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The Lord of the Rings Simphony, 23 maggio 2004, Londra

Londra, Royal festival Hall – 23 maggio 2004

THE LORD OF THE RINGS SIMPHONY (Shore)

London Philarmonic orchestra
Direttore: Howard Shore

LorenzoA

Ennio Morricone, uno che di colonne sonore un po’ se n’intende, sostiene che la musica non ha significato. E’ l’arte assoluta per eccellenza. Nel caso della musica per cinema sono le immagini ad illuderci magistralmente dell’esistenza di un fine ultimo delle note. La musica assume il valore narrativo del film, che ne diventa significato e significante.
La trilogia del Signore degli Anelli è stata un’ottima occasione per sfoggiare una colonna sonora che riassumesse tutti i felici clichet musicali della trionfalità dei grandi kolossal e di certa produzione holliwoodiana ed europea in generale.
Compositore prescelto per questo compito è stato Howard Shore (Il silenzio degli innocenti, Philadelphia e tante altre), che si è aggiudicato per Il Signore degli Anelli due premi Oscar.
Alla Royal festival Hall di Londra la London Philarmonic Orchestra, diretta dallo stesso Shore, ha presentato “The Lord of the Rings Symphony”, evento sold out dallo scorso gennaio.
La sala si presentava con orchestra e coro per un totale di circa 160 elementi sul palco, con, alle loro spalle, uno schermo da cinema in cui sono state proiettate le immagini, in sincro con la musica, dello storyboard dei tre film.
Le parti salienti delle tre colonne sonore sono state distribuite in sei movimenti, per un totale di due suites da un’oretta l’una. Magistrale il lavoro di Howard Shore nell’arrangiamento dei vari umori musicali: la sinfonia è stata composta in modo da seguire l’andamento della storia di Tolkien, in un fluire appassionante e pieno di pathos.
La narrazione comincia con l’avvolgente racconto sonoro dell’antefatto della creazione degli anelli, per poi entrare nel clima spensierato della Contea.
Entrando poi nel vivo della storia, la musica fa tetra, wagneriana, capace di estraniare l’ascoltatore dalla realtà di una sala da concerto per quella delle situazioni descritte dai film. Nei momenti di scioglimento ricorre il tema trionfale affidato agli ottoni, forse il più noto agli spettatori.
La seconda parte del concerto è un continuo alternarsi di musica preparatoria alla battaglia, battagliera, trionfale e infine di sentimentale distensione. L’orchestra è esaltante nella sua imponenza. Il folto coro crea delle potenti (anche solo per volume) suggestioni e ad ogni suo intervento è meraviglia generale.
A terminare il concerto l’ingresso di una cantante che ha interpretato la canzone “Into the west” (a dire il vero, non così necessaria in questo concerto) con cui Annie Lennox ha fatto parte delle registrazioni del “Ritorno del re”.
Howard Shore come direttore naturalmente risente del confronto con le grandi bacchette del panorama classico, ma la sua leadership fra i musicisti è comunque sempre presente e infervorata, fino all’invasamento. E non è poco.
Ciò che rende queste colonne sonore eccezionali è il comprendere addirittura una decina di temi che, presi singolarmente, potrebbero reggere da soli uno score di come se ne sentono tanti al cinema.
Inaspettatamente fra il pubblico dell’evento londinese non si sono visti i fanatismi che il Signore degli Anelli si è sempre attirato. Ci siamo salvati da spettatori vestiti da hobbit o armati di spada.
L’unica concessione a questi aspetti, il cartello sfoggiato in platea fra gli applausi finali: c’era scritto “One score to rule them all”. E’ una chiara esagerazione, ma lo spettacolo offerto dalla London Philarmonic Orchestra il 23 maggio è di quelli quantomeno difficili da dimenticare.
E allora, One Score to Rule Them All.

LorenzoA

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