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The Velvet Underground & Nico – The Velvet Underground & Nico

1967 - Verve
Rock

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Tracklist

1. Sunday Morning
2. I\'m Waiting For The Man
3. Femme Fatale
4. Venus in Furs
5. Run Run Run
6. All Tomorrow\'s Parties
7. Heroin
8. There She Goes Again
9. I\'ll Be Your Mirror
10. The Black Angel\'s Death Song
11. European Son

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“Soltanto cento persone acquistarono il primo disco dei Velvet Underground, ma ciascuno di quei cento oggi o è un critico musicale o è un musicista rock”.
Queste parole, pronunciate da un certo Brian Eno, sono probabilmente la migliore pubblicità per uno dei dischi che unanimemente viene definito tra i capolavori della musica rock.
I Velvet Underground guidati dalla figura carismatica di Lou Reed, dalla genialità chitarristica di Sterling Morrison, dal polistrumentista John Cale e dalla batterista Maureen Tucker, grazie al loro album di esordio sono entrati di diritto nell’Olimpo del rock. Nell’anno in cui furono pubblicati Sgt. Pepper e il primo lavoro dei Doors, questo disco uscito silenziosamente era destinato a cambiare la storia del rock. E’ impressionante ascoltare quanto fossero avanti a tutti i Velvet Underground e se tutti i gruppi alternative attuali esistono devono pagare sicuramente un forte dazio a questi geni. Il disco ospita la meravigliosa voce della cantante tedesca Nico (Femme Fatale, All tomorrow’s parties e I’ll be your mirror), ma Lou Reed domina la scena con le sue liriche tormentate e decadenti. Impossibile cogliere totalmente l’impatto rivoluzionario che quei testi dovevano avere sulle orecchie degli ascoltatori dell’epoca. Parlare di eroina, di sadomasochismo, di rendez-vous con gli spacciatori, della sofferenza del vivere, è quantomeno inusuale, farlo nel modo in cui ci sono riusciti è inimitabile. Si passa dallo xilofono di “Sunday Morning”, la cui melodia spensierata fa da contraltare ad un testo melanconico, al baccanale di “Heroin”, confessione di un drogato alienato dai mali della sua città, che parte lenta e impalpabile con un accennato arpeggio di chitarra e finisce in un’overdose di suoni e rumore a piena velocità. Ospite dell’album, dicevamo, è Nico, cantante tedesca, dotata di una voce tanto bella quanto spettrale, distaccata, extraterrestre. La cantante esegue “Femme Fatale”, ballata delicata, resa ancora più meravigliosa dalla sua voce che ammalia l’ascoltatore con il suo incedere fatale. Il canto di Nico domina anche “All tomorrow’s parties”, spettrale traccia posta a metà dell’album dotata di un andamento maestoso e colmo di cupezza. I punti più difficili e innovativi dell’album vengono toccati poi dalle canzoni di chiusura “The Black Angel’s Death Song” e “European Son”, dove i riff ripetitivi e nichilisti, si fondono ad atmosfere dionisiache inquiete e inquietanti: un antipasto della no wave newyorchese, un assaggio alla tavola del punk, una degustazione al banchetto del noise. Impossibile citare quanti gruppi si siano ispirati alle atmosfere di questo disco, un numero improponibile, segno dell’importanza della band, segno del suo carattere innovativo, della sua dirompente forza sperimentale!
Che dire di più? Non riuscirò mai a parlare bene a sufficienza di questo capolavoro da rendergli il merito che gli spetta. Basterebbe solo la famosa banane di copertina disegnata da Andy Warhol per acquistare questo disco, una pietra preziosa rimasta incastonata nella storia del rock.

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