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Bibliophobia

Maledetta Vita di Fabrizo Bolivar e Cinquanta di Carmelo Calabrò (Fara Editore)

di Valentina Della Corte

Maledetta Vita

Trentacinque racconti di vita reale e concreta qualcuno potrebbe dire, io dico invece trentacinque forzature, magari anche vissute ma forse un pò troppo enfatizzate. Ad essere sincera solo pochi di questi racconti non mi hanno annoiata nè nauseata, la maggior parte li ho trovati un ammasso di parole senza senso messe una dietro l’altra. Racconti simili a volti anonimi che ogni giorno affollano le strade camminando un passo dopo l’altro, forse come quelle persone anche i racconti di Bolivar hanno una loro unicità, che al momento non riesco a cogliere. Non condivido il linguaggio troppo esplicito e spesso anche volgare. Avrà proposto anche scene vissute da molti ragazzi ma l’ha fatto con banalità svuotandole di ogni più recondito significato, ammesso che ci possa essere significato nel bere senza misura, nel tentare di sfidare stupidamente la vita, ma d’altra parte sono asperienze che sempre più i giovani sentono la necessità di vivere.

Cinquanta

“Un viaggio tra immagini semplici viste con gli occhi di chi le cose le osserva”

Cinquanta è una raccolta di poesie o meglio una sorta di album fotografico in cui è possibile cogliere le sfumature di momenti che giornalmente viviamo, ma che è difficile immortalare rendendoli però vivi. Poesie fresche ma che qualche volta leggendole lasciamo in bocca il sapore della nostalgia per qualcosa che si è perso, forse proprio quella capacità di osservare.

Valentina Della Corte

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