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Interviste

Intervista ai 24 GRANA

24 Grana – Torino: giocare coi ritmi

Parliamo con Peppe, il misurato chitarrista dei 24 Grana per scoprire l’evoluzione del gruppo negli anni…

Intervista di Iso

Incontriamo i 24 Grana dopo il concerto molto energetico di Torino, in particolar modo, mentre Francesco DI Bella, il cantante sta parlando con due ammiratrici, scambiamo due parole con Peppe, defilato ma fondamentale chitarrista dei 24 Grana…

Iso: Un concerto molto elettrico, rock, in linea con il vostro ultimo disco…
Peppe: a dire la verità è stato un concerto molto anomalo in quanto l’impianto elettrico ha fatto capricci e ci ha impedito di usare il minidisk per le basi elettroniche che usiamo per più di metà dei brani, quindi è stato ancora più.. rock del previsto! Mi fa piacere sia riuscito bene…
Iso: eccome! Voi avete fatto quattro dischi, uno diversissimo dall’altro per approdare all’ultimo Underpop che sembra il disco della maturità, una summa dei tre precedenti, sbaglio?
Peppe: In questo ultimo disco abbiamo affrontato un po’ tutti i generi che ci ispiravano, abbiamo scelto una linea fresca, e abbiamo composto i pezzi senza porci vincoli: addirittura un pezzo, Napuletana, è il pezzo più reggae che avessimo mai fatto! Poi siamo riusciti a comporre anche una bossa-nova, un genere molto particolare che non riesce appieno se non si è particolarmente ispirati e compatti.
Iso: I piccoli centri e i Centri sociali rappresentano sempre il vostro habitat?
Peppe: si, senza dubbio, anche qui a Torino abbiamo suonato recentemente al Gabrio o all’Hiroshima, siamo totalmente a nostro agio!
Iso: Considerata la collaborazione di Francesco con gli Almamegretta puoi parlarmi del rapporto che avete con gli altri gruppi di Napoli?
Peppe: dal punto di vista personale i rapporti sono ottimi, specie con alcuni membri dei 99 posse ad esempio, dal punto di vista artistico a parte collaborazioni estemporanee rimaniamo sempre delle realtà separate.
Iso: forse quando avete iniziato c’era più unione in quanto vi era un comune denominatore nel reggae…
Peppe: non è che non ci sia unione, anzi, personalmente siamo amici, forse all’inizio sembrava ci fosse più coesione visto che più o meno tutti affrontavamo musiche in levare (noi, gli Alma, i 99 stessi)… ciò che conta è il rapporto umano e quello c’è ed p è forte.. poi sono contento che ogni gruppo abbia scelto la propria strada ed abbia proseguito affinando il proprio stile…

Peppe viene chiamato da alcuni amici torinesi per una birra, lo lascio andare soddisfatto dalla chiacchierata e rimandandolo alla lettura dell’intervista su queste pagine!

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