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Kyuss – Welcome to the sky valley

1994 - Elektra
Stoner metal

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Tracklist

1. Gardenia
2. Asteroid
3. Supa Scoopa And Mighty Scoop
4. 100°
5. Space Cadet
6. Demon Cleaner
7. Odyssey
8. Conan Troutman
9. N.O.
10. Whitewater

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‘Welcome to the sky valley’ rappresenta il disco della conferma per i Kyuss,i quali,con i fasti del seminale ‘blues for the red sky’ del ’92,avevano indicato i motivi-guida di un nuovo,innovativo genere,lo stoner rock. Infatti,mentre a Seattle si rileggeva l’hard rock con la furia del punk e ci si concentrava su testi decadenti e ribelli,nella parte opposta dell’America si fondeva il classico rock degli anni settanta con una grande dose di divagazioni lisergiche ed attitudine naturale a jammare.di questo nuovo genere i kyuss furono i fondatori ed i più fulgidi rappresentanti,portati sempre a fare la musica che
amavano senza scendere a compromessi commerciali.supportati da strumentazioni vintage ed effetti altamente incisivi,eccezionali musicisti sotto il profilo tecnico,capaci allo stesso modo di far convivere basso batteria e chitarra come strumenti solisti,liberandosi in cavalcate psichedeliche furiose in cui ci si perde e si scopre una nuova concezione di
fare musica.
Hanno fatto scuola i riff granitici e gli assoli liquidi di Josh Homme,chitarrista e compositore della maggior parte del materiale dei kyuss,che contribuì a fondare quando era poco più che un adolescente.la sua tecnica originale è stata a più riprese riproposta da gruppi della seconda ondata dello stoner rock,ma senza l’estro e l’originalità di Homme.
Purtoppo,come si dice, all good thing must come to end,e i kyuss si sciolgono nel 1997,dando il via a progetti solisti dei singoli membri e alla nascita dei Queens of the stone age,la nuova band guidata da Homme con Nick Oliveri,ex bassista dei kyuss,che presenta sostanzialmente uno stile simile alla band madre ma leggermente più easy-listeningcapolavori come “gardenia”,”asteroid”,”demon cleaner” e “white water” sono difficilmente riproponibili nel panorama musicale moderno,sia perché pochi gruppi saprebbero costruire tali strutture sonore,ma soprattutto perché l’auditorio contemporaneo è talmente decaduto da non riuscire a riconoscere i veri gruppi dalle boy-band costruite dalle multinazionali.

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