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Blonde Redhead – Misery Is A Butterfly

2004 - (4ad)
pop-rock

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Tracklist

1. Elephant Woman
2. Messenger
3. Melody
4. Doll is Mine
5. Misery is a Butterfly
6. Falling Man
7. Anticipation
8. Maddening Cloud
9. Magic Mountain
10. Pink Love
11. Equus

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Nel 2000 i Blonde Redhead pubblicarono “melody of certain damaged lemons”, disco che stupì la critica per la perfezione dei suoni e l’ampiezza delle atmosfere evocate, profondamente bello, sicuramente un punto di svolta per il gruppo e sorta di “album-plebiscito” per i fans, divisi fra nostalgici delle prime uscite che accuseranno quindi un po’ il colpo e entusiasti del nuovo suono che non potranno fare a meno di inserire “melody” fra le uscite più meritevoli dell’anno e fra le composizioni migliori dei blonde.
2004: i Blonde redhead escono dopo quattro anni di febbricitante attesa con il nuovo album: “misery is a butterfly” dopo il successo di “melody” che li attende al varco e dopo aver cambiato etichetta, passano quindi dalla touch and go (inutile ricordare i gruppi usciti su questa etichetta degni di nota, non basterebbero 100 pagine) e si accasano alla 4ad (anche qui non serve dire altro) confezionando un album ancora differente e forse di poche linee superiore al suo pluridecorato predecessore.
Prodotto da Guy Picciotto dei fugazi (chi li conosce ha già capito lo spessore) “misery” si avvale di una varietà di strumenti superiore rispetto ai precedenti lavori, importantissimo infatti è l’inserimento di parti orchestrali che si insinuano perfettamente fra gli strumenti andando a dare maggior risalto ai pezzi, in alcuni casi sostenendo proprio lo “scheletro” dei brani (sentitevi il singolo “elephant woman“) su cui vengono poi posati i suoni degli altri strumenti, delicati come mai prima e le voci di Kazu (in perfetta forma) e Amedeo creando un amalgama davvero perfetta, ogni suono è calibrato alla perfezione, pieno, senza sbavature o eccessi.
L’impressione che rimane nelle orecchie e soprattutto nel cuore dopo l’ascolto di “misery” è quella di aver ascoltato un album volutamente ambizioso e maledettamente riuscito, da un gruppo che si rimette in gioco ogni volta ed ogni volta centra l’obbiettivo con una precisione e una maestria unica.
Se il dolore fosse davvero una farfalla speriamo che il volo di questi delicati insetti non finisca mai!

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