia un dialogo tra una persona insicura (“want some help/please my self”) e un pappagallo. Territorial pissing è l’ennesimo cambio di ritmo che ti fa ritornare alla Londra del 77. Drain you torna sui livelli di Come as you are e Lithium con un formidabile Grohl alla batteria.

Kurt è ancora arrabbiato e lo dimostra accelerando batteria e assoli in Lounge act e Stay away. L’album si chiude con la gemma finale Endless, nameless: ultimo capolavoro basato su un atmosfera cupa data dalla voce quasi biascicata di Cobain e dal ricorrente tema della morte. Il brano era stato programmato per essere inserito alla fine dell’album dopo Something in the Way, ma poi venne accidentalmente lasciato fuori dal master finale delle prime copie stampate di Nevermind. Quando l’errore venne allo scoperto erano già state stampate circa 2000 copie del disco. Il gruppo scoprì l’omissione del brano dopo aver ascoltato per la prima volta l’album; Cobain chiamò la casa discografica chiedendo che l’errore venisse immediatamente corretto nelle successive stampe. Furono quindi aggiunti una decina di minuti di silenzio tra la fine di Something in the Way e l’inizio di Endless, Nameless, che apparve in tutte le successive copie di Nevermind.

L’album finisce qui. 59’37” per quello che è tra gli album più importanti degli anni ’90. Sicuramente l’album che più rappresenta un’intera generazione. Il suo successo diede ribalta all’intero movimento Grunge di Seattle, che riuscì a far presa tra i giovani ricorrendo al tema dello spleen e del malessere esistenziale. Nevermind non è però l’album più bello dei Nirvana, essendo troppo disomogeneo nel suo insieme. E’ lo spartiacque tra la rabbia giovanile (Bleach) e il definitivo abbandono della speranza (In utero) del suo leader. Il suo valore è però indiscutibile per la presenza di almeno 4 canzoni memorabili: Smells Like Teen Spirit, Come as you are, Lithium e Drain you.

Gli ascoltatori impreparati sono avvertiti: i Nirvana sono l’ingresso in un mondo fatto di angoscia e di rabbia, perciò se cadrà una lacrima ascoltando Endless, nameless sappiate che è perfettamente normale.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close