Reportage

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI – Padova, 10/07/04

“Venghino, signori, venghino in questa belisima plaza: l’incredibile spetaculo dei Tre Allegri Ragazzi Morti: Tre Allegri Ragazzi Morti canteranno, balleranno e suoneranno per voi l’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la muerte… l’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la MUERTE…”

di Zappo


Sarà forse un problema, ma quando sento pronunciare queste parole mi emoziono, e solo a leggerle qui, su questa pagina bianca che si va via via riempiendo di lettere, mi viene il rimpianto di non averli qui, sempre a portata di mano.
E certo, è vero che quello che ci dicono i loro testi, almeno una volta nella vita, è passato anche nella nostra mente, ma personalmente non ho trovato mai nessuno in grado di dirlo meglio di loro.
Ma andiamo con ordine.

Tradizionale concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, si svolge questa sera in quel di Padova, o meglio in quel della più inoltrata campagna padovana.
Dopo innumerevoli difficoltà, arriviamo giusto in tempo per veder salire sul palco le Lady Birds, che a primo ascolto può sembrare una tribute band delle Hole, e così probabilmente è. Tre dolci ragazze e un fortunato bassista. Nulla di speciale. Le Hole suonate a volte benino, altre volte non proprio, con un impianto sonoro non certo dei migliori. Sono più gli apprezzamenti alle tre fanciulle (5 stelle alla batterista) che alla musica proposta. D’altro canto si è qui per i Ragazzi Morti, e francamente, queste Lady Birds (nome su cui si ironizzerà parecchio) suonano anche troppo. Una quarantina di minuti che distruggono anche i pochi temerari che si spingono sotto al palco.

E distruggono anche le gelide folate di vento campagnolo che arrivano ad allietare la fremente attesa per i Ragazzi Morti. Una porta da calcio, un pallone…ed ecco come ingannare il tempo e scaldarsi. L’ultimo palleggio e i tre omini addetti al soundcheck lasciano spazio a tre omini mascherati provenienti da una piccola città del nord-est, Pordenone, e che da bravi circensi iniziano recitando:

“Venghino, signori, venghino in questa belisima plaza: l’incredibile spetaculo dei Tre Allegri Ragazzi Morti: Tre Allegri Ragazzi Morti canteranno, balleranno e suoneranno per voi l’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la muerte… l’incredibile spetaculo de la vida, l’incredibile spetaculo de la MUERTE…”

E già con i primi “papparapà” di “Piccolo Cinema Onirico” si comincia a sudare, altro che pallone. Ma si comincia anche a viaggiare incontrando giganti, castelli, salamandre, balene e quant’altro la fervida mente di Davide Toffolo e compagni abbia partorito in questi 10 anni di onorata carriera, che li ha portati a diventare una bandiera per adolescenti e meno adolescenti.
E ci sono tutti i “classici”, da “Si parte”, a “Quindici anni già”, “Sono Morto”, la romantica “Catena”, “Abito al Limite”…le più recenti e semplicemente splendide “Ogni Adolescenza”, “Volo Sulla Mia Città”e “Il Principe In Bicicletta”, per la gioia di tutte le donne lavoratrici, fino agli ultimissimi acclamatissimi pezzi de “Il sogno del gorilla bianco”, non certo il miglior lavoro dei tre, ma comunque più che degno, ossia “La Mia Foto”, “Bella Italia”, “Questo il Mondo”, “Rasoio Mattatoio Pazzatoio” e le eccezionali “Signorina Primavolta” e “Povero Me”, sulla quale si scatena un tenero ballo di coppia d’altri tempi.
Si suona, si canta, si balla…e i Tre Allegri Ragazzi Morti volano via, ma ormai lo sanno tutti che è l’uscita è fittizia.
Davide si trasforma in El Tofo, ossia tenero roditore dagli occhi infuocati, e sfidando il caldo (con tutto quel pelo addosso per LUI è caldo) risale sul palco, ricevendo offese di ogni tipo per farsi convincere ad eseguire altre “4 stupide canzoni” (che saranno poi di più).
Si parte con “La Tempesta”, emozionante, chitarra e voce, come sempre per atterrare poi con la rockeggiante “Alice In Città”, le entusiasmanti “Francesca ha gli anni che ha” e “Per Me Lo So” e “Rock’n’Roll Dell’Idiota”. E qui le quattro stupidi canzoni sono già diventante cinque. E non è ancora finita. A grande richiesta “Holliwood come Roma”, decisamente improvvisata e decisamente bellissima…e poi…“Occhi Bassi”…l’emozione più grande della serata. Che ci volete fare.

Un sogno durato più di un’ora e mezza, che vola via così come se n’è arrivato.

Bacini e Rock’n’Roll.

Zappo

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