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AFTERHOURS – Roma, 17/06/04

“Gli Afterhours tornano a Roma, questa volta per aprire il nuovo tour dopo il periodo passato a registrare negli studi di Catania il nuovo disco e lo fanno regalandoci un concerto lungo, intenso che grida energia”
Francesco “Daesdein” Erre

Le Foto Del Concerto

* a presto con nuove foto, molto cool

Gli Afterhours tornano a Roma, questa volta per aprire il nuovo tour dopo il periodo passato a registrare negli studi di Catania il nuovo disco e lo fanno regalandoci un concerto lungo, intenso che grida energia. Il concerto viene aperto egregiamente dagli Yuppie Flu che suonano bene e con molto trasporto. La maggior parte del pubblico forse non li conosceva, ma sentendoli applaudire si direbbe che abbiano gradito la proposta di questo nuovo grande gruppo che dopo circa mezz’ora di tanta musica e poche parole lascia spazio agli head-liner, appunto gli afterhours. Come è chiaro i nostri ci fanno aspettare un bel quarto d’ora in cui il pubblico inizia a fremere, forse aspettandosi qualche pezzo nuovo che non sarà eseguito (manuel parlando a nome della band ci informa sul fatto che non hanno avuto il tempo per provare). Le ragazzine impazziscono, piovono frasi come “Manuel scopami tra i tuoi fiori urlanti” o cose del genere, comununque meritevoli di pena capitale o taglio della lingua! Bene, il tempo passa la gente suda e si accalca, ed ecco finalmente entrare tra gli applausi il nostro caro Prette vestito completamente di bianco, e al suo seguito tutti gli altri. Manuel imbraccia la chitarra, afferra il microfono e ci saluta. Gli altri prendono possesso dei loro strumenti ed inizia la musica. La serata apre con una versione potente e monolitica di 1.9.9.6. e l’energia invade subito lo stadio, pieno fino agli spalti. Brani come Dea non possono passare inosservati e il pubblico ingaggia un corpo a corpo con i watts vomitati dagli amplificatori. Ai momenti furiosi di Dea, Le verità che ricordavo e non si esce vivi dagli anni ’80, si affiancano delle cover tra cui Mio fratello è figlio unico, già nota al pubblico da diversi anni e l’inaspettata e meravigliosa “gioia e rivoluzione” degli Area, suonata e reinterpretata molto bene e in maniera originale, anche se forse unica pecca del concerto dal punto di vista della prestazione canora di Manuel che cimentandosi nel cantanto di Demetrio Stratos non sembra trovarsi proprio a suo agio. Da sottolineare il fatto che comunque sempre di Demetrio Stratos si parla e il nostro frontman con il suo carisma riesce ancora una volta a non smentirsi. Finito il pezzo ci viene spiegato che questa cover farà parte di un film in cui gli Afterhours interpretano appunto gli Area.

Il nostro amato gruppo scherza uscendo e rientrando sul palco e facendosi chiamare per ben 3 volte, ci fanno emozionare ancora con le performance a dir poco egregie di Bunjee Jumping, Pelle, Voglio una pelle Splendida. Non mancano mai i grandi classici come “non è per sempre”.
Il concerto si chiude dopo circa un ora e mezza di musica, la scelta dei brani forse lascia intendere la voglia da parte del gruppo di aprire il tour con un concerto più duro ed energico, si nota infatti la mancanza di pezzi più introspettivi e rilassati come l’ormai classica e giustamente apprezzata Ritorno a casa.
In conclusione, il rock c’è stato, la musica anche, gli afterhours non deludono mai.
E come dice il vecchio saggio Zen “Manuel Agnelli è troppo un figo.”

Francesco “Daesdein” Erre

Le Foto Del Concerto

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