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Elio E Le Storie Tese – Elio Samaga Hukapan Karyana Turu

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C'era una volta la satira, ovvero quel modo di dire le cose che prima ti fa fare una bella risata ma poi ti fa anche un po' riflettere al di là delle parole usate. C'era una volta anche il cosiddetto “rock demenziale”, che con gli Skiantos aveva toccato il punto più alto qui in Italia. E c'era una vola un gruppetto “senza pretese ma tutto simpatia”, come c'è scritto nel loro album d'esordio: Elio e le Storie Tese. Il gruppetto in questione si presenta sul panorama nazionale nel 1989 con un disco dal titolo che, tradotto dalla lingua dello Sri Lanka, dovrebbe significare “eiaculando e scorreggiando in onore di Elio”, il che fa ben sperare quando si acquista il CD. La ricetta degli Elii è semplice: una tecnica mostruosa messa al servizio di un rock demenziale che affianca le risate pure a citazioni spesso molto alte, a volte condite da giochi di parole che i fan provano a decifrare. Basterebbe la storica “Cara Ti Amo”, ormai entrata nel mito grazie alle frasi fatte che inquadrano alla perfezione il rapporto tra giovani uomini e giovani donne, per consegnare questo disco ai posteri, ma la freschezza e la genialità di questo prodotto si reggono su diversi pezzi da novanta: il tributo all'attore porno John Holmes nell'omonimo pezzo; il divertissement di “Carro”, ovvero un gioco linguistico basato sui proverbi; la schifezza canzonata di “Silos”; il rock'n'roll di “Cassonetto Differenziato per il Frutto del Peccato” (vi lascio immaginare l'argomento trattato). E poi c'è il capolavoro assoluto, “Cara Ti Amo”, un duetto-duello tra Elio e il tastierista Rocco Tanica che ormai, come gà detto, fa parte del linguaggio di noi giovani grazie ai botta e risposta tra i poveri maschietti e le fatali femminucce. E poi ci sono anche, per finire, i dialoghi tra una canzone e l'altra, assolutamente irresistibili. Insomma: l'esordio di un gruppo che resta a mio parere tra i migliori della scena italiana sia per trovate musicali che per indipendenza musicale è sicuramente ottimo, fresco e ben suonato, ed ha avuto l'indubbio merito di aver rilanciato un genere musicale che per troppo tempo è rimasto confinato, ingiustamente, tra i generi minori.

Tracklist

– John Holmes (Una vita per il cinema)
– Nubi di ieri sul nostro domani odierno (Abitudinario)
– Carro
– Nella vecchia azienda agricola
– Silos
– Cassonetto differenziato per il frutto del peccato
– Parakramabahu Rajatuma
– Piattaforma
– Cara ti amo (Risvolti psicologici nei tra giovani uomini e giovani donne)
– Cateto

(Nota: nella tracklist sono solo citate le canzoni vere e proprie, non sono cioè citati i dialoghi e le varie “interruzioni”)

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