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THE COMPANY


Scheda


Titolo originale: The Company
Nazione: Usa/Germania
Anno: 2003
Genere: Drammatico/Musicale
Durata: 112′
Regia: Robert Altman
Sito ufficiale: www.sonyclassics.com/thecompany
Cast: Neve Campbell, Malcolm McDowell, James Franco, Barbara Robertson
Produzione: Robert Altman, Joshua Astrachan, Neve Campbell, Pamela Koffler, David Levy, Christine Vachon
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 26 Marzo 2004 (cinema)

The Company

Tante storie, nessuna storia. E’ questo il filo conduttore che tiene in piedi questo film. Non è altro che la frammentaria narrazione della vita di una compagnia di ballo-teatrale, con tutte le sue sfaccettature ed i suoi alti così come i suoi bassi. Inutile tentare di ricomporre la trama dato che è quasi impossibile trovarne una, inutile focalizzarci su singoli episodi o personaggi perchè nasce come un film “corale”, caratteristica ricercata constantemente dal regista.
Protagonista principale è la compagnia, ma se vogliamo andare a scovare la stella tra le stelle la troviamo in Neve Campbell, nella parte di Ry, che tolte le vesti della ragazza spaventata e perseguitata nella triade degli Scream, si cimenta come co-sceneggiatrice e produttrice del racconto di una passione riposta nel cassetto in gioventù. Nella parte della danzatrice si comporta egregiamente la Campbell, nonostante siano evidenti i tagli strutturali apportati per farla apparire all’altezza degli altri superbi ballerini del “Joffrey Ballet di Chicago”.
Tra gli episodi di questa vita di compagnia Altman non tralascia nulla; dalle forti amicizie venutesi a create tra chi vive ogni giorno a stretto contatto, alle storie d’amore interne ed esterne (una delle quali coinvolge la protagonista Ry), alle difficoltà psicologiche e fisiche legate agli infortuni, sino alla cinica e costante attenzione verso la precaria situazione economica. “Budget, budget, budget” ricorda Mr. A. a metà film tramite le parole del regista e l’interpretazione paterna di Malcolm McDowell, che riporta nelle vesti del direttore artistico il suo indimenticabile Alex de Large di Arancia Meccanica.
Un film estremamente realista, sia nella sceneggiatura che nelle tecniche utilizzate. L’uso del consueto “overlapping dialogue” (il chiacchiericcio che si sovrappone alla voce centrale) vuole far comprendere la confusione e l’ansia all’interno della compagnia. Lo zoom va a ricercare gli elementi del ballo, della fatica, delle sofferenze per giungere ad un unico scopo : lo spettacolo. Le sezioni intermedie del film fino all’exploit finale sono per l’appunto dei mini spettacoli, unici episodi realmente interessanti della pellicola in cui attori e regista danno il meglio di loro stessi. Camere alte e zoom precisi rendono l’idea di bellezza del balletto, buona fotografia a far da contorno ai reali protagonisti nel centro.
Sarebbe stato probabilmente più interessante uno spettacolo teatrale del “Joffrey Ballet di Chicago” sullo schermo cinematografico piuttosto che una pellicola tuttavia estremamente piatta e noiosa. Soltanto il genio di Altman e la bravura dei danzatori evitano la caduta a picco dell’intero film. I complimenti vanno anche a coloro che riescono a rimanere svegli sino alla fine.

Voto : 6/10

S[K]A

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