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Bowling For Columbine


Scheda


Titolo Originale: Id.
Regia: Michael Moore
Sceneggiatura: Michael Moore
Interpreti: Michael Moore, George W. Bush, Dick Clark, Charlton Heston, Marilyn Manson, John Nichols, Matt Stone, Barry Glassner, Mark Taylor, Richard Castaldo, Chris Rock, James Nichols, Denny Ferrell, Evan McCollum, Tom Mauser, Arthur Busch, Dick Herlan, Mike Bradley, Jimmie Hughes, Michael Caldwell, Jeff Rossen, Robert Pickell.
Nazione: USA – Canada.
Anno: 2002.
Durata: 123 minuti.


Bowling For Columbine

” ………. dalla mia fredda mano “

Questo il motto con il quale il divo Charlton Heaston saluta regolarmente i membri del N.R.A., ovvero il “National Rifle Association”, società che protegge gli interessi di coloro che negli USA, appellandosi al secondo emendamento della costituzione, detengono legalmente armi da fuoco. Heaston è uno degli esponenti di punta dell’associazione, della quale per altro lo stesso Moore fa parte fin dall’infanzia, e che da parte di quest’ultimo è stata presa di mira come una delle fautrici dei numerosi omicidi, per arma da fuoco, che ogni anno distruggono negli USA la vita ad oltre decimila persone di ogni etnia e fascia di età. Il docufilm del regista di Detroit prende il via dalla decisione del governo USA, all’epoca capeggiato da Bill Clinton, di far bombardare il Kosovo con una immane forza distruttiva, nello stesso giorno, il 20 aprile del 1999, un paio di liceali della Columbine High School nella tranquilla cittadina di Littleton, in colorado, entravano nella mensa scolastica armati fino ai denti facendo fuoco all’impazzata, mietendo 13 vite fra compagni ed insegnanti e ferendo molte altre persone e terminando la loro folle incursione puntandosi alle tempie due fucili da 9 mm e facendo fuoco. I due ragazzi, denominatisi membri della: “Mafia con l’Impermiabile”, entrambi disadattati e schivi, erano tornati al liceo dopo aver concluso la loro lezione di Bowling valida per un credito trimestrale in educazione fisica ed erano stati capaci di procurarsi legalmente munizioni e armi acquistandoli in un normalissimo centro commerciale del paese.

I due avvenimenti, il bombardamento del Kosovo e la strage della Columbine, pur sembrando delle semplici coincidenze quanto meno beffarde, sono enfatizzate dal regista autore del recente Fareneith 9/11 come un monito sul terrore imperante che attanaglia la cultura USA, basti pensare che proprio una fabbrica di armi è la principale fonte di guadagno della elegiaca cittadina di Littleton, e non quindi avvenimenti del tutto slegati fra loro ma bensì figli, etrambi del terrorismo mediatico provocato dai Network, dai Media, dai politici, e dalle istituzioni che insinuano regolarmente nella mente della gente comune il terrore, non suffragato da dati reali, nei confronti del diverso, come puo’essere la persona di colore che troppo velocemente viene accusata da una popolazione in prevalenza Wasp e invece non stigmatizzando le condizioni indigenti di coloro che provocano e subiscono aggressioni a mano armata. Moore ci fa attraversare l’esistenza di coloro che con le armi, e per le armi, vivono credendo come il divo dei “Dieci Comandamenti” di De Mille che un fucile tenuto regolarmente carico a portata di mano sia molto piu’utile di qualunque altra ragionevole soluzione, sconfinando alla fine e fino in Canada per paragonare la folla corsa agli armamenti della popolazione Americana rispetto alla tranquilla convivenza con la quale la popolazione Canadese riesce a risolvere i propri problemi. Buttando infine la colpa in faccia ai politici di ogni fede politica, e alle società multinazionali come la catena di centri commerciali K-Mart che ha permesso la vendita di proiettili di qualunque calibro a poco prezzo anche ai due ragazzi che nell’Aprile del ’99 compirono la strage della Columbine High. il risultato finale di questo docufilm è una serie di illazioni su come il politico medio e la classe dirigenziale USA se ne infischi allegramente dei problemi dei comuni mortali che si torvino a Littleton o a Flint nel Michigan, anche questa cittadina dalla quale proviene lo stesso Moore, scenario di una triste vicenda conclusasi recentemente con una bambina di 6 anni uccisa da una Magnum 44.

Giudizio sul film, ma sarebbe meglio definirlo un documentario, imperdibile, anche per coloro che come il sottoscritto non apprezzano molto le idee del regista del Michigan.

Ciro Andreotti

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