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AIR – Napoli, 08/07/04

Air : più che elettronica
“Quando dei geni della composizione giungono ad esibirsi in una città come Napoli, che, si sa, ha una tradizione secolare in campo musicale, allora la loro presenza si trasforma in un vero e proprio evento!”

di Fabio C.


Quando dei geni della composizione si mettono all’opera, il genere musicale da loro adottato è davvero irrilevante. Gli Air ne sono una dimostrazione chiara e lampante. Suoni dolci e delicati miscelati magistralmente con effetti tecno, il tutto con una naturalezza allucinante, sono le armi adottate da questo duo parigino che, sin dal suo primo lavoro, “Moon Safari”, ha davvero stravolto i canoni dell’elettronica e hanno fatto appassionare milioni di ascoltatori.
Quando dei geni della composizione giungono ad esibirsi in una città come Napoli, che, si sa, ha una tradizione secolare in campo musicale, allora la loro presenza si trasforma in un vero e proprio evento!
Nonostante lo scetticismo di molti, Giovedì 8 Luglio 2004 l’Arena Flegrea era molto popolata, un risultato inaspettato conoscendo i gusti musicali che caratterizzano prevalentemente il popolo partenapeo! Di sicuro, c’è un altissima probabilità che molti dei seicento biglietti venduti per quella serata, siano stati venduti per lo spettacolo successivo, quello di David Byrne. Ma sta di fatto che Dunckel & Godin sono stati apprezzati dalla stragrande maggioranza dei presenti all’Arena.
I due hanno preferito dedicare la prima parte della serata prevalentemente ai nuovi pezzi, quelli dell’ultimo album, “Talkie Walkie” (davvero belle le versioni di “Run”, “Venus”, l’ultimo singolo “Alpha beta gaga” e la dolcissima e romanticissima “Cherry Blossom Girl”), mentre l’ultima mezz’ora hanno ricordato al pubblico presente, se ce ne fosse bisogno, che il loro duo vive da sei anni e che, in sei anni, hanno fatto la storia della tecno.
Per far ciò hanno dimostrato anche una certa bravura tecnica con pezzi come Kelly watch the stars e Sexy Boy tratti dal primo album, “Moon Safari”, datato 1998.
A fine serata hanno lasciato tutti a bocca aperta con una versione stupenda de “La femme d’argent” che è stata prolungata per lasciare spazio anche a qualche virtuosismo, e
non solo da parte loro, ma anche dei turnisti (in special modo il batterista).
Del resto, probabilmente, molti presenti in platea, alla fine dell’esibizione degli Air, hanno quasi dimenticato della successiva presenza
di David Byrne.
Effettivamente, i francesi, da soli, valevano già il costo del biglietto!

Fabio C.

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