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Unnamed – The Market of Stupids

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Teste di Televisione non sintonizzate passeggiano tranquillamente incuranti del resto, non vedono e non sentono, si accalcano sugli scaffali del mercato, ciechi e violenti. E' il Mercato degli Stupidi. Siamo a casa.
Cavalcando quel senso di estraniazione e di non appartenenza tipico di noi giovani, come se i giovani fossero degli alieni, questa band proveniente da Lucca ci fa riassaporare quelle atmosfere tipicamente e palesemente Grunge che, guardandoci un po' intorno, sembrano oramai scomparse. O quasi. Tutte le opinioni che si possono avere sul movimento Grunge degli anni '90 sono quantomeno fuoriluogo a tutt'ora, eppure se ne sente parlare ancora e molto. Ci sono i Fans nostalgici, ci sono quelli che sputano su quella musica con cui sono cresciuti, o sono di tutt'altra epoca per comprenderla, e ci sputano lo stesso. Poi ci sono i neo-adolescenti che ad ogni generazione vivono il loro momento di crisi tramite le urla di Cobain, quasi come tappa obbligata, e poi magari con i Pearl Jam, gli Alice in Chains, i Soundgarden o gli Screaming Trees per chi non si è già stufato prima.
Seattle può tranquillamente rivivere anche a Lucca, senza il bisogno di stare a chiedersi se quel pezzo o quell'altro pecchino di poca originalità, di risentito o il blabla, ed infatti gli Unnamed (se non è un nome estraniante questo..) riescono abbastanza agevolmente nell'opera di restauro e restyling di quelle melodie, o anti-melodie. Un disco volutamente(?) “grezzo”, ovviamente in inglese, rigorosamente breve (42 minuti) ed intransigentemente urlato, arrabbiato. Grunge.
Un buona colonna di Riff cavalca tutte le 12 tracce, tenute in piedi dall'ottima, per il lavoro da svolgere, sessione ritmica che risulta puntuale ed ordinata senza strane e fantasiose digressioni che stanno di casa da tutt'altra parte. Ci potrebbe essere qualcosa da dire sulla parte vocale, ma in fondo non ce n'è motivo. Il lavoro “sporco” viene svolto a dovere, sempre che non si voglia imitare un Lanegan o un Staley. Ma non è questo il caso.
Non è di certo il tecnicismo musicale che risalta alle orecchie, ma non deve essere così, è per questo che non ci dilunghiamo molto nell'analisi specifica perchè si perderebbero di vista tutti gli elementi essenziali che caratterizzano un disco Grunge che si rispetti. Le falle sono evidenti ed inevitabili, ma vengono inglobate nel groove della band e nella carica e l'entusiamo che mettono sui loro strumenti.
Alcuni pezzi sono realmente riusciti come “Beewax” o “Don't need a psychologist”, che tra l'altro si dirigono molto su influssi punk/core, altri lasciano un po' perplessi. Quasi dei riempimenti forzati. Tutti gli altri ve li andate ad ascoltare prendendo il loro CD, sempre che non facciate parte della schiera degli “sputatori a prescindere” di cui sopra.

Tracklist :
01. Disdain
02. Don't Need a psychologist
03. Here Together
04. Don't lie to me
05. Fucking self centried
06. Ain't jockin
07. Where I Live
08. In the Hope of meeting you
09. Pigpen
10. You must be happy
11. Beewax
12. Without Shame

Gli Unnamed sono :
Daniele Salsini Chitarra,voce
Sara Bracciali Basso,cori
Martino NottoliBatteria,cori
Emanuele PrimieraniChitarra, 2° voce

Per maggiori Info :
URL : Unnamed.it
Email : info@unnamed.it
Daniele: junko@unnamed.it
Martino : martinonottoli@virgilio.it
Emanuele : piffe@unnamed.it

Telefono :
Daniele : 347 7762259
Emanuele : 349 1762063

Per ascoltare/scaricare dei brani d'esempio cliccate qui sotto (Link a Vitaminic) :
Where I Live
Beewax

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IL VOTO

Registrazione : Più che Sufficiente
Musica : 6,5
Testi : 7
Voto Complessivo : 7/10

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