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Interviste

Incontro con MAX GAZZE’ – Parte 5

Quinta parte dell’incontro con MAX GAZZé svoltosi nella biblioteca di Lettere all’università di Siena.

Mao168 e Zappo


Max Gazzè a lettere
Quinta parte

P.R.: Poi ho notato un paio di volte che ti piace far rumore, cioè anche dal punto di vista dei testi… ti piace far rumore anche con le parole…

M.G.: Coi significati più che con le parole… In realtà ci sono delle cose, anche a livello di significato di alcuni testi, in cui c’è una certa distruzione del linguaggio e a volte anche del significato. Tante volte faccio una canzone in cui tolgo il soggetto e la canzone non ha più senso perchè ho tolto il soggetto apposta! Però questi sono esperimenti ovviamente… Nei testi ci sono delle espressioni morbide, basate sull’aspetto poetico, ovviamente sempre con delle assonanze, con delle rime interne. Spesso leggendo i testi, alcuni testi dei miei dischi, ti accorgi che sono già armonici. Metti “Il timido ubriaco” per esempio:

sposa
domani ti regalerò una rosa
gelosa di un compagno non voluto
temuto
stesa
caldissima per quell’estate accesa
fanatica per duri seni al vento
io tento
tanto
quell’orso (n.d.g. :comincia ad imitare Carmelo Bene) che ti alita accanto
sudato che farebbe schifo a un piede

…per cui esistono già delle cose. E invece ci sono delle altre che sono completamente diverse. Addirittura c’è un testo che è una poesia di Mallarmé riadattata, rifatta… “Il mendicante” (n.d.g. sull’album del 2000, quello con la faccia del cammello per intenderci, la canzone in questione è Elemosina). E comunque c’è sempre un significato molto forte. Ci sono alcune canzoni che hanno un significato più diretto e altre che hanno un significato interpretabile. In tutte le canzoni c’è un significato, a parte alcune tipo “Una musica può fare” e “Annina” presente in quest’ultimo disco, che è ovviamente uno scherzo, una cosa così… Però quando c’è una ricerca, e dove c’è una ricerca è un abbinamento tra significato armonico e significato dialettico letterario, c’è sempre una combinazione molto attenta, non c’è niente messo lì per caso. Ripeto, questo è un esperimento, che da una parte anche limita, perchè forse se avessi fatto sempre testi molto più accessibili, molto più semplici da carpire, magari avrei avuto un po più… ma adesso c’è un progetto molto interessante con un poeta francese che sta adattando dei miei testi in francese ed anche lì c’è una ricerca… a volte anche il significato è duro nei testi ma in questa durezza dei testi c’è sempre la morbidezza dell’armonia dei significati, tra musica e testi. A volte una cosa uccide l’altra, a volte una cosa didascalizza l’altra; a volte la musica va in un senso e il testo deve andare in un altro per non ostacolarla e viceversa, a volte invece vanno tutt’e due a cozzare su significati diversi e allora lì diventa dura. Però son delle cose anche d’istinto, di percezione, di creatività. E’ difficile quantificare e capire in che modo una cosa viene recepita o no, però c’è un lavoro abbastanza accurato su tutto ciò che è il significato armonico e letterario.

P.R.: Ma chi è Valentina?

M.G.: Una scema era… (risate ah ah ah…) No, Valentina è una persona ed esiste questa lettera, una lettera scritta a questa Valentina, che poi è stata ovviamente romanzata per farne testo; però c’è una reale Valentina a cui è stata scritta questa lettera e quella canzone è stata scritta proprio così: ho preso la lettera e ho cominciato a creare degli accordi attorno a quello che era la lettera, non andando a cambiare il testo. Addirittura se c’era una cosa asimmetrica, la lasciavo asimmetrica. Infatti ci sono delle battute di 2/4 su quella canzone, o delle cose dispare, che non sono quadrate: ora è in 4/4, a volte arriva in 5/4, a volte in 6/8. Adesso invece c’è in questo disco il seguito di questa lettera perchè esiste la parte seconda di questa lettera ed è semplicemente una canzone che musicalmente non ha niente a che vedere con la prima. Non so neanche se rende giustizia… forse alla fine, a tutt’oggi, preferisco la prima. Però è molto carina anche nel modo in cui è nata questa canzone perchè è nata esattamente nello stesso modo: sempre lì col libro dei testi, coi ragazzi, si è cominciato a canticchiare una melodia intorno a questo testo che era il seguito di “Cara Valentina” e da lì è nata la canzone nello stesso modo in cui è nata la prima. E’ stata una cosa divertente ed è carina anche così… Poi nel finale ci sta “…per esempio non è vero che poi mi dilungo SPESSO su un solo argomento” e ho rimesso quello SPESSO così non è più dispari la misura ma è quadrata.

Voce: In America ci sono molte iniziative contro il governo e l’amministrazione Bush da parte di artisti e musicisti americani… Che tu sappia in Italia ci sono iniziative del genere o si sta pensando di farne qualcuna contro Berlusconi?

M.G.: A tutt’oggi non credo che molti artisti siano favorevoli alla politica di Berlusconi, nè tanto meno a quella di Bush; ma a prescindere dagli artisti, chi ha un minimo di stimolo nella vita, chi guarda un po’ al futuro… poi non lo so, ognuno c’ha le sue opinioni, però non mi sembra che ci siano molte persone d’accordo con le guerre no? Ma non è neanche magari lui, però poi bisogna capire in che modo si agisce perchè tu puoi dire una cosa e poi ne fai un’altra allora non si capisce… non so veramente da che parte… Però adesso questa storia del Primo Maggio sicuramente sarà un qualchecosa su cui bisogna organizzarsi, perchè è una cosa abbastanza grave. Anzi molto grave perchè con la scusa “de sta cacchio de Par Condicio” ovviamente ti cominciano a censurare programmi come quelli della Gialappa’s… perchè dovevo andare domenica scorsa a Milano a registrare con Neri Marcorè e dovevamo fare lo scontro “Gazzè contro Gazzè”, era divertentissimo perchè lui cantava le mie cose ed io con la musica… però alla fine non c’è stato modo perchè hanno censurato il programma. Lo stesso vale per Blob che verrà, con la scusa del “par condicio”, censurato…

P.R.: Luttazzi, che forse qualcuno di voi ha visto qua a Siena, è tornato in RAI ospite di Baudo e si è visto tagliare l’intervento, salvo poi non essere avvisato che la cosa veniva messa in atto…

M.G.: Io penso che il problema non è neanche cosa viene censurato e cosa no, ma già il fatto di censurare… Qui si sta togliendo la parola a chi fa musica, a chi comunica, a chi dice delle cose, a chi lo fa attraverso le canzoni. Siamo dei menestrelli, cantiamo, diciamo la nostra filastrocca e qualcuno ci censura. Poi a prescindere da quello che uno pensa, ma non è che se Frankie Hi-Nrg o se io o altri dicono delle cose nelle canzoni, che ognuno è libero di interpretare nel modo in cui vuole… poi ognuno ha le sue opinioni, non è che voglio costringerti a cambiare la tua opinione…

P.R.: Diciamo che c’è la Costituzione che parla di questo, non ci sono le opinioni sulle opinioni, c’è la Costituzione che ha un’origine molto precisa…

M.G.: Non si parla nè di destra nè di sinistra, si parla proprio della censura, di quello che è l’atteggiamento della censura, del fatto di censurare un festival della musica importante come il Primo Maggio, con la scusa della par condicio mandarlo in differita di un’ora e mezza in modo che loro hanno il tempo di tagliare gli interventi, mi sembra davvero un atteggiamento poco democratico… e basta.

P.R.: E’ anche il tentativo estremo dell’attuale coalizione di governo, questo a mio avviso ovviamente e rispondo delle mie opinioni, di recuperare il recuperabile, i sondaggi che circolano in questo momento sono per loro più che disastrosi. Si parla di percentuali irrisorie, intorno al 15%; per quel che valgono i sondaggi, sono comunque elementi indicativi e il “cafonauta” non può non saperlo. Per cui evidentemente quello che dicevi tu è altrettanto plausibile, cioè una quarantena per tentare di inibire gli anelli ancora esistenti e rafforzati dal cafonauta che poi… (il pubblico ride ancora una volta di fronte all’imitazione che Gazzè fa di un ipotetico astronauta-cafone)

M.G.: Già me lo vedo pure lui a nuoto che naviga verso i barili di petrolio che gli lascia… vabbè comunque questo è surrealismo…

P.R.: …e la possibilità di concepire un paese in cui ci sia spazio per un libero pensiero, tutto qua. Non è questione di fazioni, di colori, anche perchè oggi parlare di colori e fazioni diventa un altro discorsone impegnativo che forse non porta da nessuna parte visto l’attenuamento delle posizioni e visti anche degli errori storici che la sinistra ha commesso al governo, quindi con doppia responsabilità. Però qui si ragiona su quello che la Costituzione garantisce ad ogni cittadino, e glielo garantisce nascendo da una guerra di resistenza contro il Fascismo, contro l’invasione nazista, perchè poi, anche qui, l’assenza di memoria diventa un altro elemento grave di questa strategia, diventa un altro peso insostenibile per chiunque abbia voglia di potersi misurare con la realtà circostante in maniera il più possibile libera, il più possibile produttiva. Ci sono dei valori che vanno tutelati, valori che sono stati espressi dalla storia e dal nostro Paese. In questo momento, quello che sta accadendo in Italia va nella direzione opposta per un unico motivo, per lo stesso motivo per cui Berlusconi è sceso in politica, per la difesa dei suoi interessi. “Diario” tre o quattro settimane fa ha pubblicato, numeri alla mano, e “Diario” è un giornale serio anche se si può senz’altro ascriverlo ad un’area di pensiero di sinistra, ha pubblicato, dati alla mano, la certezza provata che il patrimonio personale di Berlusconi è raddoppiato nell’ultimo anno. Per non parlare di quello che è stato fatto nella giustizia, le “leggi infami”… dalle rogatorie internazionali al processo di Milano… non è il caso di starsele a ricordare tutte, tanto le sappiamo già… e ricordarsele aumenta il dolore e la tristezza di cui parlava Max prima. L’importante è appunto non dimenticarsele e non continuare a sperare, come gli italiani sono soliti fare, che domani sarà meglio di oggi, perchè di questo passo non è più vero da tempo, e non può che peggiorare…

continua….

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