Menu

Interviste

Incontro con MAX GAZZE’ – parte 3

Terza parte dell’incontro con MAX GAZZé svoltosi nella biblioteca di Lettere all’università di Siena.

Mao168 e Zappo

PR: Allora, noi continuiamo, però questo non vuol dire che non potete alzare una manina per fare qualche domanda…

MG: Bè ma l’aspetto tecnico magari può essere un po’ ostico…

PR: Ma magari c’è qualcuno che suona, no? …C’è nessuno?

MG: Non siate timidi, eh… qualche domanda, anche sciocca!

(e da un lato del giardino giunse una voce)

VOCE: Max, cantaci qualcosa!

MG: No, stasera! Vieni stasera che è più divertente! Mi vergogno in realtà… Senza lo strumento sono nudo!

PR: I rapporti con l’industria possono non essere facili per un musicista. Per esempio, come ti sei sentito alla firma del tuo primo contratto? E hai chiesto consiglio a qualcuno?

MG: Il mio primo contratto come solista che già purtroppo, ahimé, sapevo come funzionava il meccanismo per cui non mi sono lasciato… anzi, paradossalmente ero molto più attento all’epoce che adesso. Adesso tanto son contratti standard che vengono modificati; ci son persone apposta che mi aiutano nel modificarlo senza che ci perdo troppo tempo. Adesso il problema, più che nel contratto discografico è nella discografia in generale che c’è un problema. Un problema di pirateria e anche di assenza a livello governativo di attenzione verso questo settore di lavoratori che sono sia i discografici che i musicisti. C’è poi la questione del prezzo del disco che non è uguale dappertutto… purtroppo non ho potuto fare niente anche lottando… il mio disco in alcuni punti vendita costa 20 euro, 21, in altri 15. Per cui questa cosa così altalenante è molto difficile da contrastare per noi artisti che poi alla fine guadagnamo il nostro euro su ogni disco venduto, per dire, da quello che è il prezzo di 12 euro. Esce il disco dalla fabbrica a 12 euro, tutto il resto è distribuzione, negoziante e cose varie… E poi c’è il problema della non presenza a livello governativo per aiutare la musica, in qualche modo. Mi vien da pensare che forse, come sta accadendo ultimamente anche leggendo i giornali di oggi (28 aprile) che vogliono togliere la diretta sul concerto del primo maggio per esempio, che c’è una censura. E quasi mi viene in mente come se ci fosse una volontà a far si che tutto ciò che viene detto dagli artisti, dai musicisti, dai cantanti… io magari nel mio piccolo dico delle cose, ma c’è gente tipo Frankie Hi-NRG o anche lo stesso Daniele Silvestri, che a questo punto vengono molto limitate… In questo ultimo primo maggio ci sarà una grande polemica; penso che partirà da oggi in poi perchè è una decisione presa oggi però c’è una volontà ad ostacolare e a mettere a tacere tutto ciò che può essere l’unica voce libera di comunicazione che il nostro governante proprio non vuole avere a che fare. Per cui adesso il problema della musica è un problema serio, anche a livello di lavoratori che vengono licenziati. Sono state licenziate 3000 persone ed è un problema sociale molto serio perchè la gente che viene licenziata rimane a casa. E chi fa musica, chi è già al vertice e già fa dischi e vende tanti dischi, va bene… Ma il problema serio è per chi fa nuove cose. Ci son dei gruppi che hanno delle idee molto interessanti, degli artisti… ma non hanno possibilità di accedere al mercato perchè non ci sono più soldi per investire su progetti a lunga scadenza. Ciò significa che sentiamo solo delle cacate musicali, tante cacate musicali perchè sono progetti fatti così, studiati apposta in cui c’è un investimento ben preciso e diventa veramente come vendere un prodotto. Tutto ciò che ha bisogno di un lavoro a lunga scadenza non può essere più seguito. E questo è un problema, a parte la fascia media di artisti al quale magari anch’io stesso appartengo, soprattutto per chi emerge e per chi decide di fare della musica un mezzo di comunicazione. Purtroppo l’Italia è l’unico paese in cui devi fare lo slalom tra i dischi per terra, quando passeggi a Roma o a Milano devi fare lo slalom… OOOPS… Oppure possiamo fare anche così: possiamo distribuire i dischi alla NASA e li usiamo come piastrelle per lo shuttle e poi quando lo shuttle va, queste piastrelle vengono liberate dallo shuttle, si troveranno i dischi distribuiti dappertutto… Sulla spiaggia “Oh, tah! Un disco di Jimi Hendrix”. Questo potrebbe essere un bel modo per distribuire i dischi. Altrimenti c’è un problema sociale abbastanza serio, quindi a parte la vendita, la pirateria e tutto, c’è una non azione governativa che non impedisce che tutto ciò degradi e questo mi preoccupa un po’. Purtroppo oggi sono rimasto molto intristito da queste notizie… sia anche par-condicio/non-par-condicio, è tutta una scusa per mettere a tacere chi dice delle cose attraverso la musica. C’era proprio un articolo in cui Daniele (Silvestri) l’anno scorso aveva detto “L’unica guerra che dobbiamo fare è quella contro la battaglia del governo verso i giudici”. Per cui ha detto questa cosa al primo maggio e adesso hanno deciso di non fare la diretta sul primo maggio ma di mandarla in differita di un’ora e mezza in modo che loro hanno il tempo di tagliare. Questo controllo mi sembra più di regime che di libertà e di democrazia. Adesso non voglio aprire un discorso… Ho delle mie opinioni ben precise su ciò che accade e potete anche immaginarle… con quel CAFONAUTA!

(risate ed applausi a scena aperta)

MG: Io mi immagino Bush e Berlusconi che navigano nel cosmo della cafonaggine, coi catenoni… e quell’altro, Bush che fa “WE GONNA WIIIINNNN”, un po’ al rallentatore. Già me l’immagino loro due… Vabbè, comunque evidentemente purtroppo tutto ciò che accade rende palese che non esistono guerre contro terrore e terrorismo… certo tutto ciò è una conseguenza ma… tutto ciò che accade io credo fermamente che sia una conseguenza della politica estera americana, non del popolo americano; perchè poi ho lavorato proprio ultimamente con ragazzi americani, il batterista di Iggy Pop ha fatto la tourné adesso in Europa… se tu pensi solo a New York come città, io penso che tutti i newyorkesi sono contro…

PR: Eh, ma New York non è America… I newyorkesi volentieri si allontanerebbero proprio giuridicamente come stato sovrano dal resto degli Stati Uniti…

MG: Anche se poi vedi che tutti gli attentati, l’11 settembre… eppure dovrebbero essere i primi ad essere colpiti, ma loro hanno già fiutato qualche CARRRROGNATA che ci sta. E poi adesso ovviamente è da ricordare che i primi italiani ad andare in Iraq prima dei militari sono stati i rappresentanti dell’ENI… e poi i militari. Per cui, purtroppo, ahimé, ci sono degli interessi economici molto forti. Ma poi tutto ciò… adesso non è neanche giusto e forse difficilmente pensabile di ritirare, per dire, le truppe adesso perchè significherebbe … però una cosa che ho sentito dire da un politico della sinistra, un’alternativa interessante che potrebbe essere proprio quella di togliere tutte le forze di occupazione e mandare delle forze di non occupazione. Perchè uno dovrebbe pensare più alla logica e tu logicamente che faresti… pur non conoscendo al 100% i fatti, però esistono delle intuizioni, no? Uno dice “Ma come è possibile che tutto ciò sta accadendo? Ma questo non ha senso!”. Eppure uno segue un po’ la logica e capisce che ci sono delle soluzioni diverse rispetto anche a quelle che vengono proposte e dettate da una serie di interessi geopolitici ed economici purtroppo, hai capito? Ci sono degli interessi geopolitici dalla caduta del muro di Berlino… il problema può essere la Cina, l’Afganistan, il petrolio… C’è stata tutta una manovra già annunciata dall’ex-ispettore delle Nazioni Unite, Scott Ritter (?), il quale nel ’98 ha annunciato tutto ciò che sarebbe accaduto adesso perchè faceva parte di un piano e dalle elezioni taroccate di Bush in poi, tutto ciò è avvenuto in linea con tutto quello che era il progetto. Per fortuna che si son fermati alla Siria prima di… quando hanno cominciato a dire che la Siria ospitava le armi di distruzione di massa, le armi chimiche e che ospitava i terroristi, c’è stato veramente qualcuno che gli ha detto “Datte una calmata, tanto t’abbiamo sgamato!”. Speriamo solamente di riuscire a considerare questo…

PR: Un piccolo dettaglio che mi piace ricordare a questo proposito, una storia di cui s’è scritto all’inizio e poi non è stata più ripresa da nessuno, almeno che io sappia: una grande multinazionale americana alla quale è stata affidata gran parte della ricostruzione fra innumerevoli, è partita nel peggior stile “italiota”, come diceva Gianni Brera, ovvero sia sono state appurate una quantità di creste, letteralmente creste, sui preventivi forniti al governo americano per l’intervento di quest’azienda in Iraq, che raggiungeva mi pare i 400 milioni di dollari. Questo a conferma che non stiamo cianciando di propaganda ma che davvero la logica e il buon senso e quella serenità e quella consapevolezza che si dovrebbe accompagnare alle decisioni importanti non sono state nemmeno prese in considerazione da chi ha in mano purtroppo per noi i destini del mondo, perchè di questo stiamo parlando, non di una partita del campionato di calcio…

MG: Però purtroppo è questo… ora per concludere il discorso, ma io mi ricordo bene quando ci fu questa iniziativa da parte del governo americano di attaccare l’Iraq, come attacco preventivo… Nessuno era d’accordo, tutti quanti si tirarono indietro; appena ciò è avvenuto adesso tutti quanti che vogliono andare lì. Poi c’è chi ha mantenuto la coerenza… Purtroppo l’ONU è morta lì. Quello è il problema, perchè non esiste un’altra potenza a contrastare questa cosa…

PR: Anche perchè gli Stati Uniti non pagano all’ONU una quantità di arretrati straordinari, per cui il problema dell’ONU che non funziona è un problema politico ma è anche un problema di risorse. L’ONU è una macchina imponente e costosa: se non c’è la volontà di mantenerla in vita evidentemente poi non affluiscono neanche le risorse che la mantengono in vita. Il risultato è che Kofi Hannan fa il 2 di briscola tutte le volte che apre bocca e le cose stanno come stanno. Per cui non esiste un’intercapedine tra le frizioni del mondo e i potenti del mondo. I potenti del mondo escono di casa e dicono “Oggi andiamo a fare il culo a questo, domani lo andiamo a fare a quell’altro!”. Perchè questo è quello che purtroppo succede in un Paese al quale dobbiamo moltissimo, per esempio la musica rock e tanta buona letteratura e tanto grande cinema, dobbiamo però anche il fatto, e non ce lo dobbiamo dimenticare, che dalla guerra di secessione in poi, perchè anche quella era una guerra di espansione, gli Stati Uniti non hanno smesso di fare guerre in ogni angolo del mondo…

MG: Poi giustamente, molto astuta la mossa di Bush di venire in Italia il 4 giugno… Qui veramente, Kofi Hannan… l’ONU e Kofi Hannan… Coffee e a nann… Caffè e a nanna!
No, vabbè… Purtroppo c’ho una grande tristezza, io lo devo dire, sono molto amareggiato perchè poi l’incazzatura finisce ad un certo punto no? e quando finisce l’incazzatura fuoriesce l’amarezza e la tristezza… Sono molto triste, devo dire che non riesco… purtroppo, dovendo avere a che fare anche con delle cose che riguardano una certa sensibilità, il comprendere la musica, il comprendere degli aspetti dell’esistenza, delle cose… tutto ciò mi inquina a tal punto che non riesco più neanche ad essere obiettivo, non riesco più a seguire, e allora spengo, cambio canale. Quando vedo il programma di… e parlano della guerra e si inventano delle cose, parlano per nozionistica. Anch’io parlo per nozionistica perchè comunque la verità non la sapremo mai, tutto sommato. Però purtroppo sentiamo tutti che c’è il marcio in tutta questa storia.

PR: Comunque, al di là delle supposizioni “se è vero Vietnam oppure no”, e lo è per certo perchè lo dice anche Giorgio Bocca che è un signore di 80 anni che ha le idee molto chiare ma che sicuramente non posso considerare un mio compagno di ideali anche se lo rispetto enormemente e come individuo e come giornalista, hanno mandato Colin Powell con la sua faccia nera a dire che “Sì, probabilmente è vero: le armi non c’erano” e chissà perchè abbiamo fatto questa guerra…

MG: Ma perchè, tu avevi dei dubbi?

PR: No, ma quello che mi fa impressione è che il responsabile della difesa americana venga mandato avanti a dire una cosa del genere che è come buttare l’osso al cane perchè non rompa più le scatole…

MG: Sì ma, in qualche modo adesso vedrai che usciranno tutte queste cose. Mentre vent’anni fa l’informazione era comunque più lenta, adesso questa informazione a colabrodo…

PR: Era anche più monolitica, più a monoblocco… Oggi per fortuna, in qualche modo ci sono fonti alternative, ci sono possibilità alle quali uno può attingere in maniera costante, quotidiana, se ha voglia di farlo e può costruirsi davvero un suo giornale e di conseguenza un’opinione…

MG: Proprio per questo adesso tutte le cose, le verità vengono fuori molto prima. Quindi mentre l’assassinio Kennedy magari c’è voluto vent’anni, adesso per questa storia in Iraq, nel giro di cinque anni uscirà tutto, la storia dall’11 settembre in poi. Poi basta informarsi, basta capire, senza dover credere necessariamente alle ipotesi. Però queste ipotesi servono per capire se ci son dei legami, no? Come avere tanti pezzi di un mosaico e cercare di metterli insieme e, con la propria intelligenza e la propria coscienza e la propria curiosità, capire dove stà la verità. Per cui è importante farsi un’opinione per capire dove stà la verità.

continua…

1^ Parte
2^ Parte
4^ Parte
5^ parte

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Articoli correlati

Close