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Settimana intensa: (Traffic Free Festival e NLT) – atto II

Cuneo, NLT – Casino Royale e Mono …in attesa degli Afterhours

…la scoperta di un buonissimo gruppo from japan, i MONO e stasera, tanto per chiudere in bellezza, Agnelli e Afterhours.

di viter


Veniamo, o meglio, torniamo alla nostra provincia, ed ovviamente al Nuvolari.
Un primo pensiero sul concerto di martedì sera dei Casino Royale, gruppo che oramai non sentivo più in live dal lontano 1998. Ed i 6 anni sembrano proprio essere passati sulle teste di tutti. Devo fare i complimenti ad Aliosha e compagni, perché “togliersi di dosso” una presenza in qualche modo comunque “scomoda”, come quella di Giuliano Palma, non era assolutamente facile: il sestetto di Milano devo ammettere che ci sia riuscito molto bene, non più una voce calda come quella di Palma, ma una voce limpida di ragazza, con due tonsille grosse come campane, e quella di supporto di un Mc inglese, penso quello che aveva collaborato anche con “CRX”.
Il concerto è stato bello, anche se io in questi ultimi 6 anni ho orientato i miei gusti musicali verso generi completamente diversi. Un paio di pezzi molto interessanti, anche quelli nuovi, altri invece li ho trovati un po’ troppo in chiave “funky”, come “Cose difficili” che già all’epoca di Sempre Più Vicini era uno dei pochi pezzi che mi prendeva solo fino ad un certo punto. Bella l’idea di mescolare musica e installazioni visive, percezioni sensoriali che si mescolano, così come interessante il fatto che per buona parte del concerto le proiezioni siano avvenute non su un telo di sfondo al palco, ma che divideva l’area di esecuzione da quella di ascolto. Interessante come idea, anche se, forse, prediligo un’idea un minimo più “beckettiana” dell’esecuzione musicale, in cui, pur mantenendo un certo distacco tra scena e spettatori, ci sia un minimo di contatto… anche vedere il sudore grondare dai capelli dei musicisti può fare effetto.
Un’altra vera e propria chicca è stata quella di ieri sera con i MONO … E qui diventa difficile, dopo le performances dei PGR e degli Yuppie Flu, stabilire quale sia stato il più bel concerto della stagione del NLT che sta lentamente volgendo al termine (inizia, con il concerto di stasera degli Afterhours, l’ultima settimana). Davvero un bel concerto. Il gruppo arriva dal Giappone, con una proposta musicale che sicuramente mi può interessare, visto che nel libretto del Nuvolari Libera Tribù si parla di produzioni con John Zorn, di influenze da Sonic Youth e Beethoven, di Mogwai e di un gruppo che tenta di “riprodurre in musica la sensazione di straniamento dei film di Lars von Trier”.
Ok, non riesco ad andare a sentire al Traffic Iggy Pop, questo concerto, penso, dovrebbe “salvarmi” la serata… altro che salvarmi la serata… questa è la mia musica! Rumore, solo rumore, progressioni in crescendo/decrescendo di chitarre che da mansuete si fanno crude, decise, forti e irrompenti. è vero, si sente molto una somiglianza con i Mogwai, i brani per lo più sono strutturati nello stesso modo; si parte piano, si cresce, si cala, si aumenta, si spacca tutto, e poi si chiude in calando; ma che farci… quando uno si sente la musica entrare prima nelle orecchie, stazionare nella testa, poi scendere lentamente nello stomaco ed, infine, diventare un tutt’uno prima con il proprio sangue e poi con le ossa, c’è poco da fare. Il libretto di presentazione del NLT accenna a “Come On Die Young”: l’album che ho comprato e che sto ascoltando ora, “Walking clound and deep red sky, Flag fluttered and the sun shined” (prodotto tra l’altro da quel geniale Talent Scout e musicista che si chiama Steve Albini), sicuramente; il concerto di ieri sera, invece, mi ricordava Young Team. Una differenza comunque, a mio avviso, c’è tra questo gruppo ed i ragazzi di Glasgow: per prima cosa (e tra l’altro onore al merito) i Mono sono solo in quattro (classico quartetto rock, con due chitarre, basso e batteria), e non in 6/8 elementi, cosa che, a mio avviso, rende le cose un po’ più difficili da fare, la musica dei Mogwai è soprattutto “in levare”, quella dei Mono “in battere”. Comunque, per chi come me ama questo genere… Hanno suonato un po’ poco, senza bis, ma la scoperta è stata sicuramente ottima: se vi capita di trovare una loro esibizione in giro, valgono sicuramente anche il prezzo del biglietto… a me è andata bene! Un concerto del genere gratuito, che ti lascia così soddisfatto alla fine, ti invoglia a comprare qualche cd in più… e la musica ci guadagna! Complimenti a Castoldi e Guglielmi!

viter

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