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Monografie

Ash Ra Tempel

Tra i pionieri del kraut-rock cosmico tedesco, discepoli di Timothy Leary, guru della psichedelia e delle sostanze psicotrope.


Come potrei rimanere obiettivo quando si parla di un gruppo come gli Ash Ra Tempel, la chiave di svolta di una intera epoca musicale, che lanciò sulla scena le figure di Manuel Gottsching e Klaus Schulze.
Credo sia davvero impossibile se non che la loro musica, annoverata tra le mie preferite, è una entità a se stante, qualcosa di unico e forse irripetibile. Proprio così, perché se da una parte troviamo l’abilità tecnica indiscussa dei componenti degli Ash Ra Tempel, dall’altra non possiamo di certo escludere il loro contatto con gli insegnamenti di Timothy Leary, guru psichedelico trasferitosi da poco in Svizzera (dato che la Germania non gli diede il permesso), intorno al quale si formò una cerchia di poeti, letterati e musicisti. I suoi insegnamenti sull’acido lisergico, sui quattro stati della coscienza-conoscenza umana, furono punto di forza per la formazione della musica spazio-temporale improvvisata che si fece conoscere come Krautrock; nome preso dall’etichetta Kosmische Musik.
Tra i tanti discepoli troviamo proprio gli Ash Ra Tempel. Partendo dalla genesi ci dobbiamo imbattere nella carismatica figura del chitarrista Manuel Gottsching, già in contatto tra il 1968 e il 1969 con il compositore svizzero d’avanguardia Thomas Kessler, fondando nel 1970, a Berlino, con Klaus Schulze e Hartmut Enke, il nucleo di partenza degli Ash Ra. Sicuramente in un ambiente ancora troppo giovane per poter parlare di musica cosmica, e con soli Tangerine Dream, Amon Duul, Can e Kraftwerk, tra i più importanti rappresentanti della scena tedesca, gli Ash Ra Tempel debuttarono nel 1971 con il loro album omonimo, in un tripudio di psychedelia, musica esotica e improvvisata. Due lunghe jam, se così possiamo chiamarle, “Amboss” e “Traummachine”, formando un clima surreale tra la chitarra di Manuel, le percussione di Klaus e la seconda batteria di Harald Grosskopf, il tutto circondato dal suono del sintetizzatore come amalgama per atmosfere di meditazione, di distaccamento totale dal mondo materiale. Dopo questa prima uscita Schulze lascia il gruppo per tentare la carriera solista e sarà sostituito da Wolfgang Muller, con il quale gli Ash Ra Tempel produrranno la loro seconda uscita, “ Schwingungen” del 1972. Se non il disco più riuscito è sicuramente il più completo, che riesce a fondere un susseguirsi ininterrotto di stili, tra approcci progressivi, distacchi blues e frizzanti spicchi psichedelici. Musica esotica anche qui, con duetti tra tastiere e percussioni, chitarra e sax, nei quali spicca la voce o il coro di sottofondo. Un grande album diviso anch’esso in due lunghe jam. Tutto questo in preparazione al 1972, a quella svolta cosmica spaziale portata dall’arrivo di Leary, che collaborerà proprio con il loro terzo album “Seven-up”. Le differenze sono notevoli sorattutto se consideriamo anche l’arrivo dell’ingegnere del suono, bassista, percussionista e addetto al synth, Dieter Dierks. La profonda voce di Leary che si alterna con quella femminile di Duwe in sottofondo, gli effetti elettronici spaziali che si ripercuotono su tutta la prima jam, chiamata proprio “Space”, e i suoni più graffianti e metallici, ci indicano l’abbandono del pianeta Terra verso destinazioni aliene, forse raggiungendo proprio Alpha Centauri, sulla navicella chiamata Ash Ra Tempel. Non sarà un lungo viaggio e già l’anno seguente, il 1973, si farà ritorno a casa, ritrovando la formazione iniziale con il ritorno di Klaus Schulze, nella produzione di “Join Inn”. Il disco è un chiaro ritorno alle origini, a quel vecchio album chiamato “Ash Ra Tempel”, con le dolci escursioni chitarristiche di Gottsching, il tempo tenuto da Schulze con la sua batteria, le tastiere e il basso di Enke, tra sintetizzatore e VCS-3 a dare quegli effetti elettronici fruttando una colla lisergica per tenere il tutto compatto. La collaborazione con Rosi Mueller e la sua calda voce femminile continua ancora per tutto il 1973 soprattutto con l’uscita dell’album “Starring Rosi”, che annovera l’ennesimo abbandono di Schulze. Una parabola che si conclude con questo semplice rock, perché in seguito, seppur sotto il nome di Ash Ra Tempel, album come “Invention For Electric Guitar” e “New Age of Earth” saranno praticamente lavori solisti di Manuel Gottsching; ma questa è altra storia.

Alessandro Bianchi

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